Come l'ottima
Lucretia mi faceva notare nei commenti al post sotto, l'Italian Music Awards non sta deludendo
le mie più fosche previsioni. Il teatro è persino più brutto di quanto si potesse immaginare. Largo circa un chilometro e mezzo e lungo non più di sei metri, si segnala per la scenografia poverissima (si dice già che parte dei ricavati raccolti da
Telethon andrà in favore della scenografia dell'anno prossimo), per la grafica in sovrimpressione, fatta col
Paintbrush, e per le tragiche e per nulla riuscite scopiazzature degli show di MTV. Segnaliamo senz'altro
1) il palco con i cantanti premiatori: il momento con Ron e Luca Carboni ha fatto segnare il record storico negativo di share per Italia1 nell'anno solare. E considerando che la serata non è finita, e che inquietanti presenze come le
Lucky Star (per l'occasione travestite da viados) sembrano in procinto di cantare, non è detto che il record non venga ancora ritoccato
2) le premiazioni a distanza:
Eros Ramazzotti premiato in Germania (dice lui), quando in realtà si trovava chiaramente in qualche locale di Trastevere, peraltro in evidente stato confusionale, per arrotondare il mensile
3) le esibizioni live: molti cantanti hanno simpaticamente scelto di concludere la loro carriera in questa manifestazione con il peggio del loro repertorio. Si è così passati da una messa nera di Carmen Consoli ad una serie di sciacqui col
Tantum Verde da parte degli Articolo 31, per passare ad un momento di suicidio di massa promosso da Samuele Bersani prima e Lucio Dalla poi
4) un'inspiegabile
Gaia de Laurentis, vestita in lattice nero, che sfoggia il colorito cereo delle grandi occasioni: più morta che viva. Simpatica come la dismenorrea, per giunta
5) l'ennesima tappa di riavvicinamento tra Bossari e il suo cervello: puntualmente deserta
6) il premio più brutto della storia. Indefinibile nella forma (una supposta?), inverecondo nella sostanza (plastica? PET?
Tetrapack?)