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Prima, prima, prima! Scusa Dave, ma non ho resistito... ;P
S.
eh?!
Quando mi capita di conoscere nuova gente e viene fuori che guardano quel programma li elimino automaticamente dalla mia vita.
Sarà eccessivo, ma a mali estremi estremi rimedi.
...?! O___o
Congiuntivite: meraviglioso!!!
Aehm... vale come giustificazione il fatto che si esprimano così perchè loro sono veeeriii?
Non ditemi che voi nella vita di tutti i giorni usate il congiuntivo!
Morto il regista Robert Altman
Io sì, io il congiuntivo lo uso sempre... è pericoloso non usarlo sempre, le cattive abitudini si acquisiscono in un niente, per le buone abitudini invece ci vuole tempo... :-)
Io lo uso.
E quelle poche volte che mi scappa di sbagliarlo, perché capita, mi correggo.
Uso persino il passato remoto, che non lo si sottolinea mai ma è a rischio estinzione più del congiuntivo e del condizionale messi insieme.
Poi ho notato che, pensando appunto al condizionale, viene sbagliato più frequentemente in una maniera diversa da quella che comunemente si indica quando si cita la sua versione sbagliata.
Nel senso che quando si pensa alle persone che sbagliano il condizionale, si evidenziano sempre quelle che dicono "Se saresti arrivato prima, mi avresti trovato", mentre è raro che si indichi come errato il molto più diffuso "Se arrivavi prima, mi trovavi", che non si sa come mai, invece, viene quasi sempre percepito come corretto.
chi guarda il cassonetto della de filippi evidentemente si merita la de filippi, non prendiamoci per il culo con le puttanate del "sublime trash"
la spazzatura e' spazzatura e basta
puzzolente nauseante sgradevole e desolante
Sì, Paolo, d'accordo. Comunque secondo me lei si è lasciata ingannare da lui. Per la cosa del congiuntivo, intendo
@broono: concordo! e complimenti per la spiegazione intrinsecamente contorta ma chiara.
Io qualche anno fa avevo smesso di usare il congiuntivo dopo l'imperfetto indicativo ("credevo che era...") meno male no sono uscito intatto...
Nooo, eppure anche Nek diceva "lascia che io sia"... sarà per questo che l'hanno oscurato?
@Lizard: attenta, potresti un giorno ritrovarti sola ;)
@Paolo: allora ricordati di portarti Dante sempre appresso, se no rischi che ti cada l'occhio sulle scritte dei cessi pubblici
@broono e Davide (l'omonimo)
In effetti quelle forme sono spesso colloquialmente più efficaci, magari dovendo fare una battuta: ve l'immaginate il famoso "se c'ero, dormivo"? "se ci fossi stato, avrei dormito"... embè? :D
L'importante è sbagliare di proposito ;)
Il congiuntivo, questo sconosciuto.
congiuntivo???...credevo vi avesse colpito la profondità di questo dialogo! ;)
tanto ormai si accetta di tutto, non so quanti messaggi ho ricevuto con parole storpiate, inventate. Uno su tutti " ...il sole che ardisce su tutto.." :o
- Una zoccola.
Ti prego, dimmi che lui le ha risposto così.
un dialogo tra protisti...
@Davide (l'omonimo): :) E' che io c'ho i concetti ma non la forma!!! Sarà per questo che cerco di non perdere l'abitudine a inseguirne la sua miglior forma possibile.
@Glauco: Permettimi di correggerti e di farlo non su uno ma su BEN due punti. (no...aspetta...no...fermo...torna qui...prometto che ci proverò, a esser sintetico!!!...no...dai..davvero...torna qui..ah)
Punto 1, l'efficacia:
No. Ed è no perché è un problema di codice condiviso, quindi di cultura.
L'efficacia di un'espressione si misura nel suo essere condivisa nel significato, non nel suo essere più diffusa diella sua versione corretta.
Il discorso che fai tu lo si può applicare alle abbrevisazioni "sms" che, per quanto io le detesti, non possono essere indicate come "non condivise".
