• 22
  • feb

Osservatorio Selvaggia / 4

E così, giunti al settimo giorno, Verissimo si ricordò delle due nominate. Secondo Signorini, se ho capito bene, nè Selvaggia nè la Kriz sono funzionali alla buona riuscita di questo reality (e certo, teniamoci Marcus e Montano, che sono utilissimi), mentre Platinette squarcia il muro d’omertà per rispolverare una teoria che ho già letto da qualche parte: “Selvaggia ha detto peste e corna dei reality, per cui giustizia vuole che torni a fare il critico, cosa che sa fare benissimo”. Poi torna sui suoi passi e precisa che Selvaggia rimarrà, perchè la Kriz si trova “al confine tra il nulla e il niente”. Se supera questa nomination, è difficile che Selvaggia venga nominata di nuovo: ieri Mastelloni, al culmine dell’ennesima crisi di pianto, si è detto spaventato da una Fattoria senza di lei. L’atteggiamento della blogger sembra improntato alla civile e pacifica convivenza, noncurante della visibilità che una litigata azzeccata potrebbe arrecarle. Per questo il montaggio la tiene sempre un po’ ai margini (un solo brevissimo confessionale mostrato), ma è un destino che fino a questo momento tocca a tutti coloro che non si chiamano Mastelloni, Ricciarelli, Ingerman, Arca, Rodriguez.

  • 22
  • feb

La madre di tutte le sfide

Oggi ad Amici è stato il giorno dello SCHERZONE (ronf… ronf…), con Raffaele che annuncia di volersi ritirare alla vigilia della sfida maschi contro femmine per la supremazia del territorio. Il cervello-computer del perfido Dianetti entra subito in ebollizione: se Raffaele va a casa, si porta dietro i voti delle miriadi di carampane che lo sostengono, e a quel punto addio sfida. Ma se Raffaele chiedesse alle suddette carampane di votare per i maschi… sublime la sequenza in cui il perfido Dianetti butta giù l’astuta proposta, con assoluta nonchalance. Altro argomento di discussione, la redistribuzione delle prove da sostenere: Nicola vorrebbe cantare tutte le canzoni, ma secondo lo stratega Dianetti, fine conoscitore del meccanismo del televoto, “Un non cantante che canta all’80% piace molto di più di un cantante che canta al 100%”; cioè autorizza lo svampitissimo Ivan, non pago della rapina a mano armata messa in atto Domenica, a pretendere di cantare Antonacci. Del resto, come dargli torto: che diceva il promo? “Non esiste vittoria senza talento”. E infatti. Lo scempio è tutto lì, nel paradosso che porta un individuo stonatissimo a proporsi per l’esecuzione di un qualsiasi brano, tanto poi ci pensano le carampane a rimettere a posto la situazione: Vessicchio, dannazione, ribellati! Ma non è tutto: cosa possa aver fatto cambiare opinione al Dianetti in merito al rivale storico è veramente inspegabile. Fatto sta che prima manifesta a Raffaele tutta la sua accorata partecipazione al suo dolore, con sguardi da cerbiatto, poi – quando lo scherzo viene svelato – gli si butta al collo e gli schiocca un bacio d’autentico affetto. Chiara l’intenzione di accattivarsi i favori delle carampane del giovane “Shopping!”. E’ una partita a scacchi, ma Dianetti è sempre più avanti di tutti. Mettiamo per un attimo da parte il discorso del talento, che quest’anno non ha proprio senso: sono rimasti i più smaliziati, i più abili a cavalcare l’onda del televoto, dei piagnistei o delle alleanze. E in questo ambito la timida Manola si sta rivelando una fuoriclasse temibile e inaspettata. Prossima vittima degnata: la MIA Rossella.

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