Carissimi, vi scrivo da un avamposto di fortuna. Devo farmi ancora un’idea completa di quello che è accaduto in questi giorni: dopotutto so di essere morto solo da qualche ora.
In attesa di tempi migliori per il mio router (“connettività limitata o assente” da 10 giorni, che ci crediate o no) e dopo un primo buco nell’acqua col tecnico Telecom, che ha gentilmente restituito al mittente l’accusa di guasto alla centrale, mi trovo a dovere commentare qualcosa che è veramente più grande di me. Nessuno scherzo, nessun esperimento, nessun morto: solamente un babbeo (io) che ha sfasciato il protocollo tcp/ip del suo pc e non riesce ancora a ripararlo. So che sarebbe più figo fare la parte di quello che ha preso tutti in giro, ma non mi sarei mai permesso di farlo, è questa la verità .
Leggo dagli ultimi commenti che c’è qualcuno che se la prende con me per il procurato allarme: questo mi addolora, perchè sinceramente mi posso imputare solo la superficialità di non aver pensato che qualcuno poteva realmente preoccuparsi. Sinceramente non lo sospettavo (chi avrebbe potuto?): la consuetudine del blog mi manca un po’, ma si sopravvive. Del resto una volta l’ho scritto che se non ci si leggeva più era colpa del modem o dell’uragano Katrina, no? Che dire allora se non che sono tanto basito quanto commosso. Spero di potere spendere qualche parola in più a questo proposito, il prima possibile.
Ah. C’è stato un periodo della mia vita in cui non consideravo il numero di cellulare un dato sensibile o lesivo della privacy. E quindi, siccome mi è stato chiesto, il vecchio numero l’ho dato a qualche vecchia gloria del forum html.it, forse a Gianluca (non ricordo), e a Selvaggia Lucarelli. Della quale oggi ho letto incidentalmente un breve sms, che mi spiegava che ero morto. Intanto capite bene che ricevere un messaggio dalla Lucarelli, con la quale non ho mai parlato, è già uno shock di per sè. Una volta ripresomi ho realizzato che dovevo lasciare un segno che ponesse fine a questa cosa assurda: eccolo.
Non so quando ci rileggeremo, ma ci rileggeremo. Scusate tanto e non vogliatemene: in questi giorni ho pure poca luciditĂ per rendermi bene conto delle cose che accadono. Ma blog e vita qui son sempre stati paralleli, per cui non voglio accampare scuse.
Un anonimo pastore campano sta pascolando le pecore | schiacciando un pisolino | guardando un dvd* (ora non ricordo, ero distratto) quand’ecco che in lontananza si ode un boato. Senza nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che sta accadendo, ecco che il terreno si spacca e ne esce fuori un’esplosione di lava. Passa un attimo, ed è la montagna ad esplodere e a rivestire tutto lo schermo di rosso. Seconda scena: c’è Lorenzo Crespi in una specie di galera, ammanettato ai polsi. Anche lui sente il boato, e dal soffitto un po’ di terra gli piove in testa. Quasi consapevole di quello che sta per accadere, le sue ultime parole sono per Veronica. “Pompei” è appena cominciato e mentre scorrevano queste scene io ricordo di aver pensato
che coraggio, che forte impatto emotivo, che taglio documentaristico e commovente. Non si perdono in premboli inutili, niente storie d’amore inventate col Vesuvio sullo sfondo, niente lungaggini, niente pizza pizza maresciĂ . Fanno vedere subito l’esplosione, che è l’elemento centrale della storia, per dare un’idea immediata della furia distruttiva della natura. Il resto non serve, è sovrastruttura, fa parte dei clichè di un modo stanco e sorpassato di fare fiction. Bravi, bravissimi. Non servono due puntate, non serve una sceneggiatura forzata, quando le immagini parlano da sole con grande forza emotiva. La scelta di fare durare questo film UN MINUTO E VENTISEI SECONDI mi trova pienamente d’accordo. SusciterĂ polemiche ma avete il mio appoggio incondizionato. Perfetto: ora due minutini di pubblicitĂ e poi un film, ok?
