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Quali sono i requisiti per una buon servizio della serie "Professione trashreporter"? Me lo chiedono in tanti (= nessuno). Ebbene, non ci sono particolari requisiti: o il vip è veramente, ma veramente vip, oppure basta una missione drammaticamente trash, indipendentemente dalla popolarità dell'autore dell'autografo. La missione di oggi risponde a questo secondo, fondamentale requisito. Qualche giorno fa, se ricordate, abbiamo appreso dell'esistenza di una specie di telefilm che va in onda durante Disney Club, dal titolo "Quelli dell'intervallo". Uno degli interpreti è il già citato Mattia Rovatti. Un'altro interprete direi FONDAMENTALE è il piccolo Alvaro Caleca, in arte "Spy". Ecco, Emma si schermisce e giudica l'impresa poco rilevante, ma leggendo la trashcronaca ho capito che no, non potevo lasciare correre
________________
Baby trash bon ton
di Emma

Domenica, nella mia qualità di baby-sitter di Matteo, un bambino di quinta elementare, sono stata spedita in una festa in campagna. Sin da subito, la sorpresa: arrivata faticosamente in macchina nei dintorni e avviatami sul sentiero indicato, dietro un boschetto tipico di quei posti, i verdi e fangosi colli piacentini, mi trovo davanti, gasp!, il bungalow di Santa Monica rilevato minimo minimo da Frank Lloyd Wright (periodo Forties), parallelepipedo tutto acciaio, pietra e vetro, soprattutto vetro. Mi riprendo subito dal clash spazio-temporale e faccio il mio ingresso nella magione: una cinquantina di invitati discorrono amabilmente di fatti loro (“Quella pietra per il pavimento, dove l’hai trovata?” “Oh, l’ho fatta venire dall’Australia, c’è solo lì” “No, l’outplacement è un’altra cosa, io creo database di dirigenti per le aziende” “Tommi a giugno lo mando al campus creativo del PAC”), mentre una truppa di bambini e ragazzini tra i cinque e i quindici anni si fanno mostruosi sgambetti a pericolo vita su un trampolino o si sparpagliano per il prato in dolce declivio su varie decine di ettari.
Ma arriviamo al dunque. Non avendo molto altro da fare, osservo uno strano movimento tra la infant-generation. Tutt’a un tratto si è formato un capannello. Un ragazzino sta distribuendo autografi. Incuriosita al massimo, mi avvicino sgomitando e mi viene detto che quel tipino mingherlino dai bellissimi occhi blu è… è… “Ma come non lo conosci, è Spy, no?” Sììì, è lui, lo spione della classe di Quelli dell’intervallo, la serie di DisneyChannel che spopola nelle medie (inferiori).
Passato il primo momento di scalpore, i maschietti si allontanano sdegnosamente, mentre le ragazzine formano intorno a Spy (Alvaro Caleca, classe 1993) un coro adorante:
- Quanto guadagni?
- Li puoi spendere tu, i soldi? (no)
- Ma sono tuoi? (sì)
- Ti invidiano i compagni a scuola? (no)
- Ti stanno dietro le ragazze? (no) (e poi sono fidanzato) (e comunque non m’interessano)
- E come fai, con lo studio?
- Hai smesso di andare a scuola? (- No, perché le puntate sono state registrate quest’estate, tutti i giorni dalle 10 alle 20. – E adesso? – Solo tre volte al mese.)
- Mi firmi un autografo?

Autografo? Autografo! Ceeerto! L’autografo ci vuole assolutamente! A questo punto mi faccio avanti: - Me ne fai uno? Però non è per me, è per un signore gentilissimo e, ehm, se puoi scrivere, uhm: “A Daveblog”…
- Blog, che cos’è un blog?

Quei cari angeli ignorano tutti cosa sia un blog, tranne un ragazzetto che, avvicinatomi a tradimento, dice: “Certo, un blog, no?”, e aggiunge pieno di disprezzo: “Ma perché gli lecchi il cu*o, a questo qui?”
E’ Matteo leggermente illividito.

