Come ti risollevo lo share: invito un po' di bambini guariti dalla leucemia e ci faccio un'ora di trasmissione. Si parla di capelli caduti, speranze per il futuro, ci si collega con l'ospedale e alla fine si distribuiscono i doni di Natale. Doveva essere questo il delitto perfetto di Maurizio Costanzo, ma qualcosa è andato vagamente storto.
- Costanzo (ad un bambino di 8 anni): che cos'è per te il coraggio?
- Bambino (per nulla intimorito da una domanda così idiota che avrebbe stroncato un cavallo): la forza di andare avanti
Mormorio ammirato del pubblico (e mio), Costanzo lascia che il pargolo venga a sè, lo abbraccia e se lo mette accanto. Come ti chiami, come stai, lo sai che i tuoi capelli ricresceranno più forti di prima, etc. Il bambino sta bene e si vede: vispo, spigliato, il peggio è passato. Prima del suo incontro col tricheco, ovviamente.
- C. (famo er picco...): la sai raccontare una barzelletta?
- B. (che cominciava ad esser posseduto dal Lato Oscuro della Forza): NO
- C. (insistente): e dai... sì che la sai
- B. (tentenna): no...
- C. (imperativo e molesto): suu, dilla
- B. (implorante): non si può dire
- C. (che non molla manco ammazzato): ma che c'è, una parolaccia? ma se la dice un bambino in tv non fa nulla, non ti preoccupare!
- B. (rinfrancato dal cattivo maestro): no.. no
- C. (tronfio): facciamo che me la dici all'orecchio?
- B. (inizia a vedere una via d'uscita): va bene
- C. (e ora?) ...
- B. (mettendosi la mano sul microfono): pss pss
- C. (sordido, mettendo il SUO microfono vicino alla bocca del bambino, ignaro): dimmi, dimmi
- B. (titubante): su un aereo c'erano un giapponese, un inglese e un italiano e un marocchino.
- C. (ignaro, l'incosciente): sì, e poi?
- B. (esita): passa l'hostess col carrello dei rinfreschi. Il giapponese prende una bottiglia di champagne e la butta dal finestrino.
- C. (accelera): e poi?
- B. (rinfrancato): e poi dice: "tanto in Giappone ne abbiamo tante". Poi l'inglese fa lo stesso. E dice
- C. (improvvisamente inquieto): "tanto in Inghilterra ne abbiamo tante"
- B. (conferma): sì, dice così. Poi tocca all'italiano
- C. (una maschera d'inquietudine): MA LA PAROLACCIA QUANDO ARRIVA?
- B. (cade dalle nuvole): ma non ce ne sono parolacce!
- C. (ma allora perchè non voleva raccontarla?): ah, continua. L'italiano?
- B. (ora deciso, il Lato Oscuro lo pervade): l'italiano prende il marocchino e lo butta fuori dal finestrino
- C. (infarto del miocardio): ...
Il gelo.
Alla fine ieri sera anzichè immalinconirmi su di un'annunciata sconfitta dell'Inter (felice d'esser stato smentito dai fatti), ho optato per
Notredame de Paris, in scena nella mia città. Ne avevo già parlato in questo blog, e non posso che confermare - banalmente - che dal vivo, se ne avete la voglia o possibilità, E' IMPERATIVO ANDARE. Voglio diventare ballerino di musical. E basta
Mi rivolgo ai tifosi neutrali: tra Juventus ed Inter non si può, e ripeto non si può, tifare per i primi. Sarebbe come parteggiare per Topolino contro Paperino. Il primo saccente, primo della classe, vincente, arrogante; il secondo sfortunato, sfigatissimo, pasticcione, non annoia mai. Insomma, a livello di simpatia non dovrebbe esserci storia. Al derby d'Italia le due squadre arrivano dopo aver percorso strade un tantino diverse:
- la Juventus è prima in classifica con 7 punti di vantaggio, vince sempre, gioca bene, se è in svantaggio recupera e dilaga, in settimana ha fatto una gita a Siena con la Primavera e ha vinto pure là guadagnandosi praticamente la qualificazione; i titolari, orfani della partita di Champion's League, si sono allenati specificamente per la partita di stasera; gioca in casa e la statistica degli ultimi anni dice che se subirà un gol è già un miracolo da consegnare agli annali
- l'Inter è staccata di 7 punti, se vince va a -4 che non sono pochi e se perde va a -10 che sono la fine: quindi praticamente gioca per continuare ad illudersi, e ciò è deprimente di per sè; vince solo le partite che contano quanto il due di mazze quando la briscola è a coppe, non vince mai con le grandi squadre, gioca maluccio, non prende l'iniziativa, la stampa le è contro in una maniera feroce, se è in svantaggio ne prende altri 3, in settimana ha faticato sette camicie contro l'Arsenal uscendone a pezzi sia psicologicamente che fisicamente, ha perso per infortunio l'unico uomo temuto dalla Juventus, gioca fuori casa
verdetto incertissimo
L'ultima bestialità sanremese, ad onor del vero in vigore già da qualche anno, è il premio alla carriera. Pratica tribale mutuata dalla notte degli Oscar, ha lo scopo di rendere omaggio alla memoria di mummie opportunamente scongelate per l'occasione. Anzi, certe volte il premiato è persino morto, così ad arraffare il premio è un parente. Momenti di altissimo spettacolo (capirai!), privi anche del benchè minimo valore celebrativo. Momenti ottimi per andare in bagno e dar sollievo alla vescica. Bene, pare che quest'anno la cosa si sia fatta più complicata; non basta più registrare all'anagrafe un'età superiore agli 80 o vantare almeno 150 ospitate da Paolo Limiti: adesso ci sono le nominations; persino per il premio alla carriera. La quaterna 2004 prevede l'assegnazione del trofeo a uno tra Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Renato Zero ed Eros Ramazzotti. E chi vincerà? Che domande, l'unico che accetterà di andare a Sanremo per ritirare il premio! Non è uno scherzo: Vasco Rossi, ad esempio, non ha ancora dato la sua disponibilità (ma vai a zappare l'orto!). Insomma, sembra nient'altro che un mezzuccio di Renis per accalappiare cantanti famosi e share. Ma in quanti sono disposti a subire l'onta di un premio alla carriera proprio mentre la loro carriera è ancora in corso? Tra l'altro, qualcuno dovrebbe spiegarmi in cosa consisterebbe l'attesa per la presenza al festival di star di quel calibro, visto che li vediamo minimo una volta l'anno al Festivalbar e spesso altrove (e io personalmente cambio canale). Voglio dire: capisco un premio alla carriera a Mina, con la tigre di Cremona sul palco... un minimo di curiosità sarebbe giustificata. Ma di questi inflazionatissimi professionisti dell'ospitata da Panariello e affini, chi è che sente davvero la necessità?
Come
un'intervista può sembrare tutto e il suo contrario. Ci sono i file audio, è interessante perchè spiega come nascono gli scoop o presunti tali
Sanremo, messe nere nel bosco.
Ritrovati resti di ossa umane.
E se fosse proprio lei la soluzione ai miei problemi con lo scolapasta? L'acquisto definitivo? Sorvolando sul nome assurdo, non posso negare di essere rimasto insensibile allo spot che ne annuncia l'arrivo sul mercato: idiotissimo! La Pastamore è un elettrodomestico con diversi scomparti separati che vanno caricati ad acqua, pasta e sugo. Si imposta il timer, e all'ora prefissata l'acqua inizia a bollire, la pasta viene calata automaticamente e probabilmente condita (questo dallo spot non si capisce). E il sale? Un braccio meccanico gira gli spaghetti, e al termine della cottura suona l'allarme e il cestello si alza da solo (magia!). Ora, si può rimanere indifferenti ad una meraviglia di questo genere? Per di più lo spot è corredato da immagini che hanno dell'incredibile: per dimostrare che "Pastamore cucina per te, e tu puoi dedicarti ad altro" mostrano le immagini della famigliola scema (mamma, papà, nonna e bambino) che gioca a moscacieca in cucina. Ma si può?! E quando la Pastamore ha finito, la nonna fa una faccia come se avesse visto il miracolo di San Gennaro.