Quando io leggo "Xké", per quanto mi girino vorticosamente le palle, ho immediatamente la percezione del suo significato e per questo della sua efficacia (comunicativa).
La motivazione della sua diffusione non sta nella sua maggiore efficacia rispetto all'originale (e diciamolo, cazzo, più bello!) "Perché", ma in un banale risparmio economico da "meno di 160 caratteri" che, almeno agli esordi, ne ha motivato la diffusione.
Nel caso di un condizionale sbalgiato, invece, il tempo che ci metti a pronunciarlo è lo stesso che impieghi a pronunciarlo corretto e la sua efficacia non è affatto maggiore, poiché anche chi non è in grado di pronunciarlo corretto è comunque sempre in grado di comprenderlo quando se lo sente rivolgere nella sua forma corretta.
E' banalmente un problema di ignoranza, questa si, diffusa, non di maggiore efficacia.
Punto 2 (sei ancora qui?...:)):
La battuta:
Qui, lo so, apparirò come quel puntiglioso scassacazzi che non mi piace per nulla essere (non-dire-nulla) ma è più forte di me, se sotto un altro post avrei potuto fregarmene, sotto un post che parla di correttezze formali non posso lasciare che quella tua battuta autorizzi un bambino tripede qualsiasi, capitato qui per caso tra mille anni perché impegnato a studiare "La storia del millennio scorso, come parlavano e come facevano sesso: i blog", a pensare che in effetti quel "Se c'ero dormivo" sia sbagliato.
Lo faccio per il tripede verde, perdonami, è un lavoro duro ma qualcuno, per i posteri (tripedi), deve pur farlo.
(o preferisci che si convincano che parlavamo tutti con le k???)
E' giusto.
Se c'ero dormivo, dico, è giusto.
Non è un condizionale, esprime una certezza, un dato di fatto.
Potrebbe, per capirci, essere espanso in "Una cosa è certa, se ero lì, ero quello che dormiva" che non esprime una condizione ma una situazione di fatto perché il punto non è l'esserci stato, ma l'essere il dormiente.
Se come dici tu fosse sbagliato, singificherebbe (ma quanto mi piace questo post) che avresti potuto espanderlo in "Se ci fossi stato, sarei stato certamente quello che dormiva" che risulterebbe corretto se il punto d'attenzione fosse stato, appunto, l'esserci stato, ma che risulta sbagliato proprio in virtù del fatto che l'oggetto della comunicazione di chi ha espresso quella frase era appunto, l'essere dormiente (nenti vitti...nnenti sacciu).
Cosa che toglie all'esserci il carattere condizionale.
Se dormivo, è chiaro che c'ero.
(ma quanto sono simpatico, eh, quanto? :))
Quante gocce prendi per dormire broomuro?
Su, è arrivata l'ora della nanna... :-)
Tranquillo, non ti faremo del male ( il tutto mentre suona la sirena del manicomio navale di Livorno)
Ehm..ma dalla gente ke ospita la de filippi cosa vi aspettate? :-P meno male ke a quell'ora sono a lavoro va :-)
@O_O:
L'unico mio rapporto con le medicine risale a quando mi hanno chiesto di scriverne i bugiardini!!!
...non capisco come mai...
(ma quello "navale" perché ...strabordo???)
;)
@ Broono: per la prima volta, visto l'argomento interessante (anch'io sono un fottuto maniaco della lingua), mi sono messo di buona volontà e ho letto (quasi) per intero un tuo intervento. Io ti capisco eh, sembri anche un ragazzo (non so l'età, io 22) intelligente, preciso, simpatico e autoironico... però, lasciatelo dire, secondo me sei anche un po' esaurito. E te lo dice uno che al primo appuntamento con una si è messo a spiegarle l'etimologia di 'usignolo' [luscìnia (f, lat. class.) > luscinìola (dimin.) > lusciniòlus (m, lat. mediev.) > l'usignolo] - e il bello è che mentre spiegavo mi dicevo "Ma che cazzo sto facendo!?", ma ormai avevo cominciato e non potevo lasciare a metà - riuscendo incredibilmente a non farla scappare, anzi (c'è tanta gente infelice al mondo...). Quindi, da esaurito a esaurito, accetta un consiglio: cerca di frenare la tua vis polemico-cattedratica e di arginare i tuoi tsunami di parole, ché a qualcuno possono piacere, ma al restante 95% no, mentre potresti comunque esprimere i tuoi pensieri migliori in poche righe, guadagnandone in incisività e fruibilità. E parlo per esperienza... Senza offesa, un saluto.
