Mary Poppins (quest’oggi il 3629esimo passaggio su Raiuno) è un film che mi disturba: non perchè sia brutto, ma perchè ogni volta che lo rivedo colgo sfumature di pessimismo sempre più manifeste, dietro le canzoncine solo apparentemente futili ed il lieto fine con note di speranza. E invece c’è dietro il dramma concreto di un padre che non conosce la felicità , la madre suffragetta con una vita che le scorre addosso, dei bimbi malinconici, il crac di una Banca su uno sfondo cupo di arrivismo cinico e quella tata “praticamente perfetta sotto ogni punto di vista”, che coltiva una filosofia intrisa di sottile e amara consapevolezza. Ad una prima lettura il finale è liberatorio, con gli aquiloni alti nel cielo che rappresentano un simbolo di rinnovato entusiasmo e di consolidata unità familiare. Per me, invece, è l’apice di un istintivo moto di angoscia crescente durante tutto il lungometraggio, che parte dalla danza degli spazzacamini e continua con la drammatica scena del licenziamento
La nuova polemica di Costanzo (grazie a Martina per la segnalazione)? In RAI sono ipocriti, perchè durante il Capodanno televisivo si collegheranno con la Protezione Civile per le ultimissime e continueranno la raccolta fondi; lui invece festeggerà l’evento su Canale 5 con la consueta allegria.
Trovo inutile l’ipocrisia di quelli che fanno il trenino con ‘Brasil’ e ogni tanto si mettono la coscienza a posto, magari collegandosi con i luoghi della sciagura. Ricordo che Buona Domenica nella puntata del 26 dicembre ha parlato per prima in diretta di quello che stava accadendo
Solo io leggo in queste parole sciaguratissime controsensi a iosa e un’ipocrisia stellare? Che dire, orrido tricheco, di tutte quelle volte in cui ti sei collegato coi militari di Nassiriya tra un Costantino e l’altro? E della grande idea che hai avuto l’altro giorno, quando invitavi i superstiti a mandare un sms a Buona Domenica, o quando chiedevi a Giuliacci le notizie meteo dall’Asia, per poi lasciare spazio allo zoo dei tuoi invitati? Del resto, ti capisco: avendo registrato la puntata di Capodanno A SETTEMBRE anche io sarei parecchio preoccupato di non essere sulla notizia e di passare per insensibile. Ma se la miglior difesa è spalare fango sugli avversari (pessimi, peraltro), oltrepassando di gran lunga il confine tra ipocrisia e perdita del senso della realtà …
Apprendo da tgcom la verità su alcuni rumori trapelati a proposito delle nuove trasmissioni dell’anno che verrà ; ecco le cose che mi son sembrate più clamorose, nel loro genere:
1) Boncompagni curerà il sabato sera di Raiuno, condotto da Claudia Gerini
2) La d’Urso condurrà una nuova edizione de La Fattoria su Canale 5
3) la Ventura condurrà Music Farm 2 e il preserale di RaiUno, Le tre scimmiette
4) la Litizzetto avrà uno show in prima serata su Canale 5
5) Teo Mammuccari condurrà uno show in seconda serata su Canale 5
6) Sul fronte reality è annunciato un non meglio precisato “The college” su Italia1
7) Prime visioni TV: Le due torri, Il favoloso mondo di Amelie, Il Pianista, Minority report
L’altro giorno Marco di farfintadiesseresani mi segnalava che la mitica telenovela piemontese di gialappiana memoria ha ormai trovata una degna sostituta in quella tremenda fiction casareccia realizzata da Raidue per introdurre gli argomenti di discussione a L’Italia sul Due. Adesso stanno blaterando di punizioni nel rapporto tra genitori e figli e un sedicente sconosciuto spacciato per vip opinionista sta descrivendo la durezza dei suoi genitori:
Io ero un ragazzaccio. Fumavo e bevevo. In questi casi i genitori devono essere duri
E la Leofreddi, morbosamente:
E che facevano i tuoi genitori per punirti… ti picchiavano?
