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- ott
Mama mia let me go
Oggi fa 30 anni la canzone fantasmagorica per antonomasia: Bohemian Rapsody
Divertente il promo de “L’infedele“, in cui un Gad Lerner versione rabbino capo di La7, con la barba lunga e ispida, si reca dal barbiere per raderla a zero annunciando che finalmente “si torna a lavorare”
Update: questo è un post giustamente occupato, perchè l’attualità incombe; basta, non si parla più di Lerner. Tra i commenti si parla piuttosto dell’inaspettata citazione pomeridiana di questo blog a Verissimo (a Verissimo! obiettivo inaspettato) all’interno di un servizio sul rapporto tra web e Lecciso. La mia nemesi. Proprio oggi volevo scrivere che giudicavo disgustosa l’ostinazione con cui Striscia la Notizia non ha ancora mollato la presa su questa fiction sovradimensionata, e AUTOLODARMI per non averne parlato praticamente mai, pure in questi giorni così densi di cose da dire (volevo segnalare ad esempio l’ipocrisia cosmica di Maurizio Costanzo, che continua a parlare del Cellinogate in lungo e in largo invitando gli altri a non farlo e a lasciare in pace “la povera Loredana”).
Oggi fa 30 anni la canzone fantasmagorica per antonomasia: Bohemian Rapsody
La notizia del giorno, nella blogosfera, è che l’homepage di splinder è stata hackerata da qualcuno che non aveva niente di meglio da fare. Ligo, che ringrazio, mi ha spedito uno screen capture dell’evento (forse non dovrei reclamizzarlo, ora che ci penso, perchè eventuali proseliti potrebbero ingolosirsi, ma facciamo finta che non l’abbia fatto, ok?).
Un sottopancia appena intercettato su Canale 5 ci dice molto, se mai avessimo avuto dubbi, sulla spontaneità e genuinità della corrispondenza nel triste programma di Maria de Filippi
Assistendo all’esibizione degli Oasis a Quelli che il calcio mi è venuta in mente una domanda che giro agli esperti: quando un gruppo si esibisce in playback col cantante che fa il pesce e gli strumentisti che fingono di suonare, il pubblico da casa ascolta la canzone, ma il pubblico in studio immediatamente dietro di loro, invece, cosa sente? Qualcosa di anche solo lontanamente simile all’originale o solo cacofonia?
N.B. Per la cronaca, se i due Gallagher avessero saputo che Beldì gli ha piazzato un effettaccio neve per tutta la durata della seconda canzone, robe che neanche nei video trash degli anni 80, sarebbero saliti subito in regia per mangiargli il cuore coi carciofini sott’olio. Per quanto riguarda l’intervista di rito della Ventura, uno di quei momenti evitabilissimi che mi fa vergognare di essere italiano, tutto si è svolto col tradizionale imbarazzo: Noel rispondeva sconcertato alle domande idiote della conduttrice, Liam masticava una gomma a bocca aperta palesando segni di insofferenza. Altri cinque minuti e la massacrava a testate. Ho temuto per la sua incolumità anche quando ha abbracciato un freddissimo Noel (che non ha ricambiato) tenendosi a debita distanza dal fratello, che oggi non doveva aver preso le sue medicine, perchè pareva più sinistro e pericoloso del solito
Da qualche settimana a questa parte un Maurizio Costanzo particolarmente affamato di ascolti ha rispolverato gli spaventosi Centocelle Nightmare (un incubo, mai definizione fu più azzeccata), costringendoli ad esibirsi sul finale di puntata per fare un minipicco da consegnare in dote a Paolo Bonolis. La cosa esilarante è che questi bufali dallo spiccatissimo Q.I. adesso non si accontentano più di provocare tripudio tra le signore attempate del pubblico, ma cercano di arricchire l’esibizione con coreografie sempre più lunghe e articolare. Così lunghe che la settimana scorsa, dopo tre minuti di ancheggiamenti, quelli di Canale 5 – in clamoroso ritardo sul palinsesto pubblicitario – sono stati costretti A SFUMARLI e a mandare il famoso “tassativo” prima ancora che i selvaggi si fossero tolti il giubbotto e la maglia della salute. Ricordo che il pensiero del tricheco furioso mi ha provocò una gioia inarrestabile
Ieri pomeriggio FORSE vi siete persi questa nuova trasmissione di Raidue che io stesso ho incocciato per caso. Il tentativo è di riprodurre le gloriose gesta della Wilma ponendo una tizia a cucinare da sola davanti alle telecamere. Il concept della trasmissione è quello di offrire agli spettatori ricette rapide e di semplice esecuzione, che vengono preparate in tempo reale dalla giovane conduttrice; questa in pratica – è questo il lato sublime della faccenda – si fa la telecronaca da sola. Durante l’oggi cucino io della Clerici, se ci fate caso, i tempi morti sono riempiti dai dialoghi con la Moroni e dalle canzoncine dello Zecchino. Il programma della Wilma invece aveva una marcia in più perchè mancavano tutti questi riempitivi, e i tempi morti erano la regola, per cui la conduttrice si sforzava di proporre al pubblico tutta una serie di moine, tic e tormentoni con lo scopo di evitare i drammatici silenzi durante la preparazione del piatto. Per Wilma, ad esempio, tutto finiva in -ina: c’erano la forchettina, la terrina, la patatina, la carotina, etc etc. Ma veniamo al