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  • mar

La serata dei duetti – Trashcronaca

Non ci vuole certo una laurea in trashologia per capire che quella del venerdì sanremese sarà senza ombra di dubbio alcuno la serata più allucinante della storia dello spettacolo italiano. Le premesse per attimi davvero indimenticabili ci sono davvero tutte. Ma prima – ahimè – piangiamo insieme per quello che poteva essere e invece non sarà. Ci perderemo Califano coi Flaminio Maphia, i Velvet con Mario Venuti, le sorelle Iezzi con Kledi, ma SOPRATTUTTO Tozzi con la figlia (che però oggi tranquillizzano la popolazione: per intercessione di Mara Venier, lo spettacolo è solo rimandato a Domenica).
21.12 – Giunti alla quarta serata, la domanda nasce spontanea: perchè Bonolis apre il Festival con il triplo mento e la tipica voce che ti viene quando hai inghiottito un cocomero intero con tutta la buccia?
21.16 – Chi è lo stilista della Felini? In pensione, subito. E già che ci siamo, anche il parrucchiere: ha i capelli carichi di elettricità statica, sembra una medusa
Gigi d’Alessio: inizia da solo, coi jeans e la giacca. Aiuto: entrano i ragazzi di Maria de Filippi. Antonino e Maddalena (soprattutto), fanno un figurone, senza un briciolo d’emozione. Gli altri si esibiscono in una coreografia oscena, mentre due coppie di ballerini copulano inscenando un tristissimo passo a due di Steve. Klaidj fa break dance a caso. Un vestito migliore potevano metterselo, tutti.
Paolo Meneguzzi: il duo più tamarro che si sia mai visto è qui. Due universi si incontrano. Di Risio inizia con un vocalizzo che pare l’orgasmo di Harry ti presento Sally. Meneguzzi non tradisce le attese, stonando dalla prima all’ultima nota. Sembrano Paola e Chiara. Sono vestiti come due becchini. Chiudono con una serie di gorgheggi thriller, e piazzano altri due o tre sospiri per ribadire il concetto.
Marco Masini: ho paura di chi potrebbe entrare. A metà canzone mi chiedo quando entrerà la guest star, e mi accorgo che è già lì: è un po’ cresciuta, ma quel naso lo riconoscerei tra mille. Masini canta con la front girl dei Gazosa. La verità? La canzone ne guadagna. Poco prima Di Risio aveva solo raddoppiato lo sconforto, questa ragazza invece sa armonizzare, con voce e orecchio. Se la canzone durasse sei minuti in meno, comunque, farebbe un favore a tutti
Francesco Renga: duetta con il co-autore della canzone, Maurizio Zapatini, in veste di pianista. Ovvero: si esibisce senza nulla aggiungere a quanto già ascoltato (buuuh). La canzone ha momenti molto intensi e altri insopportabili
22.00 – Parola agli opinionisti. Iva si entusiasma per gli Amici di Maria de Filippi (sinergie Mediaset), gli “amici delle radio” scelgono Meneguzzi e Di Risio (figuriamoci), Vendrame viene interrotto da un “sei ridicolo” urlato dagli spalti. L’eliminato è Meneguzzi, la Clerici dice quello che avrebbe detto per chiunque: “OOOH, MA E’ UNA SORPREEEESA!”. Meneguzzi – che faccia di tolla – estrae il disco dalla tasca e lo regala a Bonolis, dimostrando di aver capito tutto dalla vita
Le Vibrazioni: partenza shock, con Elio senza storie tese che suona il flauto traverso con parrucca e basette posticce. Bravissimo, e la canzone mi piace sempre di più, ma fino all’inciso. Poi, purtroppo, si perde. Il tecnico delle luci proietta sul palco decine di loghi di Top of The Pops (???)
Matia Bazar: no, davvero, ora mi spiegate che caspita c’entra Sergio Muniz con quella specie di Mina uscita dal frullatore. Le si piazza accanto, stona come da copione e comincia a parlarle in spagnolo. Ecco, lì diventa tutto chiaro: lui fa la parte di Alberto Lupo. Accennano anche alcuni passi di danza, e temo per la protesi all’anca della cantante. Che una colata lavica li sommerga, ORA!
22.20 – Mentre Muniz rivede i fantasmi del Galà della pubblicità, la Clerici cerca di blandirlo e gli fa presente che con quella faccia non importa che balli, canti, presenti o stia semplicemente ZITTO. Ammazza, che complimento, la prossima volta dagli dell’imbecille e ci rimarrà meno male
Dj Francesco Band: buona l’idea di risollevare le sorti della canzone con Max Pezzali, ma non basterà (sempre che le mie bambole voodoo funzionino). Quando cantano insieme, la differenza tra uno che canta e uno che urla si sente drammaticamente. La canzone è qualcosa di osceno
22.32 – La Clerici pubblicizza le suonerie polifoniche delle canzoni di Sanremo. In prima serata, su RaiUno. Vergogna
