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Riassuntino del giorno dopo
Ricordiamo in sintesi i momenti imperdibili della serata festivaliera di ieri:
1) Ezio Vendrame prende la parola e rompe l’idillio tra critica e cantanti sostenendo che Gigi d’Alessio è un “lecchino”. Ora, d’Alessio è tradizionalmente cerimonioso coi conduttori delle trasmissioni a cui partecipa (cfr. Amici di Maria de Filippi), per cui – a differenza di Vendrame – non leggo particolari interessi legati alla gara nel suo svenevole scambio di convenevoli col conduttore. Al contrario Bonolis, che lo ha presentato come “un pezzo da 90″, è stato lecchino sì, ma lì si tratta di un fatto atavico, dal momento che l’amico di Uan è spesso portato ad osannare gli amici e ad umiliare gli indifesi
2) A riprova di quanto sopra, ecco il secondo aneddoto della serata. Collegamento con l’imbarazzante Cristina Chiabotto per i dati della giuria demoscopica: mettetevi nei panni di una ragazzina che aspetta quattro ore prima del collegamento della vita, ripassa mentalmente il discorso imparato a memoria e si vede passare la linea quando il pubblico è ormai in coma. Ebbene, che fa questa ragazza? Inizia la cantilena con l’entusiasmo della recita in classe, viene interrotta e ricomincia da capo palesando l’assoluta meccanicità con cui la pappardella esce dalla sua bocca. E lì, quando arriva il momento di raccontare alcuni aneddoti sulla giuria demoscopica, Bonolis la interrompe malamente, quasi rimproverandola per aver spezzato la ritualità della proclamazione con storielle del tutto puerili. E rimane lì, la sventurata, con un palmo di naso, delusissima, forse chiedendosi – come tutti, del resto – perchè Bonolis ha deciso di umiliarla così, mentre l’impalpabile Felini viene risparmiata regolarmente
3) I Negroamaro, che per me hanno presentato la canzone più bella sentita nel corso di queste due serate, ripetono l’esecuzione del loro brano per problemi tecnici al primo passaggio. Era l’1.00 di notte e io cominciavo a non connettere, ma giurerei che le due esecuzioni son state assolutamente identiche. Il raddoppio di visibilità, comunque, non ha giovato alla loro causa: eliminati (e figuriamoci)
4) Gran tristezza per il baratro in cui sono sprofondati Ale e Franz, che hanno pescato dal repertorio delle loro battute meno riuscite per attimi di gelo imbarazzante, col pubblico in sala che non rideva, Bonolis che faceva da spalla deprimendo ulteriormente l’atmosfera e, nel complesso, una gran brutta figura. Anche perchè, al termine del momentaccio, Bonolis manda la televendita che oscura il grido di speranza di uno dei due: “Ricordiamo il nostro film dal tit…”. Un momento terribile, sospeso tra l’accattonaggio pubblicitario e la pessima riuscita dal tentativo, che ha sortito l’effetto esattamente contrario.
4) Bonolis rimanda tutti a domani (oggi) precisando che l’ospite internazionale sarà Lola Ponce (già Esmeralda in Notre Dame de Paris, ha partecipato ad una trasmissione di Panariello. Di Panariello, capito?). Io mi sento preso in giro
5) Infine, come non menzionare il finale di trasmissione, quando saltano gli schemi per colpa dei risultati che non arrivano e Bonolis, nell’ordine
a) fa ricantare la Clerici e la Felini (orride)
b) brandisce il microfono e canta a sua volta Stand by me, suo cavallo di battaglia, steccando completamente l’attacco (un momento horror)
c) capisce di non essere in grado e chiama la Zanicchi in aiuto, ma la Zanicchi non sa la canzone e gorgheggia a caso, mentre Bonolis non sa più in che ottava si trova (attimi di panico)
d) in un impeto di Fiorellagine scende dal palco, lasciando la Zanicchi sola come un salame, e decide di coinvolgere del Noce (ormai autentica scialuppa di salvataggio nel vuoto a perdere dei programmi Rai). Ma Bonolis non è Fiorello, se lo metta in testa, e da qui in poi è una spirale perversa
e) mentre la Zanicchi prende dignitosamente posto tra i coristi, del Noce nicchia perchè non sa la canzone, per cui a sua volta chiama Giletti alla difesa della patria. Quello, che non aspettava altro che mettersi in mostra, a sua volta brandisce il microfono e canta in favore di telecamera con la faccia da piacione. Davanti alle rimostranze di un Bonolis alla ricerca di un pavimento pronto ad inghiottirlo, Del Noce dichiara di conoscere “Azzurro” di Celentano e l’orchestra attacca garrula, come farebbe una qualsiasi Demo Morselli Band. Trittico di surgelati canterini, quindi, con Bonolis che si crede un genio, del Noce rassegnato e Giletti in piena estasi da karaoke al Billionaire. Morale della favola: ad un certo punto pareva di trovarsi alla sagra della porchetta.