Guidavo ascoltando l'ultima canzone di Max Pezzali (praticamente una messa funebre) e riflettevo sull'involuzione della sua musica, che nasce da un fatto secondo me ben preciso: i testi. Max Pezzali parte dall'idea per la quale ogni sua canzone debba per forza raccontare una storia compiuta. Per farlo, si va a impelagare in frasi articolate e troppo lunghe che stanno malissimo nelle strofe, e sono fuori da ogni logica metrica: prendete quella canzone recente (ORRENDA) in cui parla del Peugeot, che tra l'altro dovrebbe rappresentare una improbabile metafora di non si sa bene cosa: ma quando caspita finisce la prima strofa? E' già partita la canzone dopo che quella ancora continua! Non a caso, tutte le canzoni più famose degli 883 alla fin fine sono quelle degli esordi, più semplici: "Come mai", che ascoltata oggi è da taglio di vene, a suo tempo faceva furore come colonna sonora degli amori del liceo, "La regola dell'amico" era una regola di vita. Quindi c'era qualcosa che rendeva quelle canzoni in qualche modo vincenti. I testi, dunque, ma non solo. Non commettiamo come sempre l'errore di sottovalutare il ruolo del biondino nel successo degli 883. Chi di noi non rimaneva perplesso e/o sinceramente preoccupato quando lo vedeva dimenarsi tarantolato e fuori tempo attorno a Pezzali? Ci si chiedeva: possibile che l'epilessia lo colga sempre proprio durante le esibizioni? E poi, perchè non canta? O peggio: nella canzone Nord sud ovest est, la voce di quella che alla domanda "Ma perchè sei andata via?" risponde "mi son persa nella notte" è la sua?! Persa? Eppure muoveva le labbra, ne sono sicuro! E ancora, perchè si sono sciolti? Una volta il biondino ha partecipato a Meteore, il programma di Italia 1, raccontando dei suoi viaggi in America e del suo nuovo amore per il body building. Sembrava un po' l'omino della Michelen, infatti. Non riesco però a ricordare se parlando di Max Pezzali fosse polemico o meno. Di certo c'è che quando il biondino si dimenava, anche la musica di Max ne traeva giovamento. Che ci pensino
Qualcuno mi spiega qual è la funzione delle bande nere che compaiono nel teleschermo in alto e in basso in alcuni programmi?
Dovrebbero essere particolarmente fashion? Dovrebbero agevolare la visione in 16:9? Dovrebbero convincere lo spettatore che la schifezza che sta guardando è pur sempre una schifezza DOC?
Ho notato che il Jelly lama ha turbato gravemente il già precario ecosistema di questo blog. Io stesso non posso dirmi del tutto insensibile, e superata la fase iniziale di euforia ed estatica (nonchè ipnotica) contemplazione, inizio a ravvisare propositi omicidi. Qualcuno un giorno mi spiegherà come sia possibile che un Jelly lama possa calamitare 30 commenti mentre questo post al massimo ne raccoglierà 10. Peraltro, notare a cose fatte che questo blob cuccioloso verdoloso era già stato postato nel 78% dei blog italiani è stato un duro colpo al mio orgoglio; ecco perchè anche in questa giornata di fiacca (dove le cose sono due: o non è successo NIENTE o sono stato meno recettivo del solito) scrivo un post inutilmente prolisso con l'unico scopo di allontanare il Jelly lama dalla mia/nostra vista. Beh, ora che ci penso potrei parlar dell'uomo che ieri si è salvato da un alligatore tramortendolo con un sacchetto di cozze, ma riconosco con onestà che si tratta di argomenti troppo seri e importanti per farne solo un accenno superficiale.
Sottofondo triste e malinconico, primi piani intensi e sofferti. La crudezza della notizia: Copito è morto di cancro. I dettagli: "da qualche mese stava come pensoso in un angolo, con l'occhio rivolto verso i figli". I medici gli avevano prognosticato tre mesi di vita al massimo. Era il vanto di una città, il simbolo. Il pellegrinaggio per salutarlo oggi è stato incessante. Le pagine di tutti i giornali nazionali dedicate al suo ricordo. Si spengono in un'aria carica di lutto e malinconia le note della canzone funebre scelta come sottofondo.
Era il servizio di Studio Aperto sulla morte del gorilla albino di Barcellona
ma da quando è tornato dall'Isola,
Pappalardo, si è mai cambiato d'abito?
Tutto utilissimo (...)
Non vorrei passare per quello che sputa nel piatto dove mangia, e so perfettamente che a caval donato etc etc, ma vorrei invitarvi a considerare quali sono state le ultime implementazioni di splinder :
- top of the blogs
- lista blog preferiti
- bottone "aggiungi a preferiti"
- pagina di cortesia
- disiscrizione blog
- lettura blog da cellulare
Ma per quale dannata ragione i bambini dello Zecchino d'oro cantano muovendo la testa e facendo quelle smorfie? E' una cosa codificata che devono fare per consuetudine o dopo tre giorni di quelle canzoni orrende verrebbe spontaneo un po' a tutti?
La fredda cronaca. Per la serie "battiamo il ferro finchè è caldo e speculiamo sui nostri successi", la RAI ci ha preso gusto: sta per arrivare una nuova infornata di reality. Il primo, "Casa Pappalardo" è una specie di riedizione italiana di "The Osbournes", la reality sitcom che va in onda da anni su MTV. Vita e opere di Adriano Pappalardo dal suo ritorno dall'isola fino a chissà quando, ripreso 24 ore su 24 assieme a moglie e figlio. Ma lo spudorato tentativo di bissare il trionfo di pubblico del programma di Raidue spetterà a Raiuno (sic), che da fine gennaio proporrà "Ricominciamo" (quale velata allusione), condotto da Carlo Conti, il peggiore elemento possibile per un programma brillante (sì, lo so che si era detto "la fredda cronaca"... ma come si fa?) e dotato di un format cattivissimo: 10 cantanti famosi ma sorpassati (tra cui qualche autentico caso umano) si sottopongono a cure psicologiche e riabilitative per tornare a cavalcare l'onda del successo. Si fanno già i nomi di Pupo, Loredana Bertè, Scialpi, Mal, Shel Shapiro e Mino Reitano (poteva mancare?)
E' arrivato il momento di dichiarare pubblicamente la mia antipatia per un genere che in Italia fa furore. Ora, si sa che io digerisco senza battere ciglio turpitudini televisive anche più spudorate, ma lasciatemi almeno l'orgoglio di affermare che se c'è una cosa che non guardo mai (se non quel poco che mi è servito per farmene un'idea) sono proprio questi surrogati di pseudo-cinema. Il genere è innanzitutto molto inflazionato: prendete una qualsiasi serie di successo e vi accorgerete che è già arrivata alla terza o quarta edizione; e non importa di quale serie si tratti, ma state pur certi che vi troverete dentro sempre le stesse sceneggiature. Esistono filoni molto collaudati, e la sensazione che tra film e film alla fin fine a cambiare sia solo il titolo è molto forte:
1) le agiografie: secondo me, molti italiani guardano le fiction sui santi, trasmesse ad arte in prossimità dell'omonima ricorrenza, perchè pensano di ricevere una sorta di indulgenza plenaria risparmiando qualche giorno di purgatorio. Uno ci prova, hai visto mai... Il brutto di questi polpettoni è che spesso la trama gira attorno ad un episodio celebre (che in genere è il martirio) a cui vengono dedicati i 10 minuti finali, mentre tutto il resto è un brodo allungato con episodi stucchevoli figli della fantasia perversa degli sceneggiatori. Alla fine della fiera non bisogna nemmeno essere santi (Soraya) o basta essere in procinto di diventarlo (Salvo D'Acquisto, Madre Teresa, Il papa Buono, Silvio Berlusconi), per meritare un ricordo così indecente, commerciale e tutto meno che commosso; in fondo c'è spazio per tutti, basta aver sofferto un bel po';
2) le grandi tragedie: Vajont, Marcinelle. Si distinguono dalle prime perchè occorrerebbe fare un charter di possibili santi (e in genere il 70% dei personaggi è inventato); sono film che sfruttano ancora e a distanza di anni l'effetto Titanic: prendi due attori con l'espressività dei filetti di platessa Findus, fagli vivere una torbida storia d'amore da romanzo Harmony e appena sembra che tutto stia andando per il verso giusto, fagli piombare la disgrazia tra capo e collo;
3) le fiction sulle professioni: carabinieri, medici, poliziotti, commesse, shampiste. Qua si raggiunge il non plus ultra del già visto. Puntata numero uno: ci si conosce. Puntata numero due: l'anoressia; tre: piccole vicende di droga nell'anonima provincia italiana; quattro: l'amico della cugina della cognata del salumiere non accetta la sua omosessualità. Questo genere ha le sue icone: Sabrina Ferilli e Nancy Brilli tra le più irritanti. Basta la loro presenza perchè la fiction ne guadagni un valore aggiunto, quando di fatto rappresentano l'esemplificazione più luminosa del concetto di "fatti un nome e vai tranquillo"; e poi ovviamente ci sono le dilettanti e i dilettanti allo sbaraglio (Manuela Arcuri, Elisabetta Canalis, Marco Columbro, Fabrizio Frizzi...), perchè un filmetto di serie B non si nega proprio a nessuno, anzi, è un buon modo per riciclarsi o sentirsi arrivati, in base ai punti di vista;
4) la fiction storico/mitologica: che è certamente tra le più insulse. Da notare, in queste fiction, che il titolo è sempre e solo il nome del protagonista ("CESARE", "ULISSE", "ER PIOTTA"), nel disperato tentativo di aggiungere enfasi ad una vicenda che già ci annoiava sui banchi di scuola, figuriamoci se somministrata in dosi eroiche da 2 puntate di tre ore ciascuna. Si tratta in genere di produzioni internazionali, strombazzate come kolossal costosissimi (ma che rivelano sceneggiature e costumi dozzinali 9 volte su 10) e delle quali gli spot televisivi decantano il cast come se si trattasse di un ritrovo di attori hollywoodiani. Prendete Augusto, la prossima ciofeca annunciata targata RAI: il cast gira attorno ad un attore in pensione ma Oscar-munito, Peter O'Toole, cita altri 2-3 semi-conosciuti e poi piazza lì Massimo Ghini e Anna Valle. Ed ecco che la mega produzione internazionale diventa un po' più de noartri.
