• 30
  • apr

Post di servizio


Due ringraziamenti due: il primo all’eterno Masayume, che mi ha regalato le iconcine da commento in stile Ciccsoft, il secondo ad unit, che mi ha stupito lavorando ad un livello più sotterraneo, ma non meno concreto: con una piccola modifica nel codice ha tamponato, se non risolto, l’ormai celeberrimo bug Papa = PaPa.

  • 30
  • apr

You don’t own meeee

Una circostanza fortunata poco fa mi ha portato su Canale 5, giusto il tempo per non perdermi la scena cult de “Il club delle prime mogli” in cui le tre protagoniste ballano e cantano deliziosamente alla fine del film

  • 30
  • apr

Attenzione attenzione

In caso di vittoria con contemporaneo pareggio o sconfitta del Virtus Villa, il Cervia potrebbe vincere quest’oggi la coppa Malù e approdare alla serie Dilettanti (…). Per la cronaca, al 23esimo del secondo tempo, Campioni in vantaggio sull’Alfonsine con gol di Giuffrida e pari del Virtus Villa. Prossimo aggiornamento a breve. Se vincono mi aspetto scene di esultanza trash in stile finale di Champions League, tanto ormai è saltato qualsiasi scampolo di logica calcistica

30esimo minuto: vantaggio del Virtus Villa, la festa trash si allontana

  • 30
  • apr

Momenti che vorremmo non finissero mai


Un momento sublime, per gli amanti dell’orrido, la consegna del David di Donatello a Tom Cruise, ieri sera. Io credo che nemmeno la sagra della porchetta di Ariccia raggiunga livelli di trash così spudorati. Si comincia con generose inquadrature di Katie Holmes, che fino a ieri conoscevamo solo noi carampani di Dawson’s Creek, e adesso chiunque ti recita la filmografia a memoria. Poi Bongiorno e la Corna (sic!) mandano un filmato di circa sei ore con spezzoni tratti da film celebri del premiato; al ritorno in sala dopo un’eternità (ce n’era di che andare a farsi un tramezzino e andare in bagno due volte, per i cultori della cistite), Bongiorno chiama Tom Cruise (che da allora chiamerà “Crus” per una decina di minuti, come a domandarsi continuamente il perchè di una gag così malriuscita), il quale sfodera la sua arma preferita, il sorriso Durbans, e attende giustamente istruzioni. Seguono momenti di amnesia, gelo e silenzio tombale, di quelli che mi piacciono tanto, in cui la Corna intravede di nuovo lo spettro del Galà della Pubblicità con Muniz e Walter Nudo; un momento imperdibile interrotto dall’ideona di Mike, che in un impeto di lucidità latente, si ricorda del messaggio in italiano che CRUS dovrà pronunciare urbi et orbi. Ma prima c’è la consegna del premio, annunciato con l’entusiasmo di un orefice (“Pensate, amici telespettatori, un premio preparato da Bulgari! Hai capito, eh? eh?”). Il tutto condito da ulteriori voragini di silenzio terrificante e da ennesime inquadrature della Holmes, che guardava Mike come guardava Dawson quando s’imparanoiavano sull’annosa questione: “con la lingua o senza?”. A quel punto è Crus il camerlengo che decide di reggere la mente vacante del conduttore, e sfodera dalla giacca il mitico foglietto strappa applausi, per un siparietto che ad un attore americano in trasferta riesce nove volte su dieci: “io leggo male, loro s’impietosiscono e mi applaudono perchè conosco le lingue”. Per concludere, il non plus ultra: Mike decide che può bastare e gli urla in faccia: “Adesso che facciamo?”. Quello chiaramente non se ne va e viene congedato praticamente a spintoni come una qualsiasi valletta della Ruota della fortuna

  • 29
  • apr

Ma basta!

Mike Bongiorno: Leggo qui che sei appassionato di biografie! Qual è la tua biografia preferita?
Bambino: MUSSOLINI.

  • 29
  • apr

La carabiniera ci fa la grazia

La pagina degli spettacoli di Tgcom fa spettacolo nello spettacolo. Oggi dedica un articolo a Massimiliano Varrese definendolo “personaggio televisivo del momento” (eeeh?), poi ospita un’intervista a Roberto Farnesi che lascia Carabinieri (ma perchè, faceva Carabinieri?) dichiarando tutto orgoglione che questa fiction gli ha dato tanto, ma “ho già fatto tre serie su quattro”. Guarda che potevi risparmiarcele tutte, se proprio la metti in questi termini. Questa notizia mi permette di dedicare una nota a margine ad uno spin off di Carabinieri di cui nessuno sentiva il bisogno, che segna il ritorno di Manuela Arcuri alle prese con alcune faccende amorose da risolvere (che è un po’ la sua occupazione principale anche nella vita). Dico io, sono anni che spero non dico in uno spin off, ma in un piccolo ritorno di Clooney e dell’infermiera Hathaway (non si scrive così, mi arrendo incondizionatamente) ad ER, così da capire un po’ cosa accadde quel dì. Ma anche le vicende di Brenda di Beverly Hills a Parigi potrebbero essere più interessanti: che caspita ci interessa dell’Arcuri carabiniera?

