• 31
  • ago

Sciopero della spesa

Domiziano sollecita una netta presa di posizione sullo sconcertante slogan “facile come fare Tatà-Tatà” che compare nello spot TIM con Elisabetta Canalis. Troppo facile. Mi permetto solo di aggiungere che se la TIM non manda subito in pensione quello schifo di jingle campionato da quello schifo di canzone di Bob Sinclair, mi incateno ad un ripetitore e sputo ai passanti finchè non mi arrestano. E siccome sono in vena di censure, senza per questo necessariamente chiamare in causa i soliti noti tipo Cavallo goloso e Maculato nella savana, credo sia arrivato il momento di dire basta anche a due spot che mi deflagrano nella mente da anni. Il primo riguarda una birra, si chiama “Mai neim is Sciòn e faccio il cuoco a domicilio” e mi fa raggiungere livelli di esasperazione mai sperimentati nella vita. Il secondo è il non-sense per eccellenza: lo slogan non significa NULLA e istiga alla devastazione sistematica dei banchi frigo di tutta Italia: “Saltare, giocare: sono sempre io, Fiona

  • 31
  • ago

Ed ero contentissimo

La nuova di Tiziano Ferro sembra la colonna sonora della scena madre di un musical (di Cocciante)

  • 31
  • ago

Una gita a…

FORNI DI SOPRA. E’ il nome di una amena località friulana di montagna, oggi nota soprattutto per aver dato i Natali al vincitore dell’ultima edizione di Amici di Maria de Filippi, Ivan d’Andrea. Ma si da il caso che Forni di Sopra sia anche la seconda patria del nostro trentamalboro, che da bravo trashreporter ha documentato con un paio di scatti la completa trasformazione di un paesello “timido e schivo” in un autentico “santuario pop interamente dedicato al campioncino di Amici”

Nel frattempo elle ci ricorda opportunamente che Sabrina Ghio, già protagonista di una celebre trash-missione, parteciperà al nuovo reality di canale 5, “Reality Circus”. Per spiegare ai non addetti chi è Sabrina Ghio, tgcom si è superato tracciando un laconico e spietato curriculum

Il suo cavallo di battaglia ad Amici era la coreografia sulle note di Toxic di Britney Spears
  • 31
  • ago

Il lupo perde il pelo

Mi ha fatto qualche carezza di troppo, ma io resto casta

Parole e musica di Alessia Fabiani

  • 30
  • ago

C’è qualcosa che non torna

Ancora novità dalla federazione più creativa del mondo. Se la Juve fa ricorso, le aumentano la penalizzazione, e questo si sapeva già. Se invece rinuncia al ricorso, uno ingenuamente sarebbe portato a pensare che le cose rimangono così come sono, con tante scuse a chi – anche juventino – inizia a trovare lo strascico di questa faccenda seriamente penoso; e invece no, sorpresa, se la Juve rinuncia al ricorso la pena gliela riducono, in barba a ben due gradi di giudizio e ad un tentativo di conciliazione. Cambia tutto, come nella più gattopardiana delle tradizioni, ma nel nuovo corso del calcio chi fa la voce grossa ha ancora farsescamente ragione. Come dice talvolta Maurizio Mosca, “sono cose che la gente non capisce”. Del resto,se la Juve ricorre al TAR, scatta il blocco dei campionati. E allora, visto che siamo al ricatto, perchè non alzare la posta? Serie A! Serie A!

  • 29
  • ago

Strategie del terrore

Ore 23.11. Per il Ciclo “Alta tensione“, il film di prima serata “Magnitudo 10.1“, che molti avevano giudicato insostenibile e abbandonato già dopo cinque minuti, secondo Mediavideo terminerà all’UNA E VENTI.

P.S. Altrove si faceva a gara a chi anticipava più stereotipi prima di vederli regolarmente rappresentati sullo schermo. Il mio timido contributo alla discussione (“la scienziata bona”, “Il Presidente degli Stati Uniti alle prese con una decisione difficile”) niente ha potuto contro gli evergreen citati da autori vari:

il vecchio pompiere alcolizzato che picchia la moglie e i figli ma poi di fronte alla tragedia riscopre il senso del dovere e sacrifica la propria vita in un tripudio di lacrime e sangue
il generale guerrafondaio plurimedagliato che vuole buttare il bombone, e lo scienziato che cerca di fermarlo fino all’ultimo secondo
il bambino che preannuncia il terremoto con uno strumento trovato nel Topolino ma i genitori giustamente lo perculano
  • 29
  • ago

