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Iet3msic
Quanto vale nell’iperuranio trash il feticcio di Federico Moccia dedicato al Daveblog “io e te tre metri sopra il cielo“? Si ringrazia InutileG per la faccia tosta
Sono sempre stato un po’ refrattario alle suggestioni di Google Maps, ma questa cosa del tour virtuale se ci pensate è colossale. Uno che non ha mai visto New York, ad esempio, può farsi una capatina per capire se vale la pena di farsi tutte quelle ore di viaggio.
Quanto vale nell’iperuranio trash il feticcio di Federico Moccia dedicato al Daveblog “io e te tre metri sopra il cielo“? Si ringrazia InutileG per la faccia tosta
Lara giustamente mi ricorda che l’inizio del Festivalbar non è solamente il tradizionale segno dell’estate che si avvicina, ma soprattutto l’anniversario della dipartita di Mauro Repetto dai palchi di tutta Italia. Quelli che dicono che adesso fa l’orso Baloo ad Eurodisney mi dovrebbero innanzitutto spiegare dove sta l’orso Baloo ad Eurodisney, visto che quando ci sono stato io era tutto un tripudio di principesse, scoiattoli e personaggi minori, ma di Baloo nemmeno l’ombra. Anche durante la parata, non c’era nessun carro a tema. Comunque, rivedendo il filmato a lato mi è venuto in mente che ogni epoca ha il suo Repetto, alla fine della fiera. Per dire, io quando vedo Ballo accanto a Cremonini noto una straordinaria somiglianza, oltre che un’analoga utilitÃ
Accidenti, quante persone leggono City, il quotidiano che distribuiscono alle fermate della metropolitana! Ringrazio plenariamente i segnalatori, gli altri se vogliono possono passare a pagina 13.
Tra parentesi, per me Stefano Gallarini è ancora lo storico direttore di The Games Machine. Anzi, peggio: quello che conduceva una imperdibile rubrica dedicata ai videogiochi in una specie di telegiornale con Giorgio Mastrota in onda su Odeon TV. Poco prima dei Cavalieri dello Zodiaco, se non ricordo male.
Viste le recenti, quanto inutili polemiche e viste la comune passione
per la famiglia di prodotti Bref, volevo metterti a conoscenza del
nuovo arrivato (almeno per me, magari tu ne usufruisci da tempo) il
Bref WC Jumbo Forza Gel (c’è anche la versione al Pino Silvestre, ma
non scherziamo). Adesso esigo anche il detersivo sia per piatti che
per bucato.
Allego foto, per un eventuale post, così giusto per stemperare gli
animi.
Ciao
Vik
Amministratore Delegato Henkel Italia
Sto colpevolmente sorvolando su “La sposa perfetta“, il reality più bello della stagione. Il format presenta alcuni elementi di novità di un certo rilievo: tre gruppi che si rimescolano continuamente, creando situazioni sempre inedite; ritmo di eliminazione lentissimo, così il programma non vive situazioni di stanca; personaggi meno plastificati che a Uomini e donne: le mamme sono credibili e i figli pure, nella loro assurdità ; le spose sembrano le solite corteggiatrici aspiranti troniste, a vederle, e invece hanno carattere e temperamento da vendere. E poi c’è lei, Sara. Di lei si sa un po’ tutto: che ha incarnato per metà programma l’ideale acqua e sapone bramato da Andrea e da mamma Emanuella, salvo poi scoprirsi ragazza madre con un passato sottaciuto. Seguirono bei momenti, con Andrea spiazzato a recitare la parte del maschio tradito nella fiducia. Poi però fu pace, con la promessa di dirsi tutto tutto tutto. E infatti, la puntata dopo gli amorali autori della trasmissione mostrarono il filmato della partecipazione di Sara ad un reality trash dal titolo “Sexy boxy”, o qualcosa del genere, in cui la nostra fendeva pugni in toppless: giusto il genere di esperienze televisive che piacciono tanto a mamma Emanuella. Anche lì, tante polemiche e clima di sfiducia ma alla fine l’amore trionfa. Finchè la settimana dopo gli autori amorali svelano che Sara in passato è andata a letto con un altro concorrente, per giunta appena entrato. Insomma, un capolavoro di perfidia, cose che la de Filippi con le sue telefonate di avvistamento in discoteca ancora si sogna. Ma c’è di più: Massimiliano, il figlio della collerica mamma Ambra, è sempre sembrato il meno capace a carpire le grazie delle belle abitanti di villa La Suocerina. Almeno finchè gli autori lo hanno svergognato in diretta mettendolo in collegamento con la madre di suo figlio e mostrando un filmato in cui lo Inseminator spiegava ad un compagno che lui di figli segreti ne aveva due, e che di riconoscerli non se ne parlava nemmeno, perchè lui ha un ideale di famiglia ben preciso, e nella famiglia deve esserci amore. Ma complimentoni! Insomma, “La sposa perfetta” è un programma che fa dei valori la propria missione: non ci credete? Enzo non credeva ai suoi occhi, quando ha catturato con tempismo il frame assassino
Ieri sera Canale 5 ha mandato in onda un peplum da ricordare: ripescato dai recessi più reconditi dei suoi archivi, “Spartaco” ha totalizzato la miseria di tre milioni di spettatori. Chi se l’è lasciato sfuggire sappia che si è perso il dottor Kovac nei panni dello schiavo rivoluzionario; una roba che in confronto “Xena la principessa guerriera” è una fedele ricostruzione storico-filologica. Kovac che anzichè bombardare i nemici di antibiotici li prende a mazzate è davvero credibile, in effetti
Ambra, Enrico Silvestrin e Imma di Ninni condurranno il Festivalbar. Fonte: Federica. Spero sia uno scherzo
Quando al supermercato passo davanti agli stand con gli assaggini sono combattuto tra due istanze: da una parte la necessità di “collezionare assaggi”, come fossero gadget, dall’altra la DIGNITA’. Siccome al 99% ora che c’ho un’età vince la seconda, finisce che quando passo davanti al banchetto coi fondi della moka guardo quell’orda di caffeinomani con un’aria schifata, a metà tra il disprezzo e l’invidia per la faccia di tolla. Li adoro: stanno lì perchè vogliono un caffè, ma poi per giustificare la scena fanno la parte degli intenditori e si mettono a commentare il caffè col vicino, coi figli a tracolla.