  • 29
  • apr

Neoton


Mi stupisce lo stupore relativo al filmato in cui si vede un Cannavaro d’annata che si sottopone a infusione di creatina alla vigilia della finale di Coppa Uefa 1999. Immagini presentate da Raidue al grido di “sequenze shock”. Un fatto che mi stupisce per varie ragioni. La prima è che non c’era certo bisogno di questo filmato per capire che l’uso di energetici non dopanti è una prassi tristemente comune nel calcio professionistico. Posto che quella flebo Cannavaro non la faceva per curare una fastidiosa gastralgia, direi che sarebbe decisamente il caso di rendere più estensiva la definizione di doping, decidendo una buona volta se comprendervi dentro quella terra di nessuno fatta di vitamine, energizzanti e incrementatori di prestazioni. Quindi si può rimanere delusi dall’uomo, dubitare della sua correttezza, e anche rimanere un po’ sconcertati di fronte all’atmosfera goliardica del filmato, che faceva un po’ girone dantesco, però il farmaco non è dopante, quindi stiano attenti ai processi sommari e pensino di più alle falle delle leggi del calcio. La cosa che lascia più sconcertati, però, è la disinvoltura con cui Punto a Capo, trasmissione cronicamente affamata di ascolti, ha mandato in onda il filmato senza un briciolo di garantismo per la privacy del calciatore. Perchè dobbiamo scindere l’aspetto emotivo dal resto: se la sostanza non è dopante, Cannavaro è innocente, e la Rai dovrà pagare cara questa incredibile gogna mediatica con relativo danno d’immagine.

  • 28
  • apr

Modeland

C’è questa trasmissioncina senza pretese di All Music che è una specie di gioco per aspiranti modelli, e che potrebbe tranquillamente passare inosservata se non fosse per alcuni elementi che la rendono irrinunciabile. La sigla, la grafica ed i jingle, innanzitutto: ruffianissimi. Poi c’è la giuria di modelli e modelle, con insite stramberie tipo Anna Mascolo. Ma soprattutto ci sono i due conduttori e le loro facce da Zoolander, esilaranti. Come caspita faccia in particolare uno dei due, tale Christian “The face”, a mantenere quell’espressione indefinibile per circa un’ora senza ridere, è un mistero appassionante

  • 28
  • apr

Il magico mondo dei calciatori

Ho sposato un calciatore” mantiene le promesse e si conferma un distillato di trash cristallino. C’è la storia del calciatore e della velina con la suocera in casa: orribile. C’è la storia del calciatore approdato al lusso, con un figlio dato in adozione che la moglie vuole riprendersi a tutti i costi: disgustorama. Ma poi ci sono loro, i coniugi Seganti, che illuminano la scena con dinamiche credibilissime: ve lo immaginate un Totti fedifrago che apprende dell’acquisto di un sostituto argentino e cerca di uccidere l’allenatore (ovvio!), mentre la Blasi s’ingegna di completare l’opera pagando un’infermiera killer e compiacente per praticare l’eutanasia al letto del politraumatizzato? Ecco. Seganti interpreta il tamarro da esposizione (e non credo faccia molta fatica): catenona d’argento da quindici chili, anelli e borchie, un pizzetto da deficiente. Jane Alexander sniffa cocaina prima di tutti gli spot pubblicitari, sgomita per fare la reginetta delle mogli e ammicca verso qualsiasi mammifero facoltoso le capiti a tiro. I due vivono in una casa allegra e accogliente come una catacomba e tramano dalla mattina alla sera litigando come esagitati. La pellicola è impreziosita da intensi cammei che da soli varrebbero la visione (Costantino e Maria Monsè compaiono per pochi secondi: che spreco!) e da situazioni al limite dell’incredibile, col bambino adottato che rinnega i genitori poveri perchè vuole quelli ricchi, Seganti che reinterpreta il cameratismo dei calciatori palpando il sedere dei compagni, le mogli che si bullano di esser parte attiva della carriera dei mariti grazie ai propri defilee in tribuna vip, i telegiornali di Italia1 condotti da Lucia Blini e Monica Gasparini

  • 28
  • apr

Farsene una ragione

Lei per me era tutto, non potevo stare cinque minuti senza di lei, era la vita, l’aria d’angelo azzurro…a volte androgina, a volte geisha orientale. Lo sguardo, la bocca, insomma il tormento e l’estasi

No, non è il nuovo romanzo di Melissa P, è Baccini che rievoca Dolcenera intervistato dal Corriere della Sera.

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