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Agamennone ci regala la sempre impeccabile trashcronaca dell'ultima puntata della Fattoria.
LA FINALE
di Agamennone
__________________
Si parte, SIGLA: “La Fattoria Loca”.
“Ricky” Mastelloni, con una presenza scenica degna di un sottaceto, attacca una tammurriata da agriturismo in Valacchia; l’esecuzione (un auspicio) finisce in bellezza con la verve e lo slancio di un sacco di patate (subito i sali, per me).
Non bastasse questo, appare anche LEI.
Bello il vestito di BarBara, la classe non è acqua (ma tanto lei non sa nuotare), una sottoveste con problemi psicologici…
Parte subito una bella (?) carrellata sul gruppo d’ascolto. La vista è da museo delle cere, c’è di tutto (tranne gli stoppini…).
Tra le masse, appare anche la figura (magra) di Rostagno, il critico al malto (nel senso etilico). Bocca amara, stesso barbiere (e tinta) di Biscardi, eloquio controllato (a cottimo), simpatico come un’unghia incarnita.
E i tre finalisti?
I tre li hanno messi su una mongolfiera (o_O).
Fra i tre, c’è anche il Rannisi.
Nel frattempo, atterrata la mongolfiera (ovazione da studio), inquadrano Wurmisi mentre si allena (sputa in aria e riprende con la faccia) in attesa del ritorno alla vita “civile” (Lele Mora…), dove disputerà il campionato “pesi nematodi” per il titolo di verme d’Italia con Filippo di GF.
Tornati in studio, l’inquadratura indugia sui novelli fidanzatini di Peynet, Francesco e Jenny di Rivombrosa.
Sono così falsi che da qualche parte, hanno stampata la scritta “Made in Taiwan”.
Intanto, la D’Urso con una parca presentazione, presenta al mondo la “Divina”.
Cantando a squarciagola (forse in italiano), e con un sottofondo di tre allarmi antifurto inseriti, scende le scale la Ricciarelli.
Noto che la squadra che ha operato (con i ponteggi) per stuccarla deve essere la stessa che sta rifacendo il “look” alla Sfinge (non l’Alberti, quella vera).
Non paga, Katia finisce in bellezza con “’O sole mio”, dal ritmo coinvolgente di una Messa da Requiem, ma più triste.
Parte l’rvm con “il meglio”, e io ho il terrore che Maria entri da un momento all’altro.
Nonostante gli sforzi, il dibattito langue (purtroppo) e non deflagra neanche con l’avvento della Ingerman.
Difatti, dopo poche altre leccate, la Ricciarelli viene presa a calci e sistemata vicino ai resti di Ricky Mastelloni.
Neanche dato a Katia il tempo di levarsi, BarBara annuncia l’imminente arrivo dell’infermiera (all’arsenico)… la Cavagna.
Con una presentazione sobria, entra la Cavagna (ricordiamo che è incinta di due cuscini), sembra la Madonna di Pompei (dopo l’eruzione).
E se c’è la Cavagna chi non può mancare?
Con la coscienza critica dello stupone del cesso, entra pure Portento vestito da gelataio (a me pistacchio, cioccolato e panna) e regala al mondo un “successo e sconfitta sono due impostori” (uno so chi è). Una frase scolpita nel guano.
L’abbraccio tra i due è un inno al divorzio.
Meravigliosa la Alberti, chiamata da Portento (noto Adone) “la figlia della Levi Montalcini”, che scappa per non parlare con lo scammellato.
Allora Portento, nella sua postura più caratteristica (a capocchia), tenta un discorso di difesa, con motivazioni che solo un fitto lancio di verdure varie (ma anche utensileria) potrebbe sanare.
Sono spazi di bruttezza siderale.
Ah, finalmente appare anche Selvaggia Bovary (3 secondi), solo per ricordarle che ha un figlio…
E mentre alcuni inservienti passano tra il pubblico (con i barbiturici), parte a tradimento il servizio della pizzicagnola dal mercato Trionfale (noto snodo umanista); la calata degli intervistati, vira sull’uralo-altaico.
Sono immagini suggestive, soprattutto in base al fatto che fino ad un attimo fa ero contrario all’eutanasia.
Ma ecco il terzo classificato, che come premio deve buttarsi da una torre (facciamo traliccio), di 20 metri (perché?): JUSTINE MATTERA (casualmente era già pronta).
Lancio alla… (ho rimosso per pudore) e PUFF, a casa.
Tornati in studio, vestita da collegiale precoce e salutata simpaticamente dal pubblico (FACCELA VEDE’, FACCELA…), la trasformista Alessia Fabiani, in arte “Fregola”, si mostra (strano) al mondo nel suo nuovo ruolo, “la monaca di Monza”.
Pubblicità.
Ma entra in studio Justine.
Bello il suo cappellino da cowboy, ma è più bello lo scontro con la Ingerman (la cui stupidità è al di sopra di ogni sospetto), che finge di non conoscerla (sullo sfondo c’è anche il fantasma della Kriz).
Una come la Ingerman (una faccia che anela a parure di ceffoni), per simpatia e tematiche, l’avevo vista solo ne “le Streghe di Salem”, prima della coreografia finale: una lap dance (musica: I’m on Fire).
Le due, vengono bloccate giusto un attimo prima che Randi esclami “il pubblico mi ama”.
Riappare anche Abigail Selvaggia (perché a fianco della Ingerman), ma solo per ricordarle che ha anche un marito…
Meravigliosa l’inquadratura (da sotto una pozzanghera) che centra la D’Urso, la valorizza molto.
Per curarne i ritocchi del viso, più che la calza, tra un po’ metteranno la scatola. Sullo zigomo, già si intravedeva Golden Lady…
Ma arriva il clou, entrano in studio a dorso di cammello, Clemente e Rosario.
E parte la sorpresa, entrano gli amici “di Latina” (non è un’attenuante) di Clemente, gli Unni.
Visto il taglio dei capelli simile con Clemente, sulle prime tutti vanno verso la D’Urso…
Sedati gli amici, che (stranamente) si scopre hanno già fatto amicizia con Alessia, parte l’rvm di Clemente (degno di Arancia meccanica).
Si vede che Maria è passata anche qui…
Finita la doccia di cattiverie, prende la parola Ivano (l’evoluzione che torna alle origini), che parla di ipocrisia e taroccamenti (credibile come Moggi), mentre la Petrarolo, dalla piccionaia gli urla che puzzava (con lo sguardo di Regan).
Un uomo che quando davano la classe, ha fatto vela.
Pernarella, fine intellettuale, soprattutto se gli spegnesse il sigaro in faccia, però non abbocca alla provocazione.
Mentre Ivano viene zittito a colpi di Mennem, si manifesta il Rannisi.
Gli fanno vedere la fidanzata (musiche trionfalistiche), e giù baci, lacrime, abbracci, manca solo il baldacchino…
Parte pure l’rvm di Rosario (sottofondo: Ernani), attore shakespeariano.
Mancano solo le idi…
Finito il filmato, Rostagno fa una chiosa (chiarissima) che provoca il gelo in studio (scusate ma l’effetto del Gutron sta svanendo).
“Vince la Fattoria 2006… ROSARIO RANNISIII” ed Ivano lo zompa (il giusto finale).
E può partire la festaaa… come, finito?
L’immagine di chiusura è agghiacciante, un fermo immagine sulla desolazione…
mentre l’unica cosa che si muove è in sovrimpressione: il numero verde ufficiale dove insultare Alessia Fabiani (primo!).
PS. Si ringrazia lo sponsor: Morasitas (burp).