Nota bene: Contrariamente a tutti i luoghi comuni, esistono piccoli attori di serie televisive che provengono da famiglie perbene, con modi compiti, sintassi normale, acconciatura e vestiti classicamente qualunque (maglioncino blu scuro, jeans senza marca, tennis idem). Che sia il trend del futuro, il trash bon ton?

ore 21:45 - Martedì 9 Maggio 2006
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commenti

@babina Quando non ti emoziona più ricevere il paio di Nike che hai sempre sognato, o un paio di jeans firmati che desideri da sempre ma che ti arrivano solo a Natale, quando una vacanza a Salisburgo diventa noiosa perchè già vista, quando andare a mangiare una pizza coi genitori (nota autobiografica) ERA UNA FESTA agognata per settimane....o quando il motorino non è una conquista ma un atto dovuto ed ottenuto... beh, sì, allora non sono più in grado di emozionarsi davanti a niente. Ed hanno bisogno di situazioni forti per emozionarsi. Non fa una piega.
edith
Ma che minaccia è? Ma più che altro: come si fa a rovesciare il problema in modo così evidente? Il discorso è semplice: 1)tifo Roma e voglio andare in trasferta a Catania. 2)A Catania chiudono il settore ospiti 3)Io in trasferta in una giornata che può essere così importante, voglio andarci uguale. A quel punto: 3a)Vado comunque a Catania, acquistando un regolare biglietto, e mi mischio ai catanesi. 3b)Vado a Parma, e mi mischio ai parmensi, che per l'occasione mi saranno gemellati, visto che il loro destino dipende dal nostro. In entrambi i casi c'è un rischio sicurezza; ma di chi è la colpa? Dei romanisti che legittimamente comprano un regolare biglietto e vanno a vedersi il cavolo che gli pare? O di chi ha fatto chiudere il settore ospiti del Massimino PER SICUREZZA, AUMENTANDO DI FATTO IL RISCHIO SCONTRI? A me pare di una linearità...
Marco (...POMPEI..)
babina è quello che - con angoscia - mi chiedo anch'io. E la colpa di chi è? Dei creaturi, bambini cresciuti in fretta? Dei genitori, che li stimolano troppo? Della scuola, che in fondo in fondo di loro se ne fotte? Della televisione? E io che posso fare? Anche io me lo chiedo seriamente...
ruccia
io devo dire una cosa, non per fare la figa, ma io anche da ragazzina sono sempre stata una che se ne fregava molto degli altri....le uniche volte che "ho voluto essere accettata" dalle amiche sono rimasta delusissima da loro, ho sempre seguito poco i modi di fare, di dire, di comportarsi dei miei coetanei se li ritenevo cretini o non mi piacevano. non vestivo alla moda, (e faccio così tutt'ora), se metto un qualcosa alla moda è perchè mi piace, non per moda. Non uso e non usavo cose di marca per fare la figa, usavo (e ringrazio la mia mamma per non avermele comprate) cose che mi piacevano...e ora mi dice "perchè non metti x quest'anno va tanto..." le cose per cui hanno "tirato dentro" gli amici sono stati i divertimenti, magari a volte con la paura di farsi beccare da mamma per le bigiate, o perchè avevo fatto la scema, ma mai mi sono fatta troppo modellare dai coetanei... no, no, ero proprio figa.. :-) S.
@Biancaneve: il problema è che non riceveranno una pena adeguata, è questo il vero dramma. Ci saranno tutte le attenuanti del caso e al massimo verranno sbattuti in un centro di recpero per qualche anno, poi tanti saluti. D'altra parte non credo neanche che così giovani possano essere condannati all'ergastolo. Avvocati on line, babina... giusto?
edith
(il blog comincia ad arrancare... Dave torna presto) @babina: sì, gli articoi dei quotidiani già da ieri coloravano le notizie con la loro personale opinione. In particolare ne ho letto uno in cui si definiva Lorena una brava ragazza, MA ESUBERANTE. Ecco, già il MA introduce a qualcosa di torbido, completato poi dalla parola ESUBERANTE, che in un contesto sessuale significa solo una cosa. C'era bisogno di tutto ciò?
edith

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