Di preciso, Dionysus, che disurbi ti provocano i miei commenti?
Magari posso chiedere a qualche amico medico se può esserti d'aiuto.
Perché vedi, qui compaiono post che se non sono lunghi come i miei ci si avvicinano molto.
Pochi, certo, in rete c'è questa mania diffusa di contare le righe e bloccare chi supera le 5 quasi lo spazio fosse a pagamento (tu paghi spazio qui? Il mio essere prolisso te ne sottrare una parte da te comprata?) ma ci sono.
A me alcuni di loro non piacciono, come stile e modo di raccontare e quando li incontro, semplicementem non li leggo e passo oltre, andando a leggere, e quando mi capita chiacchierare con, gli altri.
Poi, oh, intendiamoci, da un 22enne che si dice somigliante a me perché anche lui spiegò l'etimologìa di usignolo quando si trovò per la prima volta accanto a una ragazza (ti dico un segreto...quando io scrivo al computer non ho ragazze accanto...non siamo uguali, fidati, ci piace solo l'italiano ma non basta per dirsi uguali) io posso anche sfrozarmi di accettarlo uno stop, soprattutto se motivato da quel 95% di firme a nome delle quali dici di parlare.
Però, ecco, nel domandarti scusa per averti sottratto tutto lo spazio che ti sei visto togliere (per quel discorso dei soldi che hai perso di cui sopra, fai un fischio che cercherò di risarcirti in qualche modo) e tutto il tempo che ti ho costretto a dedicare alla lettura del mio post, mi permetto di suggerirti di scendere qual tantino che basta, dal piedistallo, poco poco, quel tanto che basta per capire che se stop ci dev'essere, su un blog, qualsiasi blog, sarebbe gradito venisse fatto esprimere dal suo padrone (che per fortuna di tutti noi è ancora un contemporaneo e non si hanno notizie di deleghe notarili per parlare in suo nome) e di nessun altro, nemmeno quando quell'altro si prende la briga di precisare che non parla solo per lui ma per il 95% dei partecipanti a un blog frequentato da qualche migliaio di persone.
Minchia!
Tutti li conosci?
.
34 anni.
Grazie per il "ragazzo", ma ne ho qualcuno più di te.
Anche nel mondo dei blog, intendo, nel quale da non pochi anni sono gradevolmente ospitati e apprezzati quei miei lunghi commenti da te indicati come un vizio che mi converrebbe perdere per diventare più come te che ce l'hai fatta, per i quali, da alcuni (folli), sono persino richiesto.
Per non parlare dell'esperienza che hai indicato come differenza sulla quale dovrei ascoltarti imparando.
Sull'"intelligente" invece non mi esprimo.
Temo potresti scoprire che la sua etimologia è un altro punto sul quale non siamo così uguali come hai pensato e non so se la tua "esperienza" è tale da averti dato le basi per sopportare un colpo così duro a 22 anni.
Baci all'usignolo.
@Davide (l'originale) :D
Dalla Nasa mi comunicano che la lei del dialogo è straniera, quindi forse il post è un po' pretestuoso (si sa mai che qualcuno si presenti qui in cerca di grane) ;)
@broono (AAARGHH!!) ;)
Non sono d'accordo sulla confutazione del punto 1 (ma va?), però inizio dal punto 2 perché su quello ho poco da dire: hai ragione ed ho scelto male l'esempio (ma te ne faccio altri sotto).