Superati i 100000 refresh su splinder. Bene, posto che almeno 95000 sono miei, colgo l'occasione per ringraziare tutti (slap!) e altre banalità che si dicono in queste circostanze. In realtà mi serve il post per segnare la data di questo traguardo taaaanto caruccio
Ma vogliamo parlare un attimo di questa donna? Secondo la mia personale iconografia
Paola & Chiara si riconoscono, oltre che per il colore dei capelli, per alcune peculiarità: una è brutta, bassa, con la testa enorme ma molto subdola, astuta e perfida (Chiara), l'altra è bella ma completamente manovrata dalla sorella (Paola). Non ho riscontri particolari per dirlo, ma mi piace immaginarle così. Ora, la bionda si è data alla pittura, come qualcuno saprà, e per questo vi invito a dare un'occhiata alle sue opere, perchè dietro c'è veramente un mondo.
Partirei subito dal capolavoro (a letto i bambini), dal titolo evocativo: "
corpo sessuale lucente". Poetico, eh? Vi prego di notare la pregevolezza delle forme, la sofisticata ripresa cromatica ed il sapiente e delicato tratteggio. Un oggetto d'arte che non dovrebbe mai mancare nello studio di un bravo ginecologo. Altre meraviglie ovviamente su
tgcom, il mio adorato pusher di schifezze.
Ma, Chiara, perchè dipingi solo donne? Riporto per intero perchè è bellissimo:
Le mie donne sono pure personificazioni sessuali. Sono cieche, mute, decerebrate, tarchiate, fondamentalmente imperfette. Sono figure chine sul proprio ventre, sorvegliano lo svolgere del tempo, sono sigillate e silenziose. Sono femmine ma non sono femminili. Mi piace che abbiano una specie di sacralità, pur nelle loro dèfaillances fisiche. Alcune persone mi hanno detto che quelle donne potrebbero essere anche rappresentazioni di me stessa. E' possibile che sia così, ci sono alcuni particolari autobiografici (come le cicatrice sul ginocchio destro) ma in fondo, sulla tela mi piace elaborare la realtà in idee sessuali e dipingere il corpo nella sua costituzione più turgida..
Qualcuno ha altre parole a caso da aggiungere a questo delirio o è perfetto così? Si evince che l'artista non dipinge donne, dipinge
mammifere, e che ha come pensiero fisso
l'espressione più turgida del corpo umano. Alla faccia della sottile metafora...
E a che pittori ti ispiri? Le risposte, da Il Nuovo:
1) Caravaggio (ahahahahahahha!)
2) Tamara de Lempicka (CHI?! "Tamarra", vorrai dire)
3) Alex Katz (aridaje con la sottile metafora...)
E come ti definiresti, come artista?
Non sono pittrice. Non ho tecnica. Sulla tela metto la parte più silenziosa di me. Impasto silenzio e colore. Uso le mani, le unghie, pennelli, cotone, quello che mi capita al momento
Se quindi vi sembra che il suo tratto cromatico abbia lo spessore di un Tampax, non scartate l'idea a priori.
E' la proposta provocatoria di Maurizio Costanzo, stanco del pressapochismo televisivo e dei dilettanti allo sbaraglio. Ipocrita di un facocero! E il camion di disperati che sdogani quotidianamente nelle tue trasmissioni?
Roma, giro di sesso e droga, arrestata Serena Grandi.
Sesso? E io che pensavo fosse illibata! Droga?
Ma dove l'avrà nascosta per tutto questo temp... ah, un'idea mi è venuta
Cioè
stivali che superano il ginocchio, la moda annunciata dell'autunno/inverno 2003; un vero concentrato di sobrietà e stile (urgh): li usava anche Julia Roberts in
Pretty Woman e non mi pare di ricordare che nel film interpretasse propriamente una docente di filosofia...
Maschio, 53 anni, frattura X, XI e XII costa sinistra: "Dottore, sono un coltivatore, salgo sugli alberi e almeno una volta l'anno cado senza farmi niente. Stavolta si è rotto un piolo della scala. E le ali non si sono aperte."
Donna, 52, ovariectomia sinistra 4 anni fa. Si presenta all'osservazione per ovariectomia destra: "Le mie ovaie sono come i pappagallini; non possono stare l'una senza l'altra"
Ho visto il primo trailer. Daveblog sposa la campagna: "almeno quest'anno, boicotta il film di Boldi&De Sica". Non dico a voi, che so essere lettori competenti e intelligenti (=captatio benevolentiae), ma a chiunque vi capiti a tiro: avvertitelo della degenerazione neuronale cui va incontro esponendosi alla visione di una porcheria annunciata di queste proporzioni. Se per una volta non facessero il pienone di incassi, magari i loro tristissimi film uscirebbero a cadenza biennale, anzichè martellarci le gonadi puntualmente ogni 365 giorni per un mese intero. Per un mondo senza quei due personaggi osceni in giro per trasmissioni. Perchè de Sica la smetta una buona volta di stuprare New York New York spacciandosi per anchor man completo. Perchè Boldi tormenti con le sue gag solo i suoi nipoti, lasciando in pace la gente per bene. Sognare non costa niente.
E poi dicono di Mogol Vista la città dalla collina
sembra un gigantesco flipper
con tutte quelle luci
anche se
questo un gioco non è
le palline siamo noi
schizzati in una folle danza
Ci sono parole per definire quanto sia brutta (metricamente, espressivamente, semanticamente) questa strofa, sig.
Ramazzotti ? Condivido solo il suo essere schizzato, ma per il resto ho ascoltato contenuti più profondi nei cartoni animati della
Pimpa
Equilibrismi
Ho visto Franco Califano riuscire brillantemente nella difficile impresa di:
- cantare in playback
- sputare a favore di telecamera
- finire il labiale quattro secondi prima dell'audio
Pagelle (ahem) 
Quando su questo blog ho parlato per la
prima volta dell'Isola, tra i commenti mi è stato contestata la facilità con cui ho espresso pareri sui concorrenti senza conoscerli personalmente. Ora, prendendo per valido questo assunto (che nel caso di personaggi "pubblici" non sta nè in cielo nè in terra), adesso posso dire di conoscerli ultra bene, e so anche di condividere questa disgrazia con almeno una decina di milioni di Italiani. Tiriamo un po' le somme, dunque:
Stefano Tacconi , voto 0: il peggiore in assoluto; presenza del tutto anonima sull'Isola, si fa cacciare dopo una settimana e inizia ad
ammorbare l'etere con apparizioni catodiche moleste. Ha nel tempo assunto un'aria snob e aristocratica nei confronti dei compagni d'avventura, e ha capito che più riesce ad essere criptico ed incomprensibile riguardo all'esperienza sull'Isola, meno rischia di sembrare solo un povero ex-calciatore senza niente da dire. Inutile.
Ringo , voto 2: perchè caspita vai sull'Isola se poi dopo 4 giorni devi tornare a casa? Beh, è presto detto: è forse in assoluto quello che ha collezionato più ospitate nei vari programmi immondizia RAI; ogni volta parlando da Robinson Crusoe, tra l'altro. Alla incomprensibile
memoria di Ringo è stato stipulato il patto scellerato contro Walter Nudo (non è che abbia poi funzionato molto, eh?): alla memoria di uno che non sa dire 4 parole di fila senza aggiungere 5 parolacce e l'aria svanita di chi non sembra presente a se stesso. Più rinco che Ringo. Imbarazzante.
Davide Silvestri , voto 3: quando gli ultraquarantenni parlano della mia generazione come riferendosi ad una massa di fessi, intendono certamente individui di questo genere. Del tutto succube e incapace di pensiero autonomo, meno recettivo della capra Isotta, volgare e piagnone. Di lui ricorderemo un rap delirante, sul quale ancora si interrogano gli esperti di droghe sintetiche. Ridicolo.
