• 28
  • feb

Rassegna stampa / 2

1) Non sono più il tigre di una volta: una trashcronaca si finisce, cribbio. E’ che ieri mi è preso un coccolone: una noia imbarazzante! Spazio alla musica, d’accordo, ma così è allucinante. E soprattutto, se spettacolo significa quella cosa inverosimile messa in scena dalla Hunziker con quei venti teppisti, davvero mi cadono le braccia: fai il musical delle caramelle alla menta, che ti riesce meglio. Per la cronaca, prima di mollare la presa ho fatto in tempo a prendere visione delle esibizioni di Milva e degli Scissors Sisters, nell’ordine. Certo che anche il front-man si è preso certe licenze poetiche, eh? Ma a questo ero preparato, grazie a YouTube (dal vivo è un po’ stonato, non c’è dubbio). A Milva invece non ero preparato, ed è stato questo il colpo di grazia, secondo me

2) E’ morto Tosatti. A me piaceva il suo celebre “Punto” a Pressing, quando lo conduceva Raimondo Vianello. In Rai è bastata la vicinanza con Paola Ferrari a rendermelo odioso

3) I vestiti della Hunziker stanno migliorando (quel tatuaggio, però…), e io ancora non mi capacito di quella cosa indecente disegnata da Valentino e sfoderata in apertura di serata. Michelle sta prendendo confidenza col Festival, e il pubblico in sala ride per qualsiasi scemenza esca dalla sua bocca. Il problema è che di rimando ride pure lei in quella sua maniera caratteristica, mettendo a dura prova il mio sistema nervoso. Baudo se l’è scelta parlante per dividere le responsabilità, ho capito

4) Gli ascolti: pessimi. Anzi, normali, persino troppi: chi vuoi che segua il Festival solo per le canzoni? Per quelle canzoni, oltretutto

5) I difensori italiani sono i migliori al mondo: leggo infatti che a Madrid il Pallone d’Oro Cannavaro sta inanellando una topica dopo l’altra

6) Taglia sul video di Giurato che si ribalta con tutta la poltrona a Uno Mattina durante il collegamento con Sanremo

7) Tosca sta cantando da tre quarti d’ora: per fermarla bisogna spararle. Niente male anche le delicate metafore del giovane Baù: “In amore è naturale / liberare l’animale”

8) Non è mica facile fare le pagelle. Io ieri scrivevo i voti a caso, e il 6+ a Mariangela per me era un voto basso in attesa dei sette e degli otto che pensavo di dare a Cristicchi e Silvestri. E invece niente, parliamoci chiaro, a me ‘sta paranza non è piaciuta per niente (e dire che di solito, invece). Piuttosto, che fine hanno fatto le pagelle dei giornali on line?

9) Non sto rispondendo alle e-mail perchè non riesco a leggerle, non perchè sono maleducato. Come al solito attenderò che le cose si sistemino da sole così come si sono sfasciate: in genere funziona

10) Tra poco (spero) i Take That. Dovrebbero cantare Shine con adeguata coreografia (gravemente deficitaria nell’esibizione delle sorelle Forbice)

11) Dopo la riapertura a “Il senso della vita”, de Sica sbatte nuovamente la porta in faccia a Boldi: non torneranno a lavorare insieme. Questo significa che posso interrompere lo sciopero della fame

12) Tutte le testate on line ieri sera titolavano “Michelle canta Adesso tu”, come se si trattasse di una notizia sconvolgente. Anche stasera non fanno che scrivere “La Hunziker canta Non ho l’età”. Fondamentale. La verità secondo me è che serve un titolo e nessuno se la sente di andare oltre con la visione, persino quelli pagati per farlo. Non capisco com’è che ancora non l’abbiano seppellita di insulti. Le do atto che tiene il palcoscenico, però insomma, a tutto c’è un limite: anche Pippo Caruso tiene il palcoscenico. E allora meglio la Gerini e l’Autieri, scusate

13) La fiction su Pompei, il Titanic della geofisica. Si salvi chi può

14) Tgcom pubblica la foto di Gigi d’Alessio e della Tatangelo che si baciano in pubblico. Astenersi impressionabili. Cioè, questi si accoppiano pure, capito?
15) Pippo dopo i Take That: “Adesso andiamo in pubblicità. Dopo torniamo con Al Bano”. Mortale.