Aggiungo anche che se ti perdono se 'stanotte sognerò tripedi verdi è solo perché quel «La storia del millennio scorso, come parlavano e come facevano sesso: i blog» ne vale proprio la pena :DD
Sul punto 1 ribadisco invece il concetto. L’efficacia di un’espressione si misura in relazione all'obiettivo che si vuole raggiungere, il quale non sempre sta esclusivamente nella comunicazione di un significato: se ad esempio in questo dialogo
http://www.emt.it/italiano/dida/ilsorp01.html
correggessimo quel «era meglio se telefonavo io», oppure quel «Se lo sapevo restavo a Amalfi», allora secondo me la battuta perderebbe in immediatezza.
Concluderei relazionando circa il tuo tentativo di sintesi, che ho molto apprezzato: NON CI SEI RIUSCITO PER NIENTE!! :D
Urka broono, avevo la pagina aperta da un po' e non ho visto che ti sei innervosito.
Spero sia chiaro che, sulla lungaggine, benché oggettiva, stavo solo proseguendo lo scherzo che iniziammo (et voilà, anche il passato remoto) tempo fa.
Ora scappo, ciao :)
La defi è famosa per la sua congiuntivite...Defilippi = morte dell'italiano. U&D il re del trash
Maria oltre che laureata ,mi sembra in Economia e Commercio ,ha una madre che insegna Italiano e Latino in un Liceo .
MA PORCA VACCA DAVE! STAI SEMPRE A GUARDARE LA DE FILIPPI?
@sole: la defi è laureata in giurisprudenza con il massimo dei voti. il che è ancora peggio visto che dopo 4 anni di giurisprudenza una dovrebbe aver acquisito una buona proprietà di linguaggio...
ma mi sa che con i congiuntivi c'ha litigato da piccola e di conseguenza offesi hanno deciso di non ritornare mai più...mi sembra l'unica spiegazione
Infatti ecco qua:
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={BBD9AF55-041B-421A-884D-571EB6514E40}
Charlotte,permettimi di dissentire.Dopo 4 anni di Giurisprudenza,o anche 40 anni di attività forense,non si acquista nulla,se mancano le basi.
Sono convinta che l'italiano si impari alle scuole elementari,al massimo alle medie,e sono altresì convinta che lo studio del latino (e anche del greco,se vogliamo)sia importantissimo per avere una conoscenza quasi perfetta della nostra lingua (non mi fregio di averla,nonostante 5 anni di onorato liceo classico.Vabbè...onorato...il mio liceo era una scuola della fuffa peggio di quella di MaVia!).
Se io arrivo ignorante a Giurisprudenza,tale rimango,a meno di non mettermi a studiare,A PARTE,la grammatica e la sintassi.
L'Università non può e non deve fornire i rudimenti linguistici,altrimenti non è più una forma di istruzione superiore ma una succursale delle elementari.
Faccio questo discorso perchè conosco molti colleghi di mio padre (avvocato) che non solo non conoscono l'uso dei congiuntivi,ma nemmeno sanno che su qui e su qua l'accento non va,e che l'articolo indeterminativo maschile non necessita di apostrofo davanti a vocale.
Ti dirò di più:conosco personalmente una docente di italiano che ignora totalmente l'uso corretto dell'imperativo,che utilizza termini dialettali come fossero italiani e che sostiene che il tedesco sia una lingua neolatina.
Sostanzialmente diciamo la stessa cosa,in quanto tu ipotizzi che,evidentemente,il litigio con i congiuntivi avvenne quando la Defi era bambina ;-)
Ehm...quanto a lunghezza posso giocarmela con Broono oppure no?:D
PS:per non arrestare l'analogia,confesso che anch'io volevo scrivere ieri sera che "se c'ero dormivo" è una frase più che giusta,ma non l'ho più fatto!
Translate into italian, please. (E' il mio commento al post, se non si fosse capito).
S.
x mrsbing concordo con te che se mancano le basi(che dovrebbero giustamente essere fornite alle elementari) non si può pretendere chissà quale magia dall'università. Però è anche vero che per laurearsi qualche libro bisogna pur leggerlo e almeno quelli dovrebbero essere scritti in italiano corretto. Quindi, secondo me, studiando molto e conseguentemente leggendo molto, qualche lacuna sulla grammatica si può anche colmare
Anche questo è vero,Rossella :-)
Però io sono del parere che l'apprendimento dell'italiano attraverso la lettura è comunque cosa che avviene in età ben più giovane di quella di un universitario.