Fabio Testi , voto 4: una testa di kiwi, come è stato felicemente definito; prigioniero del suo passato, pensava di arrivare sull'Isola come la star conclamata che accetta di vivere per un mese con dei poveracci. Insignito inspiegabilmente della fascia di sindaco (ma che vuol dire?!), ha tramato neanche tanto nell'ombra ai danni del nuovo entrato, decretandone il successo finale. Nella logica del suo sucidio tattico entrano tanti fattori, non ultimo un inquietante senso dell'onore, antiquato e interessato, al quale i votanti non hanno abboccato. Presuntuoso.
Susanna Torretta , voto 4 e 1/2: simpatica come un'appendice infiammata, non si ricorda una sua presa di posizione, un discorso interessante. Ha esaurito in pochi giorni la vicenda Agusta, di cui ha parlato pure alle mangrovie, poi è scivolata fatalmente verso l'eliminazione tra macchinazioni, congetture e cambi di costume all'aria aperta; appena tornata in Italia si è proposta per una fiction: considerando che le danno anche all'Arcuri, non mi sembra una richiesta scandalosa (mandatele a zappare entrambe, cioè). Sordida.
Maria Teresa Ruta , voto 5: davvero irritante il suo pianto da coccodrillo in favore dei figli lasciati a casa; non ha mai dimenticato la presenza delle telecamere, ha sempre mantenuto un'impostazione e una teatralità del tutto evidenti persino nel distribuire il riso orrendo che cucinavano la sera. E in più, ha aderito all'alleanza anti-Nudo senza un briciolo di raziocinio. Di lei ricorderemo senz'altro l'amica COI CAPELLI AZZURRI che veniva a salutarla in trasmissione, non propriamente una fata turchina. Malfidata.
Giada de Blank , voto 6: insospettabilmente caparbia, ha accettato i disagi molto meglio di tanti altri compagni (e questo le vale la sufficienza) e si è dimostrata versatile nelle prove. Ma si è cucita addosso un'immagine incompatibile col successo a cui aspira: tragicamente immatura, emotivamente instabile, poco autonoma nelle decisioni. Nessuno sano di mente avrebbe abbandonato il gioco a quel punto e con quel taglio suturato sulla gamba, per cui la smettano di esaltarne l'eroismo. A rendercela ancora più simpatica, come non citare la sua voce, vera e propria istigazione all'omicidio. Infantile.
Barbara Chiappini , voto 6 e 1/2: ha ribaltato la sua immagine pubblica rivelandosi una ragazza timida e insicura, ma anche coraggiosa nell'esporsi. Approdata sull'Isola in evidente sovrappeso, non ha temuto la prova costume ed ha accettato stoicamente la disavventura con gli insetti che ne hanno straziato a lungo la pelle. Nei dialoghi si è sempre mantenuta neutrale, si è fatta un po' scavalcare da personalità più forti, ma più rozze. Educata.
Carmen Russo , voto 7: ha iniziato con grinta e aggressività, per poi cambiare tattica e assumere un atteggiamento molto conciliante e produttivo ai fini del prosieguo del gioco. Mi ha fatto ridere quando ha dichiarato che la sua partecipazione mirava a dimostrare al suo pubblico che lei non è solo "wow" (letteralmente). I suoi dialoghi col cocco sono un'immagine da ricordare. Stratega
Walter Nudo , voto 7 e 1/2: non ha avuto particolari meriti a parte il mostrarsi per quello che è. Ragazzo sensibile, educato, molto abile ad incassare con stile, poco portato alla rissa verbale, ma ben fermo nelle sue opinioni. Ha incredibilmente sorvolato su ogni genere di sopruso e provocazione, e qui le cose sono due: o è davvero così, per cui complimenti, o il suo è stato uno spregiudicato tatticismo, per cui complimenti ancora superiori. Di lui ricorderemo lo strozzato "A Natale tutti insieme!" (io rantolavo dal ridere sul pavimento) e l'esilarante "Ricominciamo" all'interno della grotta: più che una canzone, uno spiritual. Coerente.
Adriano Pappalardo , voto 8 e 1/2: nei suoi confronti sono giunto a livelli di antipatia inequivocabili, ma bisogna essere onesti e ammettere che ha riempito con la sua presenza ogni momento in cui veniva inquadrato, e non solo. Deliziosa la moglie. Ha plagiato TUTTI, ma la colpa certo non è sua, ed è stato genio e sregolatezza, l'incoerenza fatta persona. Sono tanti i momenti memorabili che l'hanno visto protagonista e hanno fatto la storia del programma, ma io voglio ricordare le 2 ore e 6 minuti passate attaccato al palo come un bradipo, sancite dal suo commento del dopo-gara: IO SONO UN ANIMALE. Generoso.
Trailers
Ecco, se c'è una cosa che non mi perdo mai, sono i trailer cinematografici. Che spesso mi piacciono molto più dei relativi film, tra l'altro, ma questa è un'altra storia. Quando qualche tempo fa è uscita nelle sale italiane la versione integrale de "l' Esorcista ", il trailer lo definiva " il film più terrificante di tutti i tempi ". Ora è uscita la versione restaurata di Alien , e il trailer lo definisce " il film più terrificante di tutti i tempi ". Che si mettessero d'accordo! Anche perchè mi dispiacema non ce n'è per nessuno: io sto uscendo, quindime lo perderò (dannazione! ahem), ma non v'è dubbio che il film più terrificante di tutti i tempi è quello che andrà in onda questa sera su Italia1: Barbie lago dei cigni .
Dell'arte culinaria 
Come tutti sanno, le novità di
Studio Aperto non riguardano mai il taglio o l'impaginazione del telegiornale, ma questioni molto più importanti come i patemi di Manuela Arcuri o lo share di Striscia la Notizia. Ora, abbandonata ogni velleità di giornalismo serio, Studio Aperto si è da tempo trasformato in un programma di intrattenimento. Per chi, non è dato saperlo. Ma esisterà pure un target a cui indirizzare perle come
Lucignolo o il nuovo programma redazionale (L'Alieno), no? Sull'
Alieno c'è poco da dire, a parte il fatto che ieri sera sono incappato in questo abominio e ho subito notato uno studio con scenografie interamente trafugate da Gardaland (mi è sembrato anche di scorgere il
Brucomela , ad un certo punto) e
un bambino un po' cresciuto con la voce da scemo; mi sono detto: "
Beh, sarà l'alieno ".
Ora, rientra in questa logica di svecchiamento del target, il fatto che il tg si sia dotato di un tragico
sito internet , ma soprattutto - e questa è la peculiarità che ci interessa un po' tutti da vicino - di blog a disposizione dei giornalisti. E lì uno si interroga: bloggare è una pratica amatoriale per definizione; se adesso ci si mettono pure i giornalisti, che potrebbero farci da scuola e doposcuola riguardo a stile e approccio alla notizia, bloggare diventerà sempre meno soddisfacente e gratificante. Poi, per fortuna, ho visitato
il blog di Benedetta Parodi .
Ora, infierire su una donna che ha la sfortuna di sorbirsi sua sorella Cristina e di lavorare in quel postaccio mi sembra poco signorile. Per questo motivo, commenterò sommessamente e senza esagerare i primi passaggi del suo commovente manuale di cucina:
Aperitivo in centro e poi cinema... cosa c'e' di meglio! salvo poi il problema di trovare un ristorante aperto per concludere la serata! Come primo incontro, questo e' un classico... ma non permette a due persone di rimanere da sole. Dunque se dopo il cinema vi stuzzica un fine serata un po' piu' intimo di quello che vi potrebbe offrire la solita pizzeria Bella Napoli allora ecco che scatta 'due spaghetti a casa mia', la mia nuova rubrica
Ora, a parte il fatto che esisteranno almeno trentasette cose più interessanti di quello che lei considera "il meglio" (tra cui, non sottovalutiamo il gioco della canasta con sua nonna), mi piacerebbe che nella circostanza ci spiegasse quali sono state le sue precedenti rubriche, se questa è la nuova... "
Colora la casa con gli stencil "? "
Realizza il tuo corredo all'uncinetto "? "
Oggi la meches si fanno in casa "? Ma al peggio non c'è fine:
E' qui che posso finalmente dare libero sfogo alla mia passione segreta... LE MESSE NERE?!
Niente paura mi riferisco alla cucina! Aaaaaah...
Saccheggiando un mio vecchio sito di cucina, che si occupava solamente di cenette romantiche, vi segnalo qui sotto qualche ricetta veloce per una spaghettata... a lume di candela. Per chi ne avesse bisogno allego anche qualche consiglio per creare l'atmosfera giusta! Un saluto a tutti e. in bocca al lupo per i vostri incontri galanti e mi raccomando tornate a trovarmi, troverete sempre nuove ricette!
Consigli per serate galanti? Ricette di cucina? Ma chi è questa donna, un incrocio tra
Suor Germana e una maitresse turca?