E lui
Io ero terribile: pensa che ho distrutto cinque motorini, mettendo in pericolo la mia vita e quella degli altri. Se mi avessero comprato il sesto probabilmente non sarei qui a raccontare, quindi hanno fatto bene ad essere duri
Ora, comprare cinque motorini prima di capire che questo cretinetto non sa condurre un veicolo rispettando il codice della strada, rappresenta un atto di autorità o di assolutà inettitudine?
Buonasera al consueto gruppo carampano d’ascolto de I Magnifici 5. Il caso umano questa volta è davvero, ma davvero inquietante: vive in casa con una coppia di amici conviventi, che dopo 4 anni di menage a due lo hanno invitato a passare la vita assieme a loro. Si professa artista e mostra ai magnifici una sua opera inenerrabile, con tre foto di donna allineate e una secrezione scura versata sopra a mo’ di vernice (?), poi rivela il dettaglio inqualificabile: va in giro coi vestiti bucati con le forbici, perchè gli piace così. I cinque, come da tradizione, gli devastano l’immobile (prendendo la serranda a colpi di accetta, tra l’altro) e si ripropongono di regalargli una nuova vita con la quale affrontare la sua prima mostra personale.
L’esperto di Beauty porta il tabagista subito dal dentista a sbiancare i denti: un’esperienza estrema fatta di gel corrosivi, paraocchi e raggi laser, ma con un risultato degno di nota, non fosse che l’artista in questione non possiede praticamente le labbra. Poi gli insegna le tecniche di “scrub” per il viso (mai passare il prodotto sul contorno occhi), infierisce sui pochi capelli, gli modella due basette da arresto e lo invita a radere la barba con l’eccezione di un pizzetto da colorare con una miscela di tinture e acqua ossigenata. In caso di errore e macchie sul viso, la cenere farà da antidoto (aiuto!). L’esperto di moda gli compra il solito set di abiti opinabili (troppo strette le camicie, troppo larghi i pantaloni) e lo invita ad annodare un foulard di seta attorno al collo (yeeeech), perchè gli accessori aggiunti per ultimi sono quelli che si notano per primi. L’uomo del lifestyle gli dà un consiglio di vita (quando inviti le persone, mettiti sempre al centro della sala, non farti chiudere in un angolo) e lo porta da un press agent famosissimo, che non trova di meglio che invitarlo ad arruffianarsi i giornalisti imparando i loro nomi a memoria. L’esperto di design gli insegna che la caratteristica principale dei mobili vintage è che sono più pesanti dei mobili moderni; gli compra due poltrone scomodissime, di cui una muccata, e gli allestisce in casa un’alcova a toni di verde, assieme ad un salotto che ricorda gli studi di Hit List Italia su MTV. Il cuoco, infine, gli rifila la tavanata del secolo: cosa c’è di meglio, prima di una mostra, che servire agli amici più intimi delle fragili e traballanti tartine di pasta sfoglia con zucchine e gambero monolitico? Un attentato alla statica, perennemente in bilico tra il palato e il pavimento. Simpatici i bicchieri per l’aperitivo, però (coppe decanter inclinate): il segreto di un rinfresco sta tutto nel bicchiere glamour. Ma andiamo ai risultati: la preparazione del troglodita, come sempre, è un’inconsapevole sequela di errori. Fa la doccia ma rimette i boxer pre-doccia. Tinge il pizzetto ma sbaglia la miscela della tintura e dimentica il risciacquo. Cucina in accappatoio molto prima dell’arrivo degli ospiti. Annoda il foulard come un cappio al collo. Infine, riceve gli amici, li sfama e va alla mostra, allestita dal designer in una famosa galleria romana e ricca di incomprensibili manifestazioni di estro artistico occulto. In conclusione, il tocco trash da maestro: la giornalista sconosciuta di TgLa7 che lo intervista millantando la necessità di girare un servizio sui giovani artisti emergenti