Tra l'altro,non tutti,leggendo o studiando un libro,fanno caso alla forma,buona parte della gente si ferma al contenuto.
Io sono una cultrice della forma,ma conosco non poche persone che,anche nella lettura di un romanzo,non prestano minima attenzione a essa,ma considerano soltanto l'aspetto contenutistico (la trama e gli spunti riflessivi che l'opera offre).
In più,credo che a volte le convinzioni personali prevalgano su tutto:un esempio banalissimo,che forse sembra non calzante,ma invece penso sia adatto.
Ad aprile ho dato l'esame di storia del diritto romano,e ho assistito alla bocciatura di una studentessa che invece di dire correttamente l'aggettivo "magistratuali" diceva "magistratuRali",perchè studiando dal libro aveva letto erroneamente così,e si era convinta che quello fosse il giusto termine.A nulla sono valse le continue correzioni del prof: "signorina,magistratuali,non magistraturali",lei continuava a sbagliare.
Ovviamente non è mai troppo tardi per imparare una lingua (forse per impararla perfettamente sì,però),ma a patto,ripeto,che se ne studi la grammatica e la sintassi in separata sede,e non su libri di diritto privato o sul codice civile.
Ecco a voi il congiuntivo.
Congiuntivo.
Non so se i tronisti abbiano mai avuto i mezzi per studiare o andare all'università..so solo che mentre fanno questi programmi altamente culturali li pagano, ma non penso che usino i soldi per fare qualche scuola serale o iscriversi ad una facoltà..una volta raggiunto lo scopo della popolarità,del soldo facile,del calendario ridicolo,del reality del cavolo,essi si fermano alla bestialità che li ha sempre accompagnati e che,probabilmente,gli ha portato fortuna..Bravi buoi:D!!!
@ Broono: ho letto solo qualche parola qua e là del tuo sproloquio: più che abbastanza per giudicare che non vale la pena di leggerne oltre. Il mio consiglio, per quanto certo non richiesto, era genuino e spontaneo: la tua risposta ottusa e stizzita. Continua pure a coprirti di ridicolo, nessuno turberà più la tua alienazione. Saluti.
@mrsbing: da una parte ti do ragione. E' vero che l'italiano si impara alle scuole elementari e in seguito è difficile recuperare. Ed è verissimo che esistono avvocati che non sanno dell'esistenza del congiuntivo. Basta pensare a Di pietro,ormai ex magistrato, che non solo ha litigato con il congiuntivo, ma con tutto l'italiano.
Però leggendo e ascoltando i prof, qualcosa il cervello potrebbe recepire. Sentendo parlare sempre correttamente anche per sbaglio qualche congiuntivo si potrebbe utilizzare. Ma dipende anche dalla volontà dello studente di recepire.
p.s.Anche io ho visto persone bocciate perchè sbagliavano alcune parole...
@Dionysus,
nemmeno io comprendo perché la sintesi debba essere ritenuta migliore di un discorso lungo e articolato. Forse perché amo leggere e sicuramente perché ritengo che farsi comprendere sia affare delicato: meglio non rischiare di essere poco chiari solo per risparmiare righe di testo.
Chi vorrà capire affronterà l'epica impresa di leggere un commento (o post) "lungo". Gli altri si perderanno inevitabilmente qualcosa, mi spiace per loro.
(tra l'altro adoro lo stesso Dave sia quando sviscera un argomento in modo esaustivo sia quando lo condensa in una riga... e non rinuncerei a nessuna delle due opzioni) :)
NOOO!!!
Glaucooo!!!
Non ce l'avevo con te, ma con il brillantissimo (riconfermatosi tale, nella odierna replica) usignolo sopra quel mio commento!!!
Potrei mai dire una roba del genere a te, che per giorni m'hai "sopportato"???