Ora, io muoio letteralmente dalla voglia di commentare anche la delirante ricetta della Paella punto per punto, perchè riesce ad essere assurda anche in quello, ma lo spazio è quello che è (che è un'arguta perifrasi per dire che mi sono scocciato a scrivere) ed il tempo a disposizione è scaduto, ma come perdersi l'incipit:
Fare la paella e' una festa. L'appuntamento in cucina deve essere fissato calcolando che ci vorranno minimo due ore di lavoro.. ma vi assicuro che sara' molto divertente. Dunque organizzatevi: musica allegra, candele, birra o vino a volonta' (davanti ai fornelli viene sete) e magari qualche oliva e patatina per ingannare l'appetito. Non di piu', il piatto che state preparando e' gia' abbastanza ricco. Naturalmente la coppia che si accinge a compiere questa impresa deve essere affiatata. Niente feeling.. cattiva paella. Consideratelo un test di compatibilita'
Ma ve lo immaginate questo carnevale di Rio ai fornelli? Braziiiiill... - passami il riso! - la llara lla lla lla ra llaaa - e tu dammi la pentola! - la lla ra lla lla la ra llaaaa... ora l'aragosta, yauuuu...
Caro omino che cura i palinsesti di RaiTre che ti venga il mal di pancia costringendoti a sessioni plenarie in bagno. Ok che a quell'ora (mezzanotte)
Twin Peaks lo guardano giusto quei 285.000 spettatori (io registro) di cui possibilmente nessuno si cura, ok che chi lo vede in diretta magari è un po' intontito dal sonno, ok che
una volta ho colpevolmente perso una puntata (la quarta), ok che David Lynch è il regista ellittico per definizione, MA BRUTTO IDIOTA, LA SMETTI UNA BUONA VOLTA DI INVERTIRE LE PUNTATE?!
Per la cronaca, finora la sequenza degli episodi è stata 1-2-3-4-7-5. Io son passato dalla 3 alla 7 senza capirci più una cippa e il bello è che mi davo pace pensando: ovvio, è Lynch... poi ieri è ricomparsa la
gracula religiosa e io: "ma non l'avevano già presa a sassate una settimana fa?" Mpf.
Prima regola dei blog Non si parla mai dei blog. Ma siccome a me questa regola non piace, cancelliamola, ok? Leggendo
qua e
là ho riflettuto su una cosa secondo me molto vera (che poi è un po' la scoperta dell'acqua calda): non c'è nulla di più fastidioso e snob per un blogger del non rispondere ai commenti dei visitatori. E noto che è un errore nel quale sono cadute praticamente tutte le blogstar, che da oggi chiameremo
snobstar per differenziarle. Bene, a poco a poco stiamo ampliando il
blogabolario .
Come volevasi dimostrare Il 21 febbraio, quando il blog emetteva i primi vagiti, ho scritto:
Aaaaah, il fascino rude di uno zotico. Parliamo di Raz Degan. E chi cavolo è? Appunto.
Ma no che lo so che lo sapete... non cercate di darvi un tono: è quello della pubblicità "sono solo fatti miei" (e di tua sorella, aggiungerei). L'uomo che nel culmine delle sue sfighe professionali ha incontrato Paola Barale (come se non bastasse!), un'altra che è uscita dalla porta del successo (se Buona Domenica si può definire così) per entrare nel vortice avvilente delle ospitate televisive e delle serate in discoteca. Manca solo che dica "ora mi dedico al teatro" e ha raggiunto il culmine della depressione catodica, la poveretta. Comunque, entrambi si vantano da molto tempo di star vivendo una fase intensissima fatta di scambi culturali (con chi, con le marmotte?), viaggi ed eccessi... che è un po' quello che direi io se fossi disoccupato. Non contento, giusto per aggravare la sua posizione, afferma di amare tutte le regioni del mondo in cui non c'è guerra, di svegliarsi la mattina e vivere alla giornata (ma un giorno i soldi finiranno, ascoltami...), di odiare la politica e di non guardare televisione, telegiornali nè di leggere qualsiasi cosa. Però ha aperto una galleria d'arte (dice). A quando gli oggettini in pasta di sale? Ebbene, non si tratta proprio di oggettini in pasta di sale, mapenso di esserciandato
assai vicino .

Una scena raccapricciante Di quelle cose che straziano il cuore.
Cliccare solo se consapevoli.
Francesca Rettondini 
Sottotitolo di tgcom:
intervista all'attrice veronese . Attrice veronese? Mi devo essere perso qualche passaggio. Le risposte che ha dato nel corso della sua intervista,
potete leggerle voi stessi; io preferisco soffermarmi sulle risposte che alle stesse domande avrei dato io al suo posto, in un rigurgito di dignità:
D. I suoi ultimi due impegni televisivi la vedono interpretare ruoli molto diversi. Come ha vissuto due personaggi così lontani fra loro, la giornalista in carriera di Incantesimo e l'aristocratica settecentesca di Elisa di Rivombrosa ?
R. Come li ho vissuti? Spacciandomi per un'attrice, che domande.
D. Lei in Incantesimo interpreta una reporter, ma con la stampa ha avuto in passato rapporti difficili... R. Nel senso che non so leggere? Dannazione, mi avete scoperto!
D. Quali progetti ha per il prossimo futuro? Ha mai pensato di tornare alla conduzione di un programma televisivo? R. Scusi, ma quando mai mi ha visto condurre un programma televisivo? Io a Stranamore al massimo leggevo le televendite, non ricorda?
D. Lei ha avuto anche esperienze cinematografiche in passato. La vedremo ancora sul grande schermo? R. Certo, dopo il successo de "La metropolitana", dove interpretavo la donna col passamontagna seduta nella prima carrozza, presto mi vedrete travestita da cactus o covone di paglia che rotola (adesso non ho letto bene il copione, vogliate scusarmi) in "C'era una volta il selvaggio West"
Nell'intervista vera, questo è da sottolineare, la tizia afferma che ha ricevuto dall'America un copione che... eheheh... DEVE VALUTARE; è una cosa - dice -tipo Pulp fiction... mpf... muah... ah...un film
alla Tarantino ; e adesso, tre minuti di grasse risate! muahah hahhha ahhah aaaaargh arh arh arh...
Sanremo 2004 
Sparlatori di tutta Italia, teniamoci informati adesso per non rimanere impreparati poi. Voi sapete che c'è un momento dell'anno in cui l'essere critico(ne) televisivo amatoriale si sublima nell'espressione più alta di questo genere letterario. Sanremo rappresenta il non plus ultra del trash: l'unico evento in cui l'attenzione mediatica svanisce come d'incanto al minuto uno dopo la proclamazione del vincitore; poi praticamente a nessuno interessa più niente di niente. E soprattutto basta un paio di giorni per non ricordare più il titolo della canzone che ha vinto (sono dati scientifici, eh?). Ebbene, oggi conferenza stampa di
Tony Renis , per cuiho finalmente qualche dato di fatto su cui sparlare in libertà (troppo pochi per i miei gusti: chi sono i cantanti? chi sono gli ospiti?), senza paura che lemie dissacrazioni cadano nel vuoto a causa di qualche smentita (io odio le smentite, grr). Vediamo quindiquali sono gliespedienti che mister "Quando" al cubo si è inventato, ricordiamolo, per rendere il Festival sempre più brutto:
1) big e giovani tutti in un unico calderone, abolite le sezioni. Chiaramente ci saranno problemi di riconoscibilità,e il rischio di confondere le carriere di Nilla Pizzi e di
Anna Tatangelo è concreto. Ma niente paura: Nilla Pizzi è quella che cantai pezzipiù moderni;
2) abolite le giurie, toccherà agli sms (
S pilorcio,
M olla i
S oldi) il compito di tenere sveglio il pubblico da casa. Rimane sempre un mistero insondabile quello che spinge la gente a spendere 2 euro per esprimereuna preferenza che non gli cambierà la vita, ma tant'è;
3) le serate: la prima sarà
un'overdose di tutte le canzoni. La seconda sarà dedicata a metà delle canzoni più un minestrone delle altre e la terza seguirà lo stesso canovaccio. La serata del venerdì si annuncia sin da ora come uno dei momenti più noiosi della storia della televisione: SERATA EVENTO in cui verranno riproposti tutti i più grandi successi del passato (tipo
Volere Volare di Federico Stragàe
Se fossi un tango di Iva Zanicchi); un polpettone indigeribile che dovrebbe riprodurre l'appeal della
corazzata Potemkin.
Di nuovo lettera del giorno Qui . Niente complimenti, ma opere di bene.

The darkness
Ora, io non so se la
loro somiglianza con una
band celebre del passato è intenzionale o spudorata, ma c'è che nel video
I believe in a thing called love il falsetto del cantante fa morire dal ridere
Non è cinismo...
...ma solo una nota di costume.
Quando è morto Corrado, il tg5 ha intervistato il maestro Pregadio.
Quando è morto l'avvocato Prisco il ricordo è stato di Moratti.
Quando è morto Battisti, il tg2 ha intervistato Mogol.