Con grande sorpresa e una certa consumistica soddisfazione, mi si è materializzato in casa un videoregistratore DVD. Una delle mie gioie più perverse, quando tento l’approccio ad un nuovo elettrodomestico, è aprire ritualmente la confezione, trattare l’oggetto come una reliqua, leggere le istruzioni con enfasi e un’attenzione al limite del maniacale. Anche stavolta mi sono incartato più o meno a pagina 10, laddove uno schema estenuante illustrava il collegamento da mettere in pratica tra l’apparecchio e il televisore. Nessun problema per il collegamento col cavo d’antenna, nè per il collegamento dei due catorci tramite cavo coassiale. I problemi sono iniziati quando le istruzioni mi informavano che il registratore è dotato di uscite “video composite, S-Video e video component”, che permettono di effettuare il miglior collegamento in funzione delle caratteristiche del televisore collegato. E lì, pur cercando di focalizzare la mia attenzione sul significato di quelle parole, non ho trovato di meglio che guardarmi attorno interdetto. Ora, c’è scritto che devo scegliere una di quelle uscite in base alle caratteristiche del televisore: posto che non ho idea di dove sia finito il libretto di istruzioni della tv, c’è da aggiungere che, giusto per complicare ulteriormente la faccenda, in dotazione col DVD recorder c’erano anche due cavi (uno doppio, l’altro quadruplo), per un totale di sei spinotti. Tutto sommato non sembra difficile capire dove vadano inseriti questi cavetti a livello del registratore dvd; più difficile è capire dove vadano inseriti sul retro della tv, dal momento che lì, a parte la scart e i fori per l’antenna e per il cavo coassiale, non c’è più nulla. Per non saper leggere nè scrivere, ho unito i due apparecchi tramite un cavo SCART, col risultato di riuscire a visualizzare e sentire un dvd. Quando però chiedo al COSO di registrare, mi obietta che manca il segnale video. E in effetti, non riesco a sintonizzare i canali. Calma.
A proposito, dimenticavo: l’altra sera ho visto Natale a casa Deejay. Lo descrive già mirabilmente Silvia, ma vorrei aggiungere le mie personali notazioni:
1) non sono arrivato alla fine; mi sono posto come obiettivo primario quello di arrivare all’apparizione di Platinette e a quel punto, pago di tanto sforzo, sono stramazzato sul letto come corpo morto cade.
2) la noia, nei minuti precedenti – e nulla mi faceva presagire che i minuti successivi migliorassero la qualità del prodotto -, si affettava col coltello. Ma dico, se la trama è sempre quella, aggiungete qualche gag, un paio di nonsense, battute a iosa, insomma! Niente, un ritmo da lombrichi con citazioni incomprensibili e riprese da mal d’auto.
3) Linus ha avuto l’idea, così recitano i titoli, e Linus si è messo in testa di fare il protagonista. Solo che superava ampiamente il confine tra “a recitare sono un cane, ma la gente capisce che si fa per scherzare” e “faccio schifo in ogni ordine di posti e dovrei vergognarmi anche solo del modo in cui leggo le battute”
4) in parole povere: sembrava la recita delle elementari con riprese e costumi d’avanguardia, ma testi di una lungaggine obbrobriosa, del tutto alieni da qualsiasi legittima aspettativa
Visto il drammatico rifiuto di Maurizio Donigi* (vedi sotto) Bubuking, dall’alto della sua munifica ed inesauribile inventiva, mi ha regalato un videopost da vero Bubuking, in stile Ghezzi con pennellate da “Amici miei”, tutto dedicato al Daveblog (che si legge Deivblog, non Davblog). Per chi non conoscesse il Bubu (che nell’occasione sento parlare per la prima volta, e a momenti mi emoziono), mi limito a dire che per me si tratta di uno dei più grandi scrittori viventi (giusto per non caricarlo di troppe responsabilità ) e che l’elenco delle sue somiglianze vip sfora le cento pagine e rappresenta uno dei più bei giochi di società per le serate piovose. Inizio io:
1) Caparezza
2) Groucho Marx
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* errata corrige: Dovigi, non Donigi! Se continuo a citarlo, entro domani sarà diventato Tamagochi, di questo passo