Unanimous

Dichiarazione programmatica: io da Unanimous mi aspetto molto. Ho visto qualcosa dell’edizione a stelle e strisce su YouTube, e ho trovato molto suggestiva la “confezione” del format. Al momento delle votazioni, per dirne una, i concorrenti imbucano una sfera che percorre un sistema di tubi e arriva al tavolo del conduttore con un certo senso della spettacolarità (che credo sia un ottimo riempitivo del niente, in casi come questo: che succede a “Chi vuol essere milionario” se togli la musica e le luci?). Come è ovvio, quando ho saputo che a condurre la versione italiana sarebbe stata Maria de Filippi, ho subito abbandonato ogni speranza di verosimiglianza, memore dello scempio perpetrato l’anno scorso ai danni di “Temptation Island”. E’ anche vero però che se la somiglianza con l’originale è fuori discussione, il lato trash della faccenda non dovrebbe tardare a manifestarsi in tutta la sua sprizzante verità. Anzi, per dirla tutta l’ha già fatto: anticipato da una serie di lanci di una bruttezza straziante, il promo con l’auto presentazione dei concorrenti è qualcosa di clamoroso.

Devo premettere che l’ho visto solo una volta, e per di più già iniziato, per cui potrebbero sfuggirmi i dettagli, che tuttavia continuano a rincorrersi nella mia mente come in un grande dipinto di tragica e abbacinante sciatteria.

Il promo affascina per l’atmosfera deprimente e per l’assenza totale di lip-sync, coi concorrenti che sembrano doppiati e incedono verso la telecamera caracollando come disperati, ma partirei proprio dal finale, con l’epifania della de Filippi che assicura che i brutti ceffi sono “9 persone come tante altre”. Ora, se vado fuori per strada e fermo 9 passanti, secondo voi che genere umano posso incontrare? Più o meno incoccerò un commercialista, una ragioniera, una cassiera, un avvocato, un barista, un ausiliare del traffico, un operaio, una segretaria e chiaramente un ingegnere (forse due). Ma a questo punto uno si chiede: i concorrenti di Unanimous, che sono persone qualsiasi, che lavoro fanno? E’ vero che mi sono perso gli altri, ma credo che, lo YUPPIE, il MATEMATICO, la BALLERINA e soprattutto LA BODYGUARD possano ampiamente bastare per rendere l’idea: all’appello mancano solo l’ARSENIO LUPIN e la DONNA BAFFUTA.

  • 29
  • ago

La sagra del polpo

Ottima trashcronaca di Giovanna, che ha espugnato la sagra del polpo di Mola di Bari per estorcere il feticcio che non ti aspetti. Un caloroso ringraziamento alla trashreporter, che si segnala per capacità organizzativa, sprezzo del pericolo e spirito divulgativo.

________________
E trashcronaca fu
di Gio

Una domenica pomeriggio di un’afosa giornata di agosto. Nessun programma per la serata, e il solito burraco post economia aziendale, di fronte al ventilatore per l’esubero di sudore che quanto a proprietà collose nulla invidia al Bostik.

Fino a quando il telefono squilla: mi aspetta la famigerata Sagra del polpo di Mola di Bari, seconda solo alla sagra della porchetta di Ariccia.

  • 29
  • ago

Complimenti alla sarta

Molto appropriato, direi: i mondiali di tango li ha vinti un orango

  • 28
  • ago

Joe is back

Copincollo un prezioso aggiornamento di Guendalina sul grande Joe Sandalo, che per quei quattro che non lo conoscessero è il genio che ama definirsi “Un musicista di FAME mondiale, una vera STALLA del firmamento hollywoodiano”. Aggiungo solo che i nuovi mp3 sono qualcosa di fondamentale nella storia del metal.

Per chi lo ha amato nuovi brani, nuove foto, nuove sezioni, e uno splendido video

“Joe Sandalo registra tutte le sue opere nel suo piccolo home-studio, poco insonorizzato e con poche ed economiche attrezzature.
Da questo punto di vista è uno dei pochissimi musicisti di una certa fama a sfruttare al 100% le possibilità offerte dall’ utilizzo del computer e dei programmi sequencer audio-midi.
Joe fa tutto da solo: suona gli strumenti, canta, programma la batteria elettronica, posiziona i microfoni, registra, missa e fa il mastering. Ogni sua produzione è un prodotto totalmente suo.
Dalle primissime rozze registrazioni, ha lentamente affinato la padronanza delle tecniche, ottenendo risultati sempre migliori, fino alle ultime registrazioni di OPUS 1, dove si può dire abbia raggiunto la perfezione o perlomeno il limite estremo raggiungibile con una strumentazione non al top e con le sole proprie forze.
Adesso, finalmente soddisfatto del suono ottenuto, si prepara ad una mastodontica opera di produzione e registrazione, che lo vedrà impegnato a arrangiare, suonare, registrare e pubblicare la vasta mole di prodotti musicali che ha progettato e costruito in oltre dieci anni di impegno e lavoro duro e costante.
Fino ad ora si può dire che abbia solo scherzato, o meglio, misurato le proprie forze:
adesso si inizia a fare sul serio!”
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