Zoro, sagace autore di parecchie divertenti cronache del Grande Fratello, è appena stato intervistato da Marco Liorni in mezzo al pubblico di sostenitori assiepato accanto alla porta rossa. Come abbia fatto a dire cose di senso compiuto in mezzo a quella bolgia di scalmanati è ancora un mistero (c’entra lo yoga, secondo me). La Marcuzzi ha pure proposto di scritturarlo in qualità di autore del GF7. Zoro stesso saprà dire dell’effetto straniante dato dalla successione dei suoni gutturali pronunciati da un tifoso di Leila, seguiti dal suo intervento tecnico pronunciato in italiano corrente.
Nel frattempo, come se fosse la cosa più normale del mondo, Enrico Papi scrive una lettera aperta a Matteo Failla di teledicoio. Sono andato a spulciare in archivio per controllare quante sono le probabilità che una evenienza così lussuriosa possa verificarsi anche qua e ho scoperto che – per ragioni che non ricordavo – sono davvero poche.
Il punto però è un altro: se Zoro disquisisce con Liorni e Failla con Papi, per quale ragione Jeansy non mi manda una buona volta lo storico jingle?