;)
Locke, in mezzo a tanti dubbi sull'ipotesi che io mi porti dietro un televisore in ospedale o che deleghi un ghost writer per gestire il blog, eccoti una certezza: se scrivi ancora commenti in caratteri maiuscoli mi porto anche il pc in ospedale e te li cancello uno per uno, live.
Oggi per caso ho acceso la tv all'ora della Defi, rigorosamente senza audio: un essere abominevole con due orecchini di simil -diamanti parlava amabilmente con il solito gruppetto di ragazze minigonnate. La curiosità di ascoltare ciò che diceva quella faccia da sberle è stata forte, ma non ho ceduto:resistere, resistere resistere!!
Ore 17 e qualcosa, programma del tricheco consorte, interno giorno:
Nel presentare un ospite collegato dalla francia:
"Io spero che parli...che parla..parla, io spero che parla italiano"
Così, giusto per completare questo post con un colpo pure alla botte piena.
apperò @davide... il testosterone si è sentito fino qua.
inca**ato e maori ;D
dave, te l'ho detto che guardare troppa de filippi fa male agli occhi e vedi tutto maiuscolo
.
diciamo no alla de filippi
@broono: ah bene :)
Però non hai confutato la mia confutazione della tua confutazione, come mai?
(so che mi pentirò di questa domanda...) :D
Sarà mica che non hai letto il dialogo che ho linkato perché troppo lungo, VERO? ;D
No, è che sto lavorando molto in questi giorni (e notti) e non riesco a ritagliare il tempo necessario (serve che ti indichi l'ordine d grandezza? ;)) per risponderti ADEGUATAMENTE.
Avrei potuto liquidarti con una frase sbrigativamente efficace, ma:
A) è un'arte che so non appartenermi nella quale quindi non mi cimento.
B) Il mio obiettivo immediato era chiarire subito che quella mia risposta non era per te.
C) Ormai ti ho viziato e so che se ti dedicassi meno di 40 minuti ti sentiresti trascurato.
L'ho fatto per te, in sostanza.
Dimmi grazie.
Prego.
;)
A proposito del congiuntivo, io penso che sia giusto sapere e saper utilizzare le due forme corrette: "Se c'ero dormivo" e "Se ci fossi stato, avrei dormito..." Purtroppo il congiuntivo sta morendo, anche grazie a molti cantanti (vedi Jovanotti per esempio) che scrivono delle castronerie incredibili nei loro testi.
E' chiaro che non si può, nel colloquio famigliare, sempre stare attenti alla forma e al tempo verbale, però almeno dovremmo sforzarci di farlo quando siamo in presenza di estranei o in qualche occasione ufficiale. Non è vero che la gente non fa caso a come parli. Io noto gli errori grammaticali o una parola pronunciata in maniera scorretta. Se pronunci una parola in maniera sbagliata spesso è perchè non ne conosci nemmeno il significato correttamente ed allora faresti meglio a non usarla.
Putroppo l'italiano è una lingua complicata, ma è la nostra lingua madre e credo che dovremmo sforzarci di utilizzarla correttamente, almeno quella, visto che in italiano l'apprendimento delle lignue straniere è un'opinione!
Non mi chiedermi di coniugarti i verbi
non li so
"se li avrei saputi mo' te l'imparavo"
"Se saprei" parlare senza farti diventare rosso
"Se dovrei" vestire i panni senza toglierli di dosso
"Se potrei" dir cose meno imbarazzanti le direi
ma non sarei più gradita in una Girl...
@Miki:
Scusa la domanda (è che invece a me "non è chiaro"), ma perchè nel dialogo familiare "non si può sempre stare attenti alla forma e al tempo"?
Cosa succede se lo fai?
.
@Bellobello:
Lo guardavo giusto due giorni fa!!!
http://www.youtube.com/watch?v=g_25bjwsdsQ
Sempre mitica!
Io in casa spesso e volentieri parlo in dialetto..però all'occorrenza i congiuntivi li uso e a volte,a costo di essere stronza,ho anche corretto delle mie compagne di università che dicevano cose tipo "Se AVREI..."ora se lo dice la persona che non ha avuto la possibilità d'istruirsi e che magari ha sempre lavorato,me ne guardo bene dal correggerla,ci mancherebbe,ma se a strafalcionare è quello che si fa bello del 60 alla maturità o del 30 all'esame..beh..allora non mi sfugge!