Ieri è morto Edoardo Palomo : tgcom ha avuto la faccia di intervistare Patrizia Rossetti.
Alla RAI sono tutti una grande famiglia Scoppia la polemica a distanza (di un canale) tra Quelli che il calcio e Domenica In. Nel corso del programma di Rai Uno,
Bonolis ha a quanto pare allestito dei collegamenti con gli stadi, defraudando un diritto che a detta della Ventura spetta (non so se per contratto o pro forma) solo alla sua trasmissione.
Il Nuovo definisce la
Ventura "
ironica ma pungente come al solito ", io invece ho personalmente ascoltato il suo solito attentato alla lingua italiana. La presentatrice - nel suo sfogo - ha fatto anche riferimento al fatto che Domenica In non è nuova al clonaggio di Quelli che il calcio, visto che ne avrebbe già copiato anche la scenografia. In tutto questo livore è bene porre dei paletti fissi:
- la Ventura soffre della sindrome del fratello maggiore;
- i collegamenti con gli stadi hanno decisamente rotto: se ho la sfortuna di non potere vedere la partita in tv e opto per un programma di intrattenimento, ebbene, che intrattengano. Non c'è nulla di peggio dell'ospite mandato allo stadio allo sbaraglio: il 101% non sa che dire, non sa parlare, fa battute che non fanno ridere, si autoproclama "madrina" o "padrino" (brrr) di questa o quella squadra (la stucchevole Panicucci oggi si definiva "la prima vera madrina della Juventus", ma che ci tocca sentire), si arroga i meriti della vittoria e/o fa promozione indecorosa al proprio libro, film o spettacolino teatrale;
- non so chi ha copiato chi, ma è un fatto che la scenografia di entrambi i programmi fa letteralmente schifo. Colori e materiali.
Deja Vù
Sta per uscire un nuovo disco di Frankie HI NRG MC (che più che un rapper è un codice fiscale), quello che cantava "Quelli che benpensano". Non lo riconoscete nemmeno così? Ma insomma, mica posso stare a dirvi tutto io! La canzone è ovviamente più fastidiosa del rumore del gesso sulla lavagna (e il sound richiama alla mente il crollo a terra delle pentole impilate maldestramente sullo scolatoio del lavello), ma degno di menzione è il video: una ragazza dalle calze orrende si sveglia, indossa la gonna, prende il cappotto ed esce di casa lasciando la porta aperta. Contemporaneamente,dietro di lei, c'è un signore bavoso, anch'egli pronto ad affrontare la mattinata milanese... vi ricorda qualcosa? Esatto, è praticamente la terza parte del video delle Vibrazioni (guest star anche stavolta) e di Elio e le storie tese . Abbastanza incomprensibile il messaggio, ma divertente - e ancora non stancante - questasinergia tra artisti (vabbè, artisti , adesso non lanciamoci inproclami troppo impegnativi)
Due quesiti di difficile soluzione
1) A Melaverde, Gabriella Carlucci entra nelle grandi catene di montaggio alimentari bardata di tutto punto, con tutti i presidi igienici del caso (mascherina, guanti, muta, scafandro, Vergine di Norimberga). Detto questo, per quale disgraziata ragione indossa la cuffietta come una corona, lasciando TUTTI I CAPELLI, lunghissimi, fuori? Ha paura che le piova un barile di Pomì in testa?
2) Davide Mengacci cucina la domenica in mezzo ad ali di folla variopinta (saltimbanchi, coriste, nani, gente in costume, esperti di tartufi); l'età media è67 anni. Ora, uno si chiede: per quale dannato motivoquando il suddetto versa la pasta nel condimento, la gente applaude? Quando succede io divento letteralmente pazzo: perchè? PERCHE'?!
Errata corrige
Mi scrive un lettore (aaaaargh, ho sempre sognato di poterlo dire!) per tirarmi le orecchie, perchè pare che nel recente post su
Moira Orfei io abbia involontariamente fatto un po' di confusione sulle parentele
Ma AMBRA Orfei, supposta sorella di Paride e Gioia, non è figlia di NANDO, fratello (o cugino) di Moira e Liliana??!! vuoi dirmi che la famiglia Orfei batte quella Forrester in fatto di accoppiamenti o io non c'avevo mai capito un caspito??!??
Non nego che per me sia stata una sorpresa più raccapricciante dell'esclusione di
Pappalardo dall'Isola di ieri sera; per me Ambra Orfei era stata partorita dalla cofana che Moira porta in testa, era una delle poche certezze su cui verteva la mia giovane esistenza. Di qui l'inquietante interrogativo: ma
LARA , allora, di chi caspita è figlia?

Non so se avete seguito il caso del giorno, o se avete comprensibilmente avuto di meglio da fare. In un caso e nell'altro: ecco come si sono svolti i fatti secondo il
daveblog.
Qualche giorno fa
gnueconomy, blog tra i più celebrati (di certo molto ricco di spunti), ha indetto i cosiddetti GNU Weblog Awards, nel quale tra il serio ed il faceto venivano proposte diverse categorie; lo script della pagina adibita alle votazioni permetteva non solo di votare i propri blog preferiti tra quelli di un elenco di nominations presumibilmente preesistenti, ma anche di aggiungere la propria nomination e farla votare dai propri visitatori inserendo un piccolo banner nella propria pagina. Io stesso ho messo il banner, ben contento di essere stato inserito da qualche visitatore affezionato, per poi toglierlo poco dopo.
E qui vale la pena di approfondire il discorso. Purtroppo per gli organizzatori, la routine che gestiva le votazioni ha manifestato sin dal principio una certa insofferenza ai grandi numeri. In più circostanze le votazioni sono state sospese per problemi correlati al grande numero di partecipanti; del resto l'occasione di apparire era troppo ghiotta, e in parecchi hanno pensato bene di mobilitare massivamente il proprio elettorato. Ed ecco che in testa, nell'ambito delle varie categorie, spesso ti trovavi i blog che non ti aspetti; come a dire che esiste
una blogosfera di serie B che sgomita per avere il suo spazio, alla faccia dei blog più rinomati. Un concetto romantico e progressista, se vogliamo.
L'aspetto davvero interessante di questa vicenda riguarda proprio questa distinzione / scontro tra blog di serie A e serie B. Ogni volta che il sistema andava in crash, il concorso ripartiva dalle proprie ceneri, ma molti blogger lamentavano la perdita dei propri voti. In realtà nel giro di poche ore riuscivano poi a ricostituire un discreto bottino, per poi vedersi - a detta loro - nuovamente
defraudati in occasione del crash successivo. Già allora a gnueconomy, dal mio punto di vista, non si poteva davvero imputare niente. Il loro disclaimer era stato arguto e preciso, pur nella sua semplicità: le votazioni andavano prese come un gioco, nascevano dall'iniziativa divertente e divertita di poche persone e puntavano a coinvolgere e appassionare, ma senza impegno alcuno.
Come in genere succede quando le iniziative amatoriali sono portate avanti da nomi di spicco, però, la polemica stava in agguato. L'ennesimo crash del sistema portava alla definitiva sospensione di quel metodo di votazione, e al cambio di regole in corsa che ha fatto gridare in molti
allo scandalo. Nuovo metodo: le stesse categorie di prima ma, questa volta,
5 nominations per ciascuna di esse, scelte, a detta di gnueconomy, cercando di mediare tra la volontà popolare e il buon senso.
Apriti cielo. Orde di blogger inferociti stanno assediando il post in cui si comunicava il cambio di metodo.
Se non esistesse
una evidente sproporzione tra l'importanza della posta in palio ed il senso di giustizia che pervade cronicamente l'animo umano, si potrebbe qualunquisticamente osservare che tutti hanno un po' di ragione. Innanzitutto perchè le nuove categorie questa volta contemplavano - e con poche eccezioni - blog tra i più conosciuti della rete, deludendo amaramente tutti quelli che, uscendo da un decoroso anonimato, erano pur tuttavia riusciti a mobilitare valanghe di voti aspirando concretamente, se non alla vittoria, ad un glorioso posto tra i magnifici 5. Si capisce quindi
il veleno che trasuda oggi dalle loro tastiere, dal momento che si sono visti scavalcare da blog più famosi ma meno votati nel corso della prima fase.
E in fondo, come anticipavo prima, è questo il sale del dibattito. Molti blogger avvertono una sorta di corporativismo da parte dei blog più famosi, ne sottolineano l'
autoreferenzialità. Parlano di se stessi (ma non facciamo tutti così?) e si lodano/linkano a vicenda. Un circolo molto esclusivo a cui è difficile accedere. A fronte di questa realtà ne esiste un'altra, fatta di
b-blog, che sono un punto di riferimento per piccole o grandi community di utenti, ma non compaiono mai nelle liste o nei riferimenti dei blogger più rinomati. La domanda quindi è "cosa fa la fama di un blog": chi ci scrive? Chi lo linka? Quello che c'è scritto?