  • 28
  • feb

Se si ferma pure Google è la fine

A qualcuno risultano problemi con google.com e derivati (gmail, per dire)? In questo momento se digito google.com mi compare un codice captcha, quando va bene, altrimenti “errore caricamento pagina”. Google.it invece funziona, ma l’accesso a tutti gli altri servizi google è interdetto ( = non posso leggere la posta elettronica, nè ovviamente rispondere). Pessimismo e fastidio. In compenso ho dato una pulita con un programmino shareware che si chiama Ccleaner e il risultato fino ad ora è strabiliante. Mi pulisse con la stessa efficienza e rapidità anche la stanza passerei alla versione Pro senza indugio

  • 27
  • feb

Festival di Sanremo 2007

Scenografia: dopo l’abominio dell’anno scorso, coi covoni di paglia che rotolavano davanti alla scenografia desertica, si torna all’antico. Bellissima, piena di pacchianate. C’è pure la pedana frangi-pubblico a metà tra Festivalbar e MTV Europe Music Awards (non assomiglia nè all’una nè all’altra e pare un patibolo). Il palco è nascosto da una serie di sipari tipo tenda a baldacchino (ma dei ballerini di Ezralow nemmeno l’ombra, per fortuna). Apertura minimal per Pippo. La sigla è un brutto omaggio-arrangiamento di “Perchè è Sanremo è Sanremo”, che avrei preferito nella versione classica.

Capitolo Hunziker: pettinata malissimo, vestito di una bruttezza esasperante fatto con la carta dell’Uovo di Pasqua. Fiocchi spaventosi dappertutto, osceno. Poi la scena madre: Michelle piange per l’emozione, gli spettatori per il suo cachet. Canta Ramazzotti: una vocina che Jeansy alla stazione Birra in confronto pareva Aretha Franklin. Ho sperato che una tonnellata di Tic Tac piovesse dall’alto a tramortirla. Questo Festival sarà la tomba della sua carriera

Zero Assoluto: accennano l’inciso della loro hit sanremese cannando cinque o sei semitoni. Poi si esibiscono col nuovo pezzo, di cui non ricordo niente perchè devo essere precipitato in uno stato di trance. Credo anche di aver lanciato un pomodoro verso lo schermo. Sbaglio o il Repetto degli Zero Assoluto non ha aperto bocca per tutta la canzone? Voto: Quattro Assoluto

Piero Mazzocchetti: CHI? Presentato come l’emigrante con la valigia, canta per circa tre ore di seguito. Insostenibile. I primi dieci secondi mi sono detto: “ah però, meno male, una roba easy”. Infatti, a seguire, mezz’ora di Carmina Burana. Tedioso come il brufolo sul naso il giorno del matrimonio. Voto: 5

  • 27
  • feb

Istigazione alla violenza

I concorrenti che ad Affari tuoi PIANGONO al momento di prendere i soldi e andare via li prenderei a randellate sulle gengive.

  • 27
  • feb

Una critica equilibrata

Si dia dunque ufficialmente il via al mio sport preferito: censura preventiva e sistematica di tutte le canzoni sanremesi. Le regole: si critica a prescindere, prima dell’ascolto, dopo l’ascolto e soprattutto DURANTE. Riascoltandole nei prossimi giorni come al solito ci accorgeremo che alcune sono passabili, ma oggi, come da tradizione, fanno tutte schifo e i festival degli anni scorsi erano meglio. Seguirà il tempo delle trashcronache ragionate