Nicky Nicolai & Stefano di Battista Jazz Quartet: per celebrare degnamente l’angolo del taglio di vene, si esibiscono con Alessandro Preziosi vestito da pinguino, che osa e stona con grave sconcerto dei presenti. Proprio quando sto cercando di farla finita ingerendo il Coccolino concentrato, eccotela lì, Nicky di Rivombrosa, con quell’espressione sempre a metà tra lo stupito e lo strafatto
22.52 – Nel corso dell’intervista, Hugh Grant parla del suo rapporto coi bambini e dice cose che, se a dirle fosse stato Michael Jackson, ne avrebbero comportato l’immediato arresto per disordini della quiete pubblica (“li spavento”, “tendo a fare loro del male”, “ho alcuni cuginetti con braccia slogate, rotule rotte”). Se si trattava di umorismo inglese, non l’ho capito. Non oso pensare a quanti soldi gli hanno dato per non dire nè fare assolutamente NIENTE. Esattamente come nei suoi film: potrebbero usare un cartonato e sarebbe la stessa identica cosa
23.11 – Dj Francesco eliminato. Ricevere complimenti di consolazione da Marino Bartoletti e Gigliola Cinquetti è qualcosa di più frustrante della sconfitta. Pezzali fa da tappezzeria. Tutti e due fuori dai piedi, marsh
Nicola Arigliano: si esibisce con gli amici della bocciofila, per uno di quei momenti che piace tanto ai cultori del genere. Io avanzo di nuovo a passo spedito verso il Coccolino concentrato
23.22 – Mentre Bonolis regala al pubblico di Arigliano una jam session di un’ora e mezza, io penso che non è giusto: perchè i pensionati sì e Meneguzzi no? (aaaargh) E ancora, perchè in tutte le interviste Arigliano piazza un terrificante “salutami a soreta”? Un ictus o umorismo inglese anche per lui?
Toto Cutugno e Annalisa Minetti: lui è tinto da fare senso, lei è vestita da supposta e canta con uno sforzo tale che tra poco ci ritroviamo il colon prolassato sul pavimento. Sul più bello entra Rita Pavone, o ciò che ne rimane dopo anni di lampade UVA, vestita da Lady Oscar. Le due scimmie urlatici fanno a gara a chi spacca più bicchieri: bei momenti
23.33 – Per la serie “non c’è più religione” anche la Pavone si esibisce in un mega spot per promuovere il suo spettacolo d’addio: c’è gente che conta i minuti
Marcella Bella: canta col fratello Gianni quella che secondo me è la canzone più trash del Festival e di cui sento ormai di non poter più fare a meno. Anche la capigliatura non aiuta. Ed ecco che ad un certo punto, spunta Edoardo Costa che – evocato dal ritornello – si infila camica e giacca e si siede sulla scalinata (sto cercando di farla aprire con le bambole voodoo, ma niente)
Peppino di Capri: è giunto il momento tanto atteso. Peppino si siede al piano e inizia a straziarci i timpani, ma io non ho occhi che per lei, l’Eterea Fracci, che tra poco planerà sul palco come uno spettro coi calcoli. Ma… ma… attenzione, quella non è l’Eterea, è solo una losca figurante; rivoglio i miei soldi! Grandissima delusione: la Fracci – dicono – è a letto con l’influenza (seeee)
23.55 – Gwen Stefani ci riconcilia col pop, ma avrei preferito di gran lunga un’esibizione sullo stile dei recenti MTV Europe Awards. Tutto un po’ troppo minimale, con Bonolis che ricorda le origini romane della Stefani e contribuisce a buttarla ulteriormente in caciara (sacrilegio!)
00.01 – Ambra rovina quanto di buono fatto nelle serate precedenti definendo Arigliano “una botta di vita” e la sfiga si abbatte subito puntuale ed inesorabile: Arigliano fuori.
Marina Rei: il duetto con Riccardo Sinigallia stronca le mie ultime resistenza al sonno incipiente. Stonano che è una bellezza, mentre lei maltratta i bonghi
Antonella Ruggiero: vestita come un pupazzo di neve, si esibisce con due chitarristi (ma che senso ha? Potevi portarti Costantino!) e strappa un’ovazione dal pubblico in stato comatoso
Alexia: la Gialappa’s commenta la canzone in diretta (bella idea, scarso il risultato), mentre i Funk Off (bravissimi) peggiorano la canzone con un arrangiamento che non c’entra un tubo
Anna Tatangelo: la serata si chiude come si era aperta, con una canzone scritta da Gigi d’Alessio ed il contributo scellerato dell’entourage de Filippi. Mentre Josè e Rossella Brescia puliscono il pavimento col solito passo a due, la Tatangelo canta con Samantha con l’acca; brave entrambe, belle entr… ehm, bella solo la Tatangelo, canzone penosa
00.47 – Esce la Rei (e direi), che però si fa voler bene. Opinionisti ubriachi.
00.53 – Non credo ai miei occhi: stanno facendo ricantare i Giovani. All’1.00 di notte! Getto la spugna. Ancora sei canzoni, SONO PAZZI