Indubbiamente la blogosfera è una realtà sempre più multilivello ed è un esercizio molto interessante, credetemi, constatare come le sue dinamiche a volte proprompono da una sorta di
magma primordiale, che costituiva la caratteristica distintiva degli esordi, per assurgere a modelli mutuati dalla società reale.
Ora, per concludere, dall'inferno di critiche feroci che si sono abbattute - trovo ingiustamente - su gnueconomy, ne vorrei estrapolare una che per me ha davvero dell'esilarante, e offre, a quei pochi lettori non ancora stremati dal testo precedente, una chiara esemplificazione della
follia e della grottesca indecenza che gira dietro la ricerca del successo
"Giusto per chiarire, io sono la "responsabile delle risorse umane" della quale il responsabile di questo sito parlava nel suo post di ieri. Mi dispiace che le cose gli siano sfuggite di mano e che qualcuno abbia barato, ma ad onor del vero mi accingo a descrivere i fatti come da me vissuti. i fatti: La redazione di un giornale nazionale, quasi unanimamente, (36 persone) ha espreso il suo voto a favore del blog di Roberto Farneti (http://robertofarneti.blog.tiscali.it) (il quale non risulta affatto, come invece sostenuto da Neri, tra i nostri collaboratori, ma piuttosto tra gli amici) nelle categorie "weblog dell'anno" e "blogger dell'anno", questi voti si andavano a sommare ai già presenti totalizzandone circa 80. Quella notte c'è stato il famoso primo crash di sistema a proposito del quale si assicurava che i voti erano stati mantenuti. Bugia: la mattina dopo il blog di Roberto Farneti non risultava neppure tra le nomination... Bene, si è votato nuovamente e questa volta ai voti della redazione si sono aggiunti quelli di collaboratori de "la Repubblica" ed "Altroconsumo", appositamente sensibilizzati dalla sottoscritta. La totalità dei voti espressi superava gli 80 nella categoria "blogger dell'anno" ed i 90 nella categoria "weblog dell'anno". Nuovo crash, nuova cancellazione mirata. A questo punto apprendiamo da e-mail pervenuteci e dalle lamentele sullo stesso sito per il quale avevamo votato che molti altri voti a favore di Roberto Farneti erano state cancellate. Quindi decido di scrivere una e-mail personale indirizzata al sito ed alla redazione di la Rebubblica. In data 3/11 scrivo: " Buongiorno, mi domando per quale motivo tutti i voti inviati al weblog del nostro Roberto Farneti dalla redazione di ******** siano stati eliminati dal sito. Non vorrei che persino un concorso come questo risenta dei meccanismi di favoritismo tutti italiani che regolano la media dei concorsi nazionali. Per ora rimango in attesa di chiarimenti che spero giungano in buona fede e celermente. Franca Freddi " Naturalmente i chiarimenti non giungono affatto e la cosa diventa per tutti noi un gioco: ogni membro della redazione invia un'e-mail personale dichiarando il proprio voto. in totale 32 e-mail per esprimere 51 voti visto che molti di noi erano privi di indirizzo e-mail. 15 di queste mail tornano ai mittenti per saturazione della casella. Naturalmente i voti non vengono registrati e siccome tutti noi abbiamo altro da fare rinunciamo ad esprimerli. Personalmente però continuo a seguire la vicenda, sia attraverso i post giunti al sito di Roberto Farneti, sia attraverso le mail giunte in redazione. Contatto lo stesso Farneti che mi riferisce di aver notato l'anomalia. Intanto i voti a suo favore ricominciano a crescere. Un dentista di Berlino, Gianluca Perseo (http://www.perseo-berlin.de/), si occupa di mantenere momento per momento il conto dei voti. e siamo a ben oltre un centinaio distribuiti nelle categorie "blogger", "rivelazione", "weblog", "blog cinematografico", "blogstar", "non-blogstar", "più snob", "cattivo più temibile". A questo punto domando ad uno dei tecnici della impresa per la quale lavoro di indagare per accertare l'attribuzione degli IP votanti. Il ragazzo riesca perfettamente consegnandomi l'intero Log degli IP e le attribuzioni. Il totale supera addirittura i 200 voti da 164 IP distribuiti tra i maggiori provider nazionali. Segue l'ennesima cancellazione e questa farsa di nomination nella quale (oltre al danno la beffa) si sostiene di aver tenuto conto delle preferenze espresse dal pubblico. Questi sono i fatti dal mio punto di vista, la cosa non mi interessa granchè, ma visto che sono stata chiamata in causa mi sono sentita in dovere di rispondere. in fede Franca Freddi. "
In definitiva, ed è il delirio, se ne desume che le blogstar farebbero carte false per diventare giornalisti famosi, mentre i giornalisti farebbero carte false per diventare blogger famosi. Pazza, lussureggiante, contraddittoria e inesplorata blogosfera.
Vanessa Incontrada
Condurrà Zelig al posto della Hunziker . Dovevo condividere questacosa con qualcuno, e non son mica così sicuro se sarà meglio o peggio, visto che di Zelig non ho mai visto nemmeno una puntata. Di certo c'è solo una cosa: le reputo entrambe tragicamente incapaci.
MTV EMAs
Un'Aguilera vestita di sola saliva ha presentato l'ennesima edizione del festival del trash. Un'immagine su tutte: il vestito della sempre sobria e piena di gusto
Pink .
Rumors
Gerry Scotti potrebbe già da Dicembre rilevare il timone di Buona Domenica , rimandare Costanzo al suo show imbarazzante e disperdere nell'eterecentinaia diospiti presunti famosi (tutte braccia rubate alla vanga). Si parla di compensi stellari (400.000 euro A PUNTATA) e, personalmente, di flop annunciato: Scotti è un presentatore modello, e inflazionarsi stavolta, a stagione in corso, potrebbe costargli caro. Ma intanto andiamo indietro con la memoria e ricordiamo al gentile pubblico che il signor Gerry ha già condotto una passata edizione del contenitore domenicale di Canale 5, di cui ricordiamo senz'altro:
1) le incomprensibili prove no-limits di Gabriella Carlucci (l'ultima è recente: si è fatta eleggere in Parlamento)
2) Paola e Chiara che facevano le coriste (prima di abbandonarsi al popammiccante al saffico-incestuoso)
3) il gioco del toro meccanico, antesignano del tremebondo " salto con l'asta " ordito dal baffo malefico (non cambiava la sostanza: tutte a gambe all'aria a mostrare le grazie)
Moira Orfei

"
Moira, raccontaci di un episodio inedito della tua carriera ". Uno a quel punto si aspetta dei particolari intriganti sul ripieno della cofana che porta in testa, pratici consigli di make up ("come impastare la boiacca idraulica e spacciarla per fard in sette lezioni", o anche "stucca le rughe con mia figlia
Ambra : col primo numero in regalo la pratica frusta") o anche sordidi mezzucci di conquista amorosa ("come ti domo il domatore") e invece niente: alla faccia dell'episodio inedito, per la trecentoventesima volta sui nostri teleschermi è andata in onda la tragedia greca "
Quella volta in cui un elefante rischiò seriamente di uccidermi ". Riassunto (storia vera): all'epoca della scissione tra Impero circense d'Oriente e Impero circense d'Occidente, Moira pensò bene di dividere il gruppo degli elefanti; portò con sè il suo cocchino capogruppo,
WHISKEY , e nominò un capogruppo per gli elefanti da cui si allontanava. Questo perchè - si evince da un'interpretazione del tutto arbitraria - alla fine dei conti gli elefanti sono un po' come le pecore: basta addestrarne uno e poi gli altri si adeguano. La vita scorreva tranquilla, Moira continuava i suoi esperimenti col cerone e gli elefanti se la spassavano nella nuova collocazione. Poi, un bel giorno, fu il momento di riunire il regno e a quel punto Moira cercò di ripristinare l'egemonia incontrastata di Whiskey, ma trovò una situazione profondamente cambiata: Ambra Orfei non lanciava più le clavette ma domava colombe, un'altra figlia era stata riciclata come donna barbuta ma soprattutto il secondo capogruppo non ne voleva sapere di rientrare nei ranghi. Ed eccoti allora l'imprevedibile: una feroce rissa tra elefanti, peggio che una giornata a
Montecitorio , e in quel turbine di barriti, la nostra eroina che fa? Impone le mani sulle sue creature per sedare la rissa e... si becca una proboscidata che le provoca il ricovero al traumatologico per la frattura di cinque costole. Ecco,ciò per dire che in tutto questo l'unica cosa che ho ben chiara è perchè ha chiamato in quel modo l'elefante.
Raccapriccianti scoperte Un tempo ero un esperto di gossip, adesso ho scoperto che è da un bel pezzo che il mondo del jet-set va avanti senza di me. Ad esempio, quanti sapevano che
Beyoncè Knowles sta con
questo essere ? Che poi è quello del video Crazy in love, il rapper impacciatissimosul quale la bonazza ballava praticamente la lap dance? E Justine Timberlake e
Cameron Diaz ? E la Kidman con Lenny Kravitz? Si stanno tutti per sposare: nemmeno la partecipazione mi hanno mandato, tirchiacci!
