• 6
  • mar

Zapping

Non per tornare a sparare sulla croce rossa, ma se c’è una cosa più triste di Gigi Sabani che crede di saper imitare i politici, quella COSA è Maurizio Costanzo che sottolinea qualsiasi tentativo mal riuscito con un poco convinto e convincente “E’ UGUALE”
A Domenica in, frattanto, Mara Venier si siede inavvertitamente sul clarinetto di Stefano di Battista, poggiato su una sieda, e si scusa: “in effetti sentivo qualcosa di appuntito, là dietro”. E poi dicono di Mike Bongiorno. Sempre a Domenica In, dove come ogni anno si celebra il riassuntone sanremese, se ne stanno sentendo davvero di tutti i colori:
1) un giornalista parla di Bonolis e dice “è l’Alberto Sordi italiano” (e Sordi cos’era, il Chaplin thainlandese?)
2)Stefano Zecchi ha deciso di dare un senso alla sua presenza su quel palco sostenendo il più trito dei luoghi comuni: quest’anno lo spettacolo ha oscurato la musica, il festival è morto. Giusto, e i neri hanno la musica nel sangue e la palla è rotonda. Bravo Zecchi, continua sempre a fare queste figure, mi raccomando. Spero ti paghino bene
3) Paola e Chiara spiegano che la loro canzone quest’anno era meno dance perchè la loro è stata una scelta autorale, nata dalla voglia di apparire più mature. Brave, dignitose, se non fosse che mentre lo dicono il maniaco Giletti arriva da dietro, le abbranca in presa e le porta via come bimbe in fasce
4) Di Arigliano si è detto tutto, ma nessuno mi ha ancora spiegato un perchè convincente o anatomopatologico dei suoi “buuuh!” durante le interviste, o dei “salutami a soreta”. Poco fa ha alitato in faccia alla Venier, dicendo: “si sente l’aglio”? E quella, sorridendo: “sì, un po’”. Ora, le cose sono due: o è il tipico nonnino a cui superata una certa età si consente tutto, o è completamente impazzito. La gente però ride. Mara è imbarazzata, non riesce a contenerlo, però lui è Arigliano, quindi ride anche lei e lo chiama genio.

  • 6
  • mar

Manco morto

Manuale d’amore“, un film che accoppia in un solo colpo la partecipazione di Francesco Mandelli detto il Nongio e di Silvio Muccino detto IL COSO: devo aggiungere altro o può bastare così?

  • 6
  • mar

Supergiovani

E lo spot patinatissimo di quel tizio di almeno 50 anni che si sente insicuro quando corteggia le coetanee per via dei capelli bianchi, ma poi li tinge color mogano e la vita gli sorride? No, dico, lo spot termina così: il tizio va a cena con la sua nuova fiamma, si mostra più disinvolto e quella, sul portone di casa: “Vuoi entrare?”

  • 6
  • mar

Promossi e bocciati

Facciamolo, ‘sto bilancio di fine Festival, e poi non se ne parli più perchè ho raggiunto la saturazione.
Promossi
- Antonella Clerici: ha interpretato il suo ruolo di padrona di casa con ammirevole spirito di sacrificio e devozione alla causa. E’ stata al proprio posto, senza strafare; chiamata in causa ha sempre risposto presente.
- Ambra: smessi i panni di quella che aspetta l’imbeccata dell’auricolare o, peggio, quelli dell’adolescente del capolavoro trash “Favola”, Ambra è più matura e sicura delle sue opinioni, che esprime con buona proprietà di linguaggio e ottima scelta di tempo. Ha trasmesso i suoi sentimenti con stile e riservatezza
- Will Smith: simpatico e guascone, con grande senso della scena e nessuna paura di sporcarsi le mani con un pubblico diverso dal suo
Senza infamia e senza lode
- Paolo Bonolis: è andato a sprazzi. Genio e sregolatezza nelle situazioni impreviste, buon intrattenitore nell’interagire con gli ospiti internazionali. Ma anche di una pesantezza estenuante nel pontificare e stressarci l’esistenza con insopportabili tirate buoniste di cui nessuno sentiva il bisogno. Il clima cupo di morte che ha aleggiato sin dal primo giorno sull’Ariston lo ha aiutato a mascherare le pecche di uno spettacolo molto poco divertente
- Federica Felini: poverina, lei è così, non possiamo fargliene una colpa. Non è una colpa essere una ragazza semplice, forse un po’ svampita e certamente emozionata. Scarso contributo allo spettacolo, ma la colpa è di chi l’ha scelta, casomai
- Hugh Grant: non ha fatto niente, a parte ricevere fra le mani l’assegno per la sua partecipazione. Chiamalo scemo. Anche nei suoi film, del resto, non è mai stato nulla più che una presenza, quindi perchè stupirsi?
Bocciati- Il gruppone degli opinionisti: si son mostrati più o meno tutti troppo allineati e conformisti (anche Vendrame, sparito col passare delle serate). Non conosco quello in prima fila che Bonolis faceva parlare di più, ma certo è che diceva cose indecenti e lecchine da fare impressione
- La regia: soluzioni molto ripetitive; spesso e volentieri venivano ripresi i cameramen (orrore!). Fossimo stati a Buona Domenica avrei anche capito, ma a Sanremo ci si aspetta qualcosa di più anche in fatto di confezionamento delle immagini
- Cristina Chiabotto: assolutamente asociata da qualsiasi contesto. Viveva in un mondo tutto suo
- Vasco Rossi: impropriamente presentato come l’ecce homo, non ha fatto l’errore di sputare sul festival, una volta sul palco, ma il punto per me è che al festival non doveva nemmeno andarci. A Sanremo, gli italiani, o in gara o niente: troppo facile, altrimenti. La sparata sul fumo, di cui leggo oggi su Repubblica, sa molto di anticonformismo bollito e stanco

  • 6
  • mar

Obesi

FRANCESO RENGA NN VINCERA MAIII XKè UN MIO AMICO CHE LO CONOSCE L’H A VISTO E LO CONOSCE E MI HA DETTO CHE NON SA SUONARE LA CHITRARA!!! COME FA!!! INVECE SPERO CHE VINCE IL GRANDE GIGI D’ALESSIO E LA GRANDE ANNALISAAA CHE è TR SIMPATICA E FORTE E GENTILISSIMA E CI CHATTO ABB SPESSO DOVRESTE CONOSCERLA ANCHER VOI!!! COSI NN SARETSE COSI INVIDIOSI PERCHE VOI NN SAPETE BALLARE E CANTA RE E NN SAPETE FARE UN CA*** SOLO STARE LI A CRITICIARE COME MINIMO SIETE DEI OBESI!!! AH AH L INVIDIA è BRUTTA AAAH!!!

Non so voi, ma una che scrive così io me l’immagino come la strega di Biancaneve.

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