Mi ha fatto molto ridere questo incipit di tgcom:
Doveva arrivare Madonna direttamente da Londra. Invece, la popstar ha dato forfait, ma alla festa per il ventennale di Dolce e Gabbana si è presentato Silvio Berlusconi.
Divertente perchè ieri era anche il compleanno di Sua Emittenza, il quale ha praticamente scroccato la festa, tant’è che a fine serata Dolce e Gabbana gli hanno consegnato anche la torta
A notte inoltrata si è visto “recapitare” una grande torta a base di fragole e zabaione su cui Dolce e Gabbana avevano fatto scrivere “Happy birthday for president”. Insomma, nel grande giorno dei due stilisti, l’attenzione è stata ancora una volta tutta per lui.
Sto maturando un’insana passione per i commenti ai miei post ripresi da Libero blog. Eccone alcuni tratti dalle ultime 30 pagine.
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Premettendo che per me gli spot 892892 sono stati una ventata di freschezza nel grigio panorama della pubblicità nostrana (anche se so che il 90% della popolazione farebbe volentieri lo scalpo ai due ballerini), devo rilevare che il proliferare di compagnie responsabili dei nuovi servizi 12 ha raggiunto proporzioni semplicemente ridicole. In questo momento la tv passa gli spot del 1288 (coi due mostrilli rossi), 1254 (col numero scritto dappertutto), 1240 (manco me lo ricordo) e 892829. Ciascuna compagnia cerca di imporre il proprio numero all’attenzione scopiazzando gli spot dell’altra, è una roba insopportabile! Sì, avete intuito bene, per me i due mostrilli rossi sono stati la goccia che fa traboccare il vaso. E intanto, paginebianche.it perde colpi e non trova più un numero che sia uno: fa parte di un piano ben preciso?
Ho visto lo spot che celebra il numero 200 di The games Machine, e tutto un mondo mi è riaffiorato alla mente. Un mondo fatto di riviste come Zzap! e Console Mania, di redattori che si firmavano col nick, di macchine favolose come il mio Amiga 500 con espansione. Quanto mi piaceva quel giornale: com’è che da un mese all’altro non l’ho comprato più? Leggere quelle recensioni ironiche e graffianti, oppure le rubriche e la posta, era un po’ come visitare dei blog ante litteram
Con lo scontro tra Costantino e Al Bano credevo di avere visto tutto, col primo da studio che provocava da par suo, e l’altro combattuto tra la carogna che gli si arrampicava sulla spalla e la voglia irriducibile di apparire arguto e misurato: un teatrino indimenticabile. La copertina, però, stavolta la ruba l’incredibile sfogo di Enzo Paolo Turchi, copiosamente in lacrime, che supplica: “CARMEN, TI PREGO, FAMMI ANDARE VIA!”. E in un attimo si svelano gli altarini della coppia più misteriosa del mondo: lei non porta i pantaloni, porta un completo sadomaso con frustino e manette di peluche. Tuo marito ti supplica in diretta tv di lasciarlo andare (e già questo è inquietante), piange e urla che non ce la fa a continuare e tu… e tu che fai? Gli fai il cazziatone! Carmen cambia volto, si trasforma in una delle Erinni e inizia a scaricargliene addosso una carrettata, con la lucidità e la calma di un serial killer. Dieci minuti di faccia a faccia con quello che protesta di essere in grado di decidere da solo e quell’altra che vede sfumare i progetti dell’estate per colpa di una pavida mammoletta ossigenata e gli ripete meccanicamente “tu non sei in te, tu non sei tu”, come a tentare di ipnotizzarlo nuovamente. E mentre Monica Setta addita la donna di ghiaccio eleggendola “mostro del millennio” e minacciando di trapassarla da parte a parte col suo naso appuntito, Daniele Interrante (sic) chiude la faccenda introducendo elementi thriller: dietro la “crisi esistenziale” di Enzo Paolo ci sarebbero “fatti risalenti al dopoguerra”, scheletri riaffiorati improvvisamente in superficie, che solo Carmen potrà nuovamente ricacciare nel profondo, come accadde tanti anni fa. Non so voi, ma era dai tempi di Twin Peaks che non mi appassionavo tanto
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Sì, la chirurgia estetica alimenta i falsi bisogni e bla bla bla. Certo, un seno naturale è meglio di uno finto etc. etc. Però la sapete una cosa? Giorgia Palmas ha festeggiato il seno nuovo (c’è ancora lo scontrino attaccato) con l’edizione 2006 del calendario di Max, e a giudicare dal prima/dopo spiattellato in ogni dove (giornali, web, tv), le sue proporzioni c’hanno decisamente guadagnato
Prova di accesso alla prova di coraggio (?): due concorrenti volontari, un uomo e una donna, dovranno farsi rasare il cranio da una tizia armata di lametta. Alessandro Greco si offre volontario fra gli uomini, poichè la produzione ha escluso dalla prova Ciufoli (è calvo), Bashir (è stempiato) e Sperti (si rade spesso il cranio e lo rifarebbe volentieri, per cui non vale). La scena della rasatura e del suo primo piano inquieto è qualcosa di semplicemente raccapricciante, che vi risparmio. Ma il bello deve ancora venire: quale donna donerà la sua chioma alla causa del gruppo? Segue florilegio di scuse esilaranti: Lubamba (nooo, io ho le extensions), Hampton (devo lavorare, quando esco di qui!), Radchenko (sono l’unica bionda!), Rettondini (Non esiste), Bocci (non voglio). Rassicurata sul fatto che anche senza capelli lei “è bella comunque” (cosa sulla quale ho i miei seri dubbi) poichè le sue orecchie “sono magnifiche” (Perego dixit), Alessia Mancini decide finalmente di immolarsi.
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Ad Amici di Maria de Filippi le torture psicologiche sono solo un ricordo: finalmente si è passati direttamente a quelle fisiche. Due allievi hanno subìto la consueta rappresaglia di Cerbero Sfondrini, rei di un ritardo ingiustificato rispetto all’orario di inizio delle lezioni. La giustificazione della ragazza avrebbe intenerito l’incredibile Hulk, ma non certo l’inflessibile direttore della scuola: bloccata sulla Napoli Roma da un’orda di manifestanti, è stata poi fermata dalla polizia per eccesso di velocità (cercava di recuperare il ritardo) con ritiro della patente e multa di 400 EURO (con tanto di verbale esibito a mo’ di prova). Chiunque avrebbe giustificato il ritardo, dopo un simile concentrato di sfighe, MA CHICCHO NO. Giunta trafelata e con il morale a terra, prima si è dovuta sorbire la terribile reprimenda pubblica, con annessa inevitabile morale sul rispetto dei limiti di velocità , poi le è piombata tra capo e collo l’insolita punizione: sospensione dalle lezioni per tre giorni a obbligo di pulizia della scuola con secchio e strofinaccio.
Lapo Elkann si traveste ancora una volta da Giovanni Agnelli e si sforza di regalare ai giornali una frase da scolpire nella pietra
quei tre [Moggi, Giraudo e Bettega, ndr] mi ricordano Caino e Babele
Punto primo: Caino e Bachììì?
Punto secondo: anche ammesso che intendesse Caino e Abele, e considerando che si parla di gente notoriamente antipatica, come esplicitato dal resto dell’intervista… si può sapere che caspita voleva dire?