  • 25
  • feb

Insomma, aveva le sue cose

Un cordiale buonasera al gruppo carampano di ascolto di “Amici, la vendetta è un piatto che va gustato freddo”. Il pomeridiano di ieri è stato funestato dall’inaudita marchetta a favore del libro scritto dalla premiata coppia Sfondrini-Zanforlin. La voce metallica della conduttrice non ha di certo aggiunto valore all’infima prosa del perfido duo, autore di una storiella adolescenziale perennemente in bilico tra il patetico e l’abominevole. La puntata ha inoltre evidenziato la nuova tendenza della stagione autunno-inverno: la lapidazione degli allievi a colpi di Winnie Pooh. Il pubblico sottolinea le proprie preferenze lanciando sul palcoscenico ogni genere di immondizia, dallo striscione ai pupazzi di peluche. A quando i mattoni? Scene di isteria collettiva che manco ai tempi di Non è la Rai, e Maria s’incavola. Condurre questa trasmissione con centinaia di carampane che le urlano nell’orecchio è diventato insostenibile: ecco il motivo del suo sfogo feroce. Prima esercita il dono dell’ironia mutuato da suo marito: “è finito lo scompenso ormonale o possiamo continuare?”, poi aggredisce con l’aria dell’educatrice. Afferra una carampana dal gruppo e la porta al centro del palco, esposta al pubblico ludibrio. Per fare pesare il divario tecnico tra la conduttrice e la carampana la provoca: “lo sai cos’è uno scompenso ormonale”? E’ tutta tronfia, Maria, si sente depositaria di chissà quale conoscenza endocrinologica. Lei, che non sa mettere due parole di fila e per spiegare un regolamento impiega ere geologiche. “No”, risponde tranquilla la carampana con la faccia brufolosa, che in pieno scompenso ormonale lo è davvero, probabilmente. E lì sotto ai piedi di Maria si spalanca l’abisso della vergogna. Si sta prendendo gioco davanti a tutti di una mente più debole della sua. Una carampana che non sa nemmeno cosa sia, lo scompenso ormonale. Le sembra così piccina e indifesa, di fronte alla sua furia dialettica: si blocca, l’accarezza come una bestiola, la spedisce a baciare il suo concorrente preferito, la rimanda al posto, con mille scuse. Spiega a tutti la chiave per capire ciò che le passa per la testa: lei voleva offendere, parlando di scompenso ormonale, anche se loro non possono capire, ma poi si è pentita, perchè chi non conosce lo scompenso ormonale non merita ingiurie e prese in giro. Maria invece, lo scompenso ormonale lo conosce bene: ci convive dal giorno in cui si è alzata con la voce di un camionista peloso

  • 25
  • feb

Desperate HouseDave

Il Cillit Bang è un detersivo di culto e di tendenza, ma non per questo dobbiamo sottovalutare l’efficacia pulente del Bref multiuso, che oltretutto costa molto meno. Io comincio seriamente ad AMARLO, non tanto per come e quanto sgrassa o per quella delicata fragranza al limone, ma per via di quel sofisticato sistema integrato nel tappo spruzzatore: in posizione 1 non spruzza, in posizione 2 vaporizza e in posizione 3 spruzza schiuma disincrostante.

  • 24
  • feb

A Taramanda quel che è di Taramanda

Alla fine la blogger, non riuscendo a convincere nessuna vittima sacrificale tra quelle più gettonate, ha optato per un collaudato Liorni. Il quale ha il torto di essere troppo educato per la tv di oggi. Vorrebbe una trasmissione alla Cucuzza, perchè lui è un po’ Cucuzza dentro, e non c’è niente di male in fondo (son le trasmissioni di Cucuzza che fanno schifo, è diverso). Ad ogni modo, Marco (che è uno che di blogosfera ne sa) ha reagito sprezzante ad una provocazione che Daria ha pescato da Pocacola.com, e ha incassato da signore al momento della terza, storica citazione del Daveblog (Deivblog), che però stavolta si riferisce ad una frase tratta dai commenti e vergata di suo pugno dalla perfida taramanda

Meglio cento giorni da pecora che uno da Liorni

Per inciso, l’intervista migliore di ieri è stata quella ad Amèlie Nothomb: mai sentita prima (dannata ignoranza), ma non si capisce come ho fatto finora a vivere senza

  • 23
  • feb

Momento Britney

Comincio ad avere seriamente a cuore la sorte di questa ragazza. Ricordo ancora quel motivetto orrendo della canzone Lucky, in cui ce la dava a bere spiegando che il mondo dello star system non è tutto rose e fiori, e che l’invadenza della stampa scandalistica può rovinare la vita dei personaggi pubblici. Ebbene, l’immagine di Britney calva che prende ad ombrellate la macchina dei giornalisti che l’avevano appena tramortita di flash è qualcosa di straziante. Follia autentica, lo sguardo lucido dell’assassina. Dove sei, Britney? Che ti hanno fatto? E’ stata Paris a convincerti che le cattive ragazze vanno dappertutto? Meglio cambiare, no? Ci piacevi per quel tuo essere pudicamente suina. Vestivi i panni della lolita lasciando immaginare chissà che. E adesso, che l’abisso della perdizione ti si è spalancato sotto i piedi, sembri l’ombra di te stessa e inanelli una cavolata dopo l’altra. Questo appello è per te, Madonna Ciccone: se è vero che Britney è tua amica, prendila con te, portala nel tuo castello fatato e falle un discorsetto.

