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Sai che me lo stavo chiedendo anche io? :)
Confalonieri oggi al TG5 ha spergiurato che non cambierà nulla.
Nello stesso servizio d'ordinanza PierSilvio invece, inquadrato a mezzobusto davanti una cartina geografica dell'Europa, dopo aver magnificato le possibili sinergie industriali mentre nel frattempo si concentrava fortissimo per lanciare a tutti gli spettatori il messaggio subliminale - comprate le azioni mediaset - , ha fatto capire che nel favoloso portafoglio della suddetta società acquisita presto potrebbero entrare alcune favolose produzioni italiane.
Ovviamente il mio brivido è subito andato lì : Amici anyone ?
Il format di Amici in tutto il mondo. Un sogno che si avvera.
Forse venderanno in bundle anche un pacchetto di signore burine da mettere tra il pubblico che urlano con forte accento regionale "Mariaaa, quello Tizio non sa cantareee" e insulti vari.
Cosa cambia nell'immediato? Tanto per cambiare bufera in Rai!
Azzardo, eh: niente, nessun trasloco, almeno nell'immediato
Forse - azzardo sempre, eh - Silvio userà semplicemente il nuovo acquisto come "arma di ricatto"...
Insomma, guarda caso, proprio in questi giorni è in discussione la proposta (blanda) di legge sul conflitto d'interessi.E poi sul piatto c'è sempre il ddl Gentiloni, la legge ammazzamediaset, come l'ha definita Berlusconi.
Beh che l'abbia comprato o meno non so che differenza faccia: ormai i programmi di Canale 5 son quasi tutti della Endemol, dai quiz ai reality. A proposito, dobbiamo ringraziare loro per Uno Due Tre Stalla?
Ma NOI ( nel senso di Rai e Mediaset) cosa diavolo abbiamo da esportare in tutto il mondo?
L'ultimo nostro programma di successo all'estero è stato Colpo Grosso.
Siamo messi bene direi. E' ora di smetterla con questa importazione di format e programmi insulsi.
Che gli autori italiani incomincino a lavorare sul serio. Cribbio!
OT-eccoci...giacobbus!!!ha ribeccato l'ubriacone dell'egitto dell'altra volta e hanno appena messo su una squallida pantomima fingendo di ritrovare un reperto li al momento!che fortuna!
succede che tutti i programmi già alla rai staranno li, ma verranno pagati un cicinin in più :)
quanto ai nuovi programmi.. beh qualcuno avrà la precedenza!
Ecco, basta che non aumentino il canone per farci vedere Affari Tuoi su Rai Uno...
Per me potrebbero traslocare tutti su Italia7 Gold!
Ps non sapevo che anche le Invasioni BarBariche fossero Endemol ( così come il programma di Fabio Fazio).
Quandi anche la vostra Daria traslocherà?
La Endemol è una società produttrice di format televisivi olandese e produce e vende format in tutto il mondo.
Questi acquisti servono per capitalizzarsi, questo è il primo colpo importante.
Il 2 colpo è che tutti i clienti Endemol ora sono anche clienti Mediaset , Rai inclusa.
Terzo colpo: la Endemol era di Telefonica (l'azionista spagnolo di Telco, che controllerà Telecom Italia)... si apre così un nuovo rapporto commerciale, che però potrebbe avere risvolti più telefonici che televisivi...
@Dario B., o ancora televisivi (oltre che telefonici)? Telecom Italia controlla la7... ci sono in ballo pure i canali assegnati sul (più o meno prossimamente imperante) digitale terrestre...
(Sto leggermente abusando dei puntini di sospensione)
@Dario B., o ancora televisivi (oltre che telefonici)? Telecom Italia controlla la7... ci sono in ballo pure i canali assegnati sul (più o meno prossimamente imperante) digitale terrestre...
(Sto leggermente abusando dei puntini di sospensione)
Forse qualche esperto di format legge il Daveblog, o forse potrebbe rispondere Daria Bignardi. Capisco la forza del format quando si basa su un'idea bislacca, nuova, originale e quindi da "brevettare" e replicare su scala mondiale, ma nel caso delle Invasioni BarBariche (o di Che tempo che fa) il format qual è? Sono talk show come molti altri, una formula vecchia di anni e i due programmi citati al mio occhio disattento non celano alcuna idea innovativa da tutelare. Se un'emittente decidesse di realizzare un talk show e al suo interno inserire informazioni meteo, dovrebbe pagare la Endemol? Le Invasioni BarBariche è un programma interessante per i temi trattati, per la bravura della conduttrice e la scelta degli ospiti ma c'è davvero bisogno di un format per realizzare un semplice talk show? A meno che in che in questo caso l'acquisto del format presuppone un servizio chiavi in mano comprensivo di allestimenti scenografici, argomenti già sperimentati in altre edizioni straniere, tecniche di regia o altri elementi tecnici: un franchising applicato alle produzioni televisive.
questi sono i risultati di 5 anni di governo berlusconi! silvietto invece di fare i nostri interessi si è fatto i cazzi suoi. mediaset ha incrementato gli utili e così si ha potuto comprare endemol. e ora? ora decide il palinsesto di tutta la tv. se fossi la rai inizierei a produrre autonomamente invece di importare format, per la maggior parte schifezze e flop come colpo di genio.
D.d.L. Gentiloni & Blind Trust è lex.
Berlusca compra telecom e si ritira negli affari
Brambila Rex Italiae
Ma quindi c'è stato una sorta di scambio di favori tra Mediaset e Telefonica, giusto? Per la questione del conflitto di interessi Mediaset non ha potuto prendersi neanche una fetta di Telecom Italia, che infatti è andata in parte a Telefonica; in cambio però Mediaset (più Telecinco) ha comprato la Endemol da Telefonica.
purtroppo non è (ancora) lex
DM :*, ma ci sei anche tu... (e la sorellina? :*)
'Notte anche a te (y a todas/os) :D
A proposito, e se fosse un bene che la Endemol non rifili più quei prodotti liofilizzati ala Rai?
E sE si cominciasse veramente a provare a fare qualcosa di nuovo?
In Italia, chi si muove, è perduto...
ecco, questo sì che potrebbe essere un buon risvolto della medaglia :)
(arguto, come sempre :*** notte anche da qua, oltre che là e dillà :DDD)
:** (se li é mangiati!)
Ciao, Aga :*. Notte anche a te.
(eh la sorellurker c'è...)
Magari la Rai rinunciasse a certi prodotti!
Io temo che andrà diversamente...
Per i programmi Endemol già ceduti, con ogni probabilità, non succederà niente fino a che non scadranno i contratti con cui i format sono stati ceduti, salvo qualche clausola particolare che però non conosciamo perchè, di fatto, non conosciamo i contratti. Dopo che i contratti scadono (e conta che probabilmente c'è qualche clausola che disciplina le condizioni di rinnovo) i diritti sul format rientrano in capo alla nuova gestione di Endemol, quindi è da questo momento che si vedrà che accade.
La questione potrebbe essere complicata anche dai contratti di ingaggio dei conduttori del determinato programma, che magari hanno scadenze diverse rispetto alla cessione del format o sono stati formati entro limiti di budget incompatibili con prezzi differenti che potrebbero eventualmente posti per il rinnovo (qui è entra in gioco anche la strategia adottata dagli agenti).
Cedere il format e soffiare il conduttore potrebbe diventare un'altra strategia per dettare implicitamente condizioni o applicare differenti politiche di prezzo.
Poi bisognerà vedere la politica