Devo dire che io nel contesto familiare sono linguisticamente persino più rigorosa che altrove,questo perchè mio padre non mi ha mai fatto passare liscio un-errore-uno.
Se sbagliassi a parlare in casa mi prenderebbe a padellate.
Non succede niente se lo fai, anzi tanto meglio, ma diciamo che in famiglia si possono accettare alcune libertà linguistiche (vedi ad esempio termini dialettali). Per essere più chiara: capisco che in casa una possa dire Non ho mica capito, mentre fuori casa sarebbe meglio limitarsi al non ho capito.
Scusate ma qualcuno ha visto oggi il viaggio d'amore di Giorgio Alfieri e Martina??? Sembravano Ivano e Jessica in viaggi di nozze ahaha!
@Miki:
Ma è proprio quello il punto, le libertà linguistiche.
Voglio dire, se tu sai usare le forme corrette, ti vengono fuori spontanee indipendentemente da chi ti trovi di fronte.
Se io conosco l'uso del condizionale, non è che se mi trovo davanti uno che non lo conosce mi dico "Ah, meno male mi posso rilassare e sbagliarlo anch'io".
Io in merito alle libertà che citi tu, quello che non capisco è semplicemente questo: che libertà è la libertà di sbagliare volontariamente?
Lo è solo se fai una fatica boia a parlare correttamente, allora quella libertà in realtà è libertà di fare meno fatica.
Ma rimane un comportamento che nasconde una lacuna di base tua (nel senso di chi parla), non una "licenza poetica", lacuna che non riesco a capire come non spinga ad aver voglia di colmarla invece che incentivare alla ricerca di ambienti dove potersene fregare.
Se al contrario, soprattutto se fai fatica, ti sforzassi di non fare errori con chiunque tu stia parlando, quella fatica iniziale col tempo scomparirebbe e a lungo andare finiresti col parlare correttamente pure in famiglia perché semplicemente non farebbe alcuna differenza (di fatica) il farlo o il non farlo.
Sono d'accordo con Broono: io uso il congiuntivo anche quando parlo in casa, per il semplice fatto che mi viene naturale, non ci sto neanche a pensare. Sarebbe innaturale ficcare a forza un indicativo o un condizionale sbagliati, ci dovrei stare a pensare e poi a orecchio mi "suonerebbe male". Non è questione di registro, sbagliare i congiuntivi è proprio questione di non avere mai imparato ad usarli.
No, non ci siamo capiti. Sicuramente non parlo l'italiano come un oratore professionista, però non credo di avere delle lacune e non credo in vita mia di avere mai sbagliato dei congiuntivi, che per altro uso sempre, o condizionali, sia in casa che fuori. Quello che sostengo è che magari,in casa, ci possiamo permettere "licenze poetiche" (concedimi l'espressione) che fuori non useremmo mai, non errori grammaticali o linguistici. Anche a me capita di correggere dei miei famigliari per alcuni errori, ma non lo faccio per me, lo faccio per loro, perchè fuori dal contesto famigliare non vengano presi per il verso sbagliato.
Sostengo che l'ambiente famigliare, essendo più rilassato e colloquiale, permetta l'utilizzo di termini meno ricercati e di uso comune, piuttosto che il contesto ufficiale. Non è che uno sbaglia volontariamente un condizionale perchè è in casa... sono d'accordo che la lingua è innata e naturale.
E comunque, non si tratta di cercare ambienti dove poter parlare male o in maniera trascurata. Uno non ricerca ambienti di questo tipo, cerca sempre di migliorare il proprio lessico, ma non posso neanche pensare di vivere in un ambiente che sta con il fucile puntato correggendomi ogni volta che non uso un termine ricercato. arricchito di aggettivi, per definire una mela!
broono, con molto ritardo, ma ti ringrazio :) (eccome!! ;D)
a me la maria rilassa tanto.
e la giovanna? ;)