Nel frattempo, il fanclub di Britney vive ore memorabili. I post di aggiornamento si succedono senza soluzione di continuità e sfiorano il sublime nel continuo tentativo di fare del relativismo. Ad esempio

  • 22
  • feb

Psicodramma al Grande Fratello

Attimi di trash purissimo su Canale 5. Scene recitate così male che “Vivere” in confronto è cinema d’autore e “Al posto tuo” la sede italiana dell’Actor’s studio. Melita nella stanza delle sorprese: per lei c’è Diana, che le riporta la tuta da pompiere e l’anello-rigatone che Alessandro le regalò come pegno del loro amor. E’ una sfida d’altri tempi: le due galline stanno impalate l’una davanti all’altra, e la telecamera stacca furiosamente su entrambe con i tempi di una fiction del mezzogiorno. Diana tiene il pacchetto con la tuta come farebbe con un vassoio di bignè. Frasi fatte come se piovesse, confronto serrato ma niente legnate. Diana consegna il pacco e un paio di insulti, poi esce di scena sculettando veloce. Il bello però deve ancora venire: ricevuto il pacchetto con la tuta, Alessandro viene chiamato in confessionale. E lì, il dramma intestinale. Luca Dorigo (aka “il totano“) si alza e raggiunge la conduttrice al centro dello studio. Chiede di parlare ad Alessandro e riprende le fila del penoso discorso iniziato a Buona Domenica pochi giorni fa. Dice: ma questo Luca Dorigo, tronista cronico della de Filippi, non stava con Amalia, la cubista che ammalia? Non più, si sono lasciati di nuovo (e chissenefrega, aggiungerei). Solo che lui senza Buona Domenica non vive, e da bravo tronista col fiuto per gli affari si è accaparrato la bella concorrente un secondo prima che entrasse nella casa. Melita sta ancora sulla branca ascendente della curva della popolarità e lui spera nell’effetto traino per non scomparire definitivamente dall’etere. In questo senso la sua sparata di questa sera è molto ben congegnata: lo abbiamo lasciato accanto alla Marcuzzi, mentre sta per aprire bocca e dire la sua prevedibile caterva di bestialità. E attenzione, signori, nessuna sorpresa: le dice! Partenza solenne: “Alessandro, io non ti conosco e tu non conosci me, quindi io non posso e non voglio giudicarti”. Perfetto, bravo, sei un signore. Vai avanti, però. Misurato, garbato e signorile come solo un tronista sa essere. “Io volevo dirti due cose, no, un paio di cose”. Due, un paio, che differenza fa? “No, anzi, una”. E deciditi, invertebrato! “Io sono un uomo, e ho amato Melita, e l’amo ancora”. Si conoscono da venti minuti, di cui quindici con Lele Mora che guarda, e si amano, ovviamente. Segue pausa tattica, in cui il tronista finge commozione. Quella cerebrale è sotto gli occhi di tutti. Riprende con enfasi, e lì ti aspetti un’uscita di scena studiata e signorile come l’entrata. No. Alessandro, io volevo dirti solo questo: “Io sono un uomo. Tieniti la bambina e divertiti, che io che sono un uomo non so che farmene”. Ovazione a scena aperta, roba da fare arrestare il pubblico e fare disputare la prossima puntata a porte chiuse. Lo sciagurato Dorigo ha studiato questo momento da secoli: una parola di più e rovina tutto. “Me ne vado, che sia chiaro: con tutto questo non ho più niente a che fare”. Sì, come no: ci vediamo a Buona Domenica. Il resto è scuola media: Melita piange e si fa consolare in bagno dall’amica burina. Alessandro fa la parte di quello provato, ma si giustifica con una scusa mai sentita: “qui dentro è tutto amplificato”

Calendario
febbraio: 2007
L M M G V S D
« gen   mar »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728  
Random Post
Archivi
wordpress visitor counter