presente: la conduttrice (che io son certo di aver già visto condurre il Disney Club, anche se non so come si chiama) sembra una persona normale: non possiede una tecnica stellare, quando taglia il sedano o affetta la zucca, e questo me la rende già parecchio simpatica (“Toglietete la buccia alla zucca, ok? Così, ok? Uhm, mi sa che ho tolto anche la polpa. Beh, adesso prendete la polpa della zucca, SE NE RIMANE dopo aver tolto la buccia”). Ci sono poi dettagli trash da antologia: il suo intercalare è pieno di gemiti (!) e ripetizioni (Il suo “ok?” potrebbe diventare un tormentone) con le quali cerca di riempire le pause di cui sopra e di dare un ritmo alla trasmissione, che è fatta di dettagli poverissimi: c’è lei da sola davanti alla telecamera, punto. Le ricette durano sei o sette minuti, e i tagli sono rari. Una cosa che ho approvato è che le preparazioni base vengono realizzate su misura, evitandoci dunque quelle situazioni da panico del tipo “e ora amalgamate la crema pasticcera che avete già pronta in frigo perchè l’avete preparata la sera prima, VERO?”. Una cosa che invece ho disapprovato è la rubrica “ricette semplici semplici con quello che c’è“, che avrebbero dovuto chiamare in qualsiasi altro modo meno che in quello, visto che se mi saltasse in testa di preparare il guacamole, come ha fatto ieri la tizia, difficilmente aprendo il frigo troverei un AVOCADO, un LIME, un POMODORO VERDE e del CORIANDOLO. (Ricette con quello che c’è? Io ‘ste cose a momenti non le trovo nemmeno al supermercato)
Non solo è stato miracolato, ma ha pure la pretesa di lamentarsi. Il tizio che ad Amici due settimane fa ha perso la sfida con Giovanni, e che la settimana scorsa per ragioni misteriose è stato riammesso per sfidare tutti i ballerini e conquistare il posto vacante (Giovanni nel frattempo è stato fatto fuori tramite scrutinio a tradimento), è stato astiosamente rimbrottato da Cerbero Sfondrini perchè stavolta il troppo è troppo. Regole della sfida: i ballerini titolari sono sei; se Michele ne batterà almeno cinque, con la possibilità di assegnare loro i pezzi meno congeniali, entrerà a far parte della scuola della musica e diventerà anche lui un personaggio mitico. Postumi della sfida (o della sfiga, in questo caso): Giovanni, come si è detto, è stato freddato dai professori; Gianluca non può sostenere la sfida perchè si è infortunato nei giorni scorsi. Rimangono quattro ballerini, e Michele ne dovrà battere n-1, dunque 3. Capite bene che una cosa è batterne 5, una cosa batterne 3: dunque non solo il tizio sta per avere la sua seconda possibilità , privilegio negato a molti se non tutti, ma la sua rischia di diventare seriamente una passeggiata di salute. Ebbene, accade che il tizio affronta le quattro sfide ma ne perde una. Chicco cerca di rendere la situazione meno scandalosa e annuncia che stando così le cose, ai fini della decisione finale in merito alla sua ammissione, dovrà comunque essere disputata anche la sfida col ragazzo infortunato, non appena le sue condizioni glielo permetteranno. E qui, quando credi che il più volte miracolato non dovrebbe fare altro che lavare il pavimento con la saliva mormorando sentiti ringraziamenti, succede l’imprevisto: Michele dice che no, non se la sente di andare avanti. “Nooo” del pubblico prezzolato, dal quale Michele trae l’energia per l’inaspettata polemica: “E che succede se mi infortuno io? Si rimanda ancora?”. Ecco, lui voleva entrare oggi. Non solo le regole vengono stabilite periodicamente col bussolotto, e non solo a ben guardare la sfida andrebbe già considerata persa (due sconfitte, visto che nel duello con Giovanni – il de cuius – Michele aveva già fallito, nonostante il tentativo della Commissione di delegittimare il primo Giudice). Niente, il miracolato non conosce la vergogna, e si ribella. Lì Chicco sputa lingue di fuoco (“Non ti permetto di parlare così di un tuo collega infortunato”) e il ragazzo tira i remi in barca protestando timidamente che non è facile allenarsi per tutta la settimana, arrivare al sabato e vedere rimandata la decisione. Ma chi caspita te l’ha chiesto, di allenarti tutta la settimana? Per me dovevano buttarti fuori al primo colpo, al primo accenno di protesta! Chicco, mi meraviglio di te: perchè i titolari li rieduchi con l’elettroshock e da questo fighetto viziato ti fai calpestare in questo modo, consentendogli di dettare le regole? Niente pulizia dei vetri, per lui, che ha osato sfidarti? Niente nota sul registro? Non è giusto, avvocato Coratella, che si sappia. In conclusione, per intercessione di Maria e in virtù di un provvido ripensamento, il ragazzo disputerà la sfida d’ingresso, e presumibilmente la vincerà . E Giovanni, che l’aveva battuto, nel frattempo è tornato a casa, mestamente.
Sono inquieto: non per contribuire all’inutile allarmismo di questi giorni, ma ho letto in un forum un post a nome vificunero, che annuncia con prove documentali che l’influenza dei polli è arrivata a Parigi.
Il commento di Barbara Petrillo, di professione Letteronza a Mai dire Lunedì, appaga pienamente il mio senso estetico.