Tutti parlano di Pappalardo
E se ne comincerebbe anche ad avvertire la nausea, ma proprio a proposito di nausea è d'uopo osservare quanto segue: nella puntata di lunedì de "L' Isola dei famosi" inday time, c'è stata una sadica carrellata sulle ferite dei concorrenti; non ci è stato risparmiato nulla e, se è vero che a me onestamente queste cose non fanno sensazione, mi sono messo nei panni di quanti, più inclini alle manifestazioni vago-vagali,si sono visti passare sotto il naso alle sette di sera quattordici punti di sutura e un vasto assortimento di ferite, pustole e squamo-croste . Mi è sembrata una rappresaglia bella e buona contro le accuse di combine che gravano sul programma, e ieri ne ho avuto come la certezza, perchè si sono superati. Passino le croste, passino i bubboni della Chiappini , passino i tagli e i punti di sutura ma vedere Pappalardo che nel corso di una prova-ricompensa ingurgita DI SEGUITO e IN 15 SECONDI un piatto di gnocchi al gorgonzola e una coppa di zabaione ebbene, questo NO . C'era di che vomitare in segno di solidarietà
GNU Weblog Awards
Trovarmi tra le nominations con qualche votomi aveva irrimediabilmente gasato, come negarlo?L'entusiasmo èpassato subito non appena mi sono accorto:
a) che le nominations sono libere
b) che si può votare più volte
c) che blog semplicemente osceni (ma non necessariamente più di questo, sia chiaro), viaggiano a medie impressionanti
d) che quello/a che ha aggiunto la mia nominations ha sbagliato il link (!)
Casa Rai Uno Che ci fa laSampò ancora trotterellante in quella trasmissione? Il giorno che Giletti è stato,
suo malgrado ,costretto a seguirla da casa, deve avere avuto una sorta di illuminazione
Controsorpasso
Ahimè (ahinoi), Striscia La Notizia ieri sera ha battuto di misura Affari tuoi, probabilmente proprio grazie al "Tirapacchi", il gioco idiota nato per porre un argine al calo di ascolti degli ultimi giorni. E la cosa più dolorosa, per me che faccio questo breve resoconto, è il fatto che mi trovavo tra gli spettatori di quello spettacolo indecente. Le ragioni di questo atto sconsiderato vanno ricercate nella curiosità di capire fino a che punto Antonio Ricci sia disposto a imbastardire ulteriormente il suo programma per qualche centinaia di migliaia di spettatori in più. Ormai i mezzucci se li è giocati tutti, nessuno escluso: i collegamenti con Mentana , le risse cercate e ottenute dal Tapiroforo Staffelli, l'allungamento biblico del programma . Mancava solo il gioco a premi, e mi sconcerta pensare che qualcuno adesso potrà parlare di "geniale presa in giro" del programma di Bonolis , quando trattasi piuttosto di esemplare raschiamento del barile. La geniale presa in giro sarebbe stata consegnare un tapiro a Ricci medesimo, ma il suddetto ha dimostrato in più circostanze di sconoscere i più elementari dettami dell'umiltà e dell'autoironia, dunque niente di nuovo sotto il sole. Drogati dell'Auditel
Contraddizione in termini
"Fascia protetta"
(mi vengono cosìììì)
Non geli non scotti più mano
Natasha Stefanenko : " il cinema è una sfida che mi affascina ". Ah beh, capirai: agli altri farebbe schifo, invece... Ho notato una gerarchia precisa nei desideri delle nullafacenti della tv (e dei colleghi uomini, s'intende)
1) se sono disoccupate aspirano a fare le letterine
2) se sono letterine aspirano a condurre televendite
3) se conducono televendite aspirano a fare le vallette
4) se fanno le vallette aspirano alla conduzione di un programma giovanile
5) se conducono un programma giovanile aspirano ad una fiction
6) se partecipano ad una fiction vogliono fare cinema
Una disgrazia nel mondo della fiction
Eva Grimaldi lascia "Il bello delle donne"! Come "chi se ne importa?" E' un evento luttuoso sovrapponibile alla dipartita di George Clooney da ER, capite? In una fiction che non brilla certo per qualità della recitazione, la perdita di un'attrice col suo curriculum si farà certamente sentire. " Elfride ", afferma la Grimaldi, " è una donna vittima, che vive per amare, un po' come me, anche se come Eva Grimaldi sono sempre stata vista come una bellona mangiatrice di uomini. " Veramente a me era sempre sembrata un'altra cosa, per dirla tutta...
Inutilia
E' nato a Berlino il primo corso per latin lover, che tristezza! Ma questo è niente, son proprio belli alcuni degli insegnamenti, tutti dettami innovativia cui scommetto nessuno ha mai pensato seriamente, ad esempio:
Regola n° 1 : " non ingurgitare il cibo come se non si mangiasse da mesi"
E io che ho sempre vissuto come massima espressionedell'amore romantico fare scarpetta insieme nella zuppiera con la pepata di cozze
Regola n° 2 : " Lui deve guardarla negli occhi, chiacchierare in modo rilassato e simpatico, deve inoltre mostrarsi sempre interessato e divertente "
Dal che si desume che non vale fare le sculture con la mollica di pane
Regola n° 3 : " sfoggiare cortesia e premure aiutando lei a togliersi il cappotto e a sedersi "
Anche in questo molti di noi quindi sbagliano; chi del resto nontrova dolcemente perversoaiutarla a sedersi e sfilarle la sediaprocurandole la frattura del coccige?
Sanremo aperto ai cantanti stranieri Mi compiaccio degli sforzi della RAI per regalarci un Sanremosempre più brutto (e non è facile), ma come tacere delsolito suberbo
tgcom , che ci regala la battuta dell'anno: "
La più italiana delle gare, il festival di Sanremo, vinta da una Britney Spears o dal Ricky Martin del caso?Quello che fino a ieri era impensabile, dall'edizione del 2004 della kermesse potrà succedere ." Fatemi capire: in Italia facciamo una fatica assurda per convincere
Al Bano e Spagna a rinunciare ai loro
impegni internazionali (...), e secondo loro Britney Spears e Ricky Martin accettano di mettersi in gioco col rischio serio di farsi intervistare da
Michele Cucuzza ? Perchè ho già come la prevenuta sensazione che i cantanti stranieri che accetteranno saranno tutti nient'altro che tragici
Jalisse d'oltralpe?
Kylie Minogue 
Dando per scontato che la suddetta ha ormai 57 anni, visto che se ne parlava già quando scrivevonel mio blog dal
Limbo (laddove i bimbi aspettanola cicognabus), mi piacerebbe assistere ad una delle sue celebri
botulinic session , perchè è un fatto che la nana (
nella foto, una delle sue più celebri trasformazioni: lo spermatozoo ) sembra in decomposizione quando partecipa ai vari MTV awards, mentre, da brava bonazza, rifulge di splendore non appena gira un video. Nell'ultimo,
Slow , partecipa ad una specie di "convulsione orgiastica su telo da mare" (non ho trovato una definizione più precisa, me ne scuso), e l'insieme è molto gradevole. Bel video, insomma, se non fosse perquel fastidiosorumore di sottofondo. Ah, mi dicono che si tratta della canzone
Se devi fare lo sborone...
...almeno fallo bene, imbecille!. Mi sono appena accorto che il post su Federica Fontana e gli infortuni vip non era un semplice messaggio con risposta tra i tanti del forum di Aldo Grasso , bensì la lettera del giorno . Mica cotiche.
Fate presto a visionare le prove perchè, come tutti sanno, domani è un altro giorno
Non si può sentire
Ok che Paolo Bonolis è ormai considerato il taumaturgo RAI per eccellenza, ok che per questo si può permettere di fare quello che vuole, ok che i risultati d'ascolto gli danno ragione, MA CHE LA SMETTA DI CANTARE! A ciascuno il suo, caspita:è un po' come se Maurizio Costanzo si mettesse a suonare il sassofono (...)
Nuova skin
Hotestato tutto in locale, per una volta in maniera efficace, poi ho fatto l' upload su splinder ed eccoti la sorpresa: la barra nera che sta sopra tutti i blog, maledetta lei, mi ha fatto sfasare tutto! Comunque, adesso dovremmo esserci. Ho lasciato anche le skin di prima così nessuno potrà dire "era meglio quello prima" provocandomi l'allergia . Ho la sensazione che il cambio skin non funzioni con Mozilla, ora provo, prima di contattare Mozillaman .
Specchi per allodole
In giro per blog molto quotati, ho notato che anche le bestialità più cristalline, quando vengono scritte in grassetto, sembrano intelligenti .