Ecco, pensavo tutto questo mentre è comparsa in sovrimpressione la terribile dicitura: “alcuni anni prima…”
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o fissando ipnoticamente una lava-lamp [arh, arh]
Classifica di gradimento: Cristo Ultimo. Dai, siamo seri, Federico e Agata non possono essere ultimi, Max è stato tirato su dalle polemiche con Grazia di Michele e Karima oscilla da un bel po’ tra i primi quattro. E poi Cristo era penultimo nella classifica di ieri sera, per cui è tutto abbastanza prevedibile. Ora, chi sfiderĂ Cristo? Questo è giĂ meno scontato. Non sceglierĂ Federico per ragioni di pseudo-amicizia, nè Karima perchè sa che è una potenziale vincitrice. Potrebbe scegliere Max, ma sapendo di partire sfavorito al televoto contro chiunque, alla fine dovrebbe propendere per la soluzione orgogliosa: sfido la ballerina e faccio vedere la differenza, poi chissenefrega. Quindi sfida Agata. A quel punto le carampane di Federico e di Cristo di coalizzano, battono quelle di Agata che pensavano di avere vita facile, ed Agata esce. Se ci fate caso è la storia di sempre: il fesso di turno sfida il primo o secondo in classifica e vince (es. Ermanno, Ivan). A quel punto Cristo deve scegliere tra Max, Federico e Karima. Non ha mai manifestato particolare astio nei confronti di Max, ma lo sceglie per ragioni tattiche, e sbaglia clamorosamente. Le carampane di Max si coalizzano con quelle ferite di Agata, e distruggono le carampane di Cristo. Ciao ciao, Cristo. A quel punto la palla passa a Max, che non può sfidare Karima per ragioni di squadra, e a cui non pare vero di lanciare la sfida finale a Federico. Le carampane di Federico ASFALTANO le carampane di Max e si preparano allo scontro finale contro le carampane di Karima. Che può vantare i pochi voti suoi, i tanti voti delle carampane di Agata e Max e probabilmente i voti delle carampane indecise. Per farla breve: è molto probabile che il tutto si decida grazie ai voti delle carampane a vita
Lo sapevo che non dovevo cambiare canale: dov’ero io mentre su RaiUno si consumava il dramma? Per fortuna esistono YouTube e MarioMix:
Riassumo la scena completa di Albano oggi a Domenica In per chi se l’è persa. Inizia la base del brano. Albano interrompe l’esibizione perchè a lui non arriva la base. Inizia di nuovo la base, adesso la sente. Albano parte a cantare. Dice due strofe e interrompe di nuovo: il gobbo non riporta le parole della sua canzone! E lui si era raccomandato anche prima di salire sul palco!
L’imbarazzo cala sullo studio tra fischi e applausi. Pippo non sa cosa fare, inizia a implorare al pubblico un programma della trasmissione (precisa che ne aveva autografato qualcuno) che contiene il testo. Inizia a zigzagare tra destra e sinistra del palco cercando di placare gli animi gridando “Questa cosa è bellissima!”. A un certo punto avviene il colpo di scena: Alba Parietti ha una copia di TV Sorrisi e Canzoni in cui c’è il testo di Albano. Pippo lo prende e Alba si raccomanda con Albano perchè è l’unica copia che ha! Nel frattempo qualcuno porge a Pippo dei fogli che contengono il testo e il TV Sorrisi e Canzoni sparice dalla circolazione (povera Alba!). Pippo allora s’improvvisa leggìo e, inginocchiato davanti Albano, regge i fogli mentre il cantante si appresta a cantare. L’orgoglio di Albano è tanto che inizia a cantare SENZA guardare i fogli che il povero Pippo, imperterrito, gli regge.
Dopo una ventina di secondi però le parole sfuggono dalla mente e Albano dimentica, poi legge, poi dimentica, poi rilegge, infine decide di improvvisare invocando “il Perdono” del pubblico.
Finisce l’esibizione e una signora del pubblico è azziata contro Albano, viene inquadrata e qualcuno le porge un microfono. Fuoriscena Pippo avrà lanciato uno sguardo saettante peggio dell’episodio di Fede col cronista che dà il microfono a Paolini e il gelato le viene strappato, letteralmente con veemenza, dalle mani prima che possa proferire parola. Pippo, allora, decide di chiudere la scena prima di ulteriori sviluppi invocando sbrigativamente il vincitore del Festival, Cristicchi, in modo che Albano sgattaioli via senza nè arte nè parte.
Un cordiale buonasera al gruppo carampano di ascolto di “Amici, dopo di noi andrĂ in onda Tg5 Prima Pagina“. La settimana delle semifinali anche quest’anno ha proposto un classico dell’horror: la gita al centro benessere. Se due anni fa si prendevano i ragazzi per lasciarli in Piazza di Spagna alla mercè di orde e orde di carampane, adesso li si preleva dalla casetta per portarli in un centro restauro messeghè. Chi di noi non è mai entrato in uno di questi templi del benessere alzi la mano (io). Al ritorno, grande spazio nel confessionale a commenti di importanza fondamentale: Max secondo le sue due compagne di squadra ha un fisico a pera. Federico spiega le ragioni del suo rifiuto a denudarsi davanti alle telecamere: mi vergogno (bravo: Zanforlin, Garrison, tiè). Ma questa è stata anche la settimana dell’immonda marchetta al libro del perfido duo. Maria è convinta che al pubblico da casa piaccia giocare a indovinare i personaggi di quell’opera da due soldi. Legge interi passaggi col fascino di una pompa da spurgo, e non risparmia sonore frecciate al pubblico sparlante, che però prova ad abbozzare autoironico. Rita Speranza: “mi chiamano Nonna Papera, Maria”. Oh, no, Rita cara, ti piacerebbe: “Nonna Papera” è solo la punta dell’iceberg. Tu per noi sei Nocciola, la vecchia megera, Gertrude la bacucca, l’abominevole befana delle nevi.
la cantante, ricoverata alla Promises clinic di Malibu, in California, per alcolismo e tossicodipendenza, ha cercato di impiccarsi con le lenzuola del letto. Questo al termine di una giornata particolarmente disturbata che ha visto Britney scriversi sulla testa rasata il numero 666 e gridare di essere l’anticristo
Farebbe ridere, se non facesse piangere. Speriamo davvero che si tratti di speculazione giornalistica: certo è che basterebbe l’un per cento di quello che leggo ultimamente su questa ragazza per lasciarmi di sale. Stiamo uscendo fuori da qualsiasi logica: speriamo che la mandino alla clinica americana di Lapo, che ce l’ha restituito santo
Segni del tempo che passa e delle nuove tecnologie che avanzano: quest’anno il Festival non si è limitato ad ospitare una rappresentanza blogger sparuta e un po’ turistica, come era avvenuto negli anni passati. Al contrario, dopo aver espugnato la sala stampa la blogosfera ha iniziato ad occupare anche gli altri luoghi di potere. Pulsatilla, ennesimo bersaglio della furia collettiva, è stata ospite parlante del Dopofestival. Alessandra ha degnamente coronato la mission del suo blog con un reportage a tutto campo, in cui ha sfoderato una faccia tosta pari solo al suo entusiasmo. Alberto, che tra poco mi diventa un vip all’improvviso, ha vinto il Festival sposando pienamente la causa del primo classificato, di cui è pure il fidato regista. Jeansy può attendere
Se è vero che ieri mi son dovuto sorbire non una canzone, ma addirittura un mini concerto di Gigi d’Alessio (per tacere di quella roba interminabile proposta dalla Nannini), stasera PRETENDO che a Mika facciano cantare tutto l’album. Per la vittoria penso che prevarrĂ la regola Povia: chi ha venduto di piĂą l’anno prima, vince il Festival successivo con qualsiasi scemenza di canzone. Ergo: Zero Assoluto (che sono comunque meglio della paranza)
Francesca e Massimo mi ricordano molto opportunamente che Francesco Rutelli non è solo quello che mendica turisti in inglese maccheronico, ma anche il genio che davanti all’imprevisto sa abbinare prontezza di riflessi a rapiditĂ di esecuzione
Franco Battiato: un guru. Come fa uno che ha scritto “La cura” ad aver scritto anche quella cosa intitolata “I giorni della malinconia”? Mistero. Poi però decido che devo arrendermi: è un genio, e ci piace così, perchè usa due aste col microfono e porta sul palco un gruppo di inquietanti ragazze interrotte. La regia stacca sul pubblico letteralmente basito. Gli fanno sorteggiare l’ordine di esibizione dei giovani. Devono averlo pagato bene, quei suburbani, perchè uno si aspetta che per vendicare l’affronto inizi a vomitare sulla giacca di Pippo; e invece abbozza un sorriso, sorteggia e se ne va, metafisico com’era arrivato. Che dire, se non: aminoacidi.
“Adesso un po’ di pubblicitĂ e poi arriva il mini-concerto di Gigi d’Alessio“. Ha detto proprio così, Pippo. L’Istat ha rilevato un aumento del tasso di suicidio alle 21.49 del 2 marzo. Oh, io lo dico: tollererò questo individuo solo si presenterĂ con la Tatangelo per cantare i piĂą grandi successi di Albano e Romina. E invece no, canta Battisti! E’ troppo, torno tra dieci minuti. Troppo pochi: spunta fuori Lara Fabian, a cui finalmente do un volto (e che volto) e Baudo, ancora ingrifato dopo le sevizie di ieri su Nelly Furtado, si lancia in una serie di bavosissimi approcci da maniaco attempato
Penelope Cruz s’è ampiamente guadagnata la pagnotta: prima l’intervista con Mollica al Tg1, poi l’interrogatorio di Baudo e Michelle. In italiano, bella come non mai, mi cade solo sull’amore per la pasta (e andiamo…), ma per il resto è intensa e affascinante come mi aspettavo. Ecco, magari sorvoliamo sul punto in cui dice che tra quarant’anni si vede come una “settantenne con tanti bambini”. E la menopausa? Dice “nominazione” al posto di nomination, ma la Hunziker poco prima aveva fatto di peggio: “facciamo il sorteggiamento”. Ah, il porro che si vedeva in “Non ti muovere” non era finto, Penelope ce l’ha davvero.
Elisa vestita da donna: fa un po’ Gilda Giuliani, ma l’occhio ci guadagna. Bravissima, ma questo si sapeva. il gorgheggio finale su “Almeno tu nell’universo” però che doveva rappresentarmi, un gargarismo?.