Avevo appena superato il banchetto caffè, e pensieri non dissimili mi sfioravano la mente, quand’ecco che mi imbatto nel banchetto che distribuisce i campioni di GRAN SOLEIL, “il nettare degli Dei“. Siccome la coerenza è il mio forte, poso la dignità sullo scaffale più vicino e mi lancio all’avventura. Astuto come una faina, mando in avanscoperta una signora spudorata che brandiva il bambino come un piede di porco per scardinare le resistenze residue della commessa. “Si possono prendere, VERO?” (indicando lussuriosa la mini-confezione, e ben conoscendo la risposta, o credendo di conoscerla). “Certo, signora, sono campioni per degustazione. Ma le chiedo la cortesia di tornare tra 5 minuti, perchè i campioncini sono troppo congelati e rischierebbe di non gustare pienamente il prodotto”. Lascio l’ingorda signora in balia della sua figura barbina e mi allontano verso nuovi e mirabolanti scaffali, dicendo tra me e me che il mio tempo non vale un Gran Soleil, per cui se li tenesse pure, che tra cinque minuti sarò in mezzo alle verdure e a quel punto ci sarà bisogno di tutta la mia concentrazione. Nel pianificare la mia vita non avevo però tenuto conto che da quel momento e per i successivi cinque minuti nella mia testa sarebbe stato tutto un risuonare di quella musichetta malefica: “GRAN SOLEEEEEIL, IL NET-TA-RE DEGLI DEEEI”. Compro il doccia schiuma e sento “GRAN SOLEEEEEIL, IL NET-TA-RE DEGLI DEEEI”, prendo il prosciutto e -zac – “GRAN SOLEEEEEIL, IL NET-TA-RE DEGLI DEEEI!”, col coro sempre più gioioso, sempre più coinvolgente, sempre più incalzante! Allo scadere del minuto tre faccio per tonare sui miei passi (giacchè guarda caso stavo girando in tondo) e sento la voce nota: “ancora due minuti e saranno perfetti”. Seguono due minuti in cui fingo di interessarmi all’annosa questione: “ceci o lenticchie?”, dopodichè giro i tacchi e punto dritto lo stand come un carroarmato. O il Gran Soleil o la vita.
Sfodero il sorriso Durbans: “posso provarlo?”. La commessa annuisce sorridendo a sua volta, ma precisa che è ancora troppo freddo. “Dannazione”, penso io, “molla cinque di quei mini-cosi e falla finita. Sciogliersi? Li mangio con tutta la carta, spicciati!”. Come un perfetto psicopatico, preciso che lascerò passare qualche minuto prima di avventarm… prima di trovare il tempo di divorar… di degustare quella verosimile prelibatezza, per cui stesse pure tranquilla e sganciass… ed elargisse il campione omaggio, orsù. Prendo il lingotto e mi allontano furtivo tra mangimi per animali, millantando riflessioni da intenditore, come da copione: “un gelato che ha bisogno di tutta questa manutenzione non parte bene”. Apro la vaschetta, con la porzione da fame e il cucchiaino improbo, mentre in testa è tutto un clamoroso divampare di “GRAN SOLEEEEEIL, IL NET-TA-RE DEGLI DEEEI, IL NETTARE DEGLI DEI!”. Ho fatto violenza su me stesso, dicevo. Per aver fatto ciò che io stesso stigmatizzo? No, no, l’incoerenza è perfettamente coerente, nel mio caso. Per aver dimenticato la dignità tra i pelati? Poi l’ho ripresa, figurarsi, malconcia ma l’ho ripresa. La violenza è stata non comprare una fornitura per un anno di quella mousse al limone. E’ effettivamente buonissima, la maledetta. L’ho fatto per non impazzire: avrei terminato la scorta nel primo giorno, a prescindere dal numero di confezioni, e ad un certo punto avrei sentito il frigo chiamarmi cantando quello che sapete voi.
Premesso che chi ha inventato la parola “tesoretto” dovrebbe rassegnare le sue dimissioni ADESSO, mi meraviglio che il titolista etilico del tgcom, a proposito delle difficoltà nell’individuare la destinazione d’uso del malloppo, si sia tuttora lasciato sfuggire l’efficace