Buonasera al consueto gruppo carampano d’ascolto de “I fantastici 5“. Torna a grande richiesta (…) il riassuntone della puntata. Stasera l’uomo da salvare non aveva solo i modi del troglodita, ma anche le sembianze. Obiettivo dei 5 era quello di trasformarlo in una persona sorprendente; impresa disperata, nel caso di un baccalà senza attenuanti. Anche il risultato finale secondo me lasciava ampiamente a desiderare. Massimo, l’esperto di moda, lo ha inchiodato di fronte alla dura verità : con le magliette si vede la pancia, coi pantaloni attillati un uomo alto pare un lampione. Quindi camicie a gogò e pantaloni larghi, ma anche alcuni dettagli opinabilissimi: sciarpa nei passanti a mo’ di cintura e camicia fuori dai pantaloni, a quadretti. Da arresto. Guido, l’arredatore, stavolta gli peggiora visibilmente la casa. Mi son piaciute solo le tele monocromatiche appese alle pareti, per il resto ha congegnato la solita accozzaglia di divani e sedie strane. Mattia, l’uomo del life-style, lo ha portato a scuola di ballo latinoamericano: ho visto baobab più snodati. Il lookologo gli ha tagliato i capelli allestendogli una cresta a suo dire molto moderna. Il cuoco, infine, gli ha consigliato di animare la festa con una untissima composizione di cous cous e cosce di pollo che grondavano di colesterolo, con l’osso avvolto in una foglia di insalata ai fini di una più pratica maneggevolezza. Se è vero che col trascorrere delle puntate la prima parte del programma ha perso mordente, è altrettanto vero che la seconda, quella dei commenti all’opera finita, ha guadagnato minuti – com’era auspicabile – e ha acquisito spessore. Niente più ritegno e critiche come se piovesse, molto divertenti. Una domanda, per iniziare: perchè tutti i partecipanti cucinano in accappatoio, subito dopo la doccia? E’ una cosa pratica o – come credo – completamente insensata? L’uomo da salvare ha accolto gli amici senza palesare alcun segno di cambiamento interiore; che è un po’ come dire che un troglodita è pur sempre meglio di un troglodita incivilito, che fa la figura del cretino non appena tenta di fare qualcosa di appena inconsueto rispetto all’immagine che gli altri hanno di lui. Gli amici sembravano una tribù di devastatori d’appatamenti, perfettamente a proprio agio con le cosce di pollo avvolte nell’insalata; di quelli che per quanti sforzi tu possa fare per sembrare migliore, ti sfotteranno lo stesso fino a farti sanguinare. Tra questi c’era l’amica “particolare”, quella con un naso che sparecchiava (un quadro di Picasso, praticamente), brutta come la morte e logorroica fino allo sfinimento: sulle note della salsa ballata con l’uomo da salvare (più che una salsa, un pesto), nel bel mezzo di una delle feste più ingessate che si siano mai viste, si chiude un’altra SPUMEGGIANTE puntata