  • 4
  • mar

New hits

I just wanna live, dei Good Charlotte (chiii?), ennesimo lancio dello spot tim, è il prossimo tormentone radiofonico annunciato. Per il momento è una bella canzone. Tra tre minuti potrei cambiare idea (son peggio della Vento)

  • 4
  • mar

Lo sprezzo del pericolo

Flavia Vento si candida alle regionali del Lazio assieme ai Liberali di Storace. Ma come, non simpatizzava per la Margherita, una volta?

non me la sono sentita di appoggiare un partito che poi alla fine non mi voleva. Infatti avevo chiesto anche la tessera, ma non me l’ hanno data

Chiamali scemi… e ora?

Vorrei fare delle cose per la Regione Lazio, come ad esempio trovare fondi per orfanotrofi, dare spazio alle ragazze madri. Insomma delle idee ce l’ho

Argh. Resta comunque la sorpresa per questa svolta imprevedibile, non trovi?

credo che a 27 anni uno può anche cambiare idea. Hanno cambiato idea Mastella e Dini: non posso cambiare idea io che ho 27 anni? Poi ho capito che sono molto conservatrice: sono contro l’ aborto, contro le droghe.
  • 4
  • mar

L’incesto

Questa mattina, poco prima di uscire, mi sono accorto che Judie Abbott si è sposata con Jervis Pendelton. Il deus ex machina tanto atteso (…) è arrivato sul finire di puntata: suo marito e Papà Gambalunga sono la stessa identica persona.

  • 4
  • mar

Chi di Sanremo ferisce

Sempre in tema di sorprese inaspettate, frittole mi regala una pungente parodia del sottoscritto alle prese con l’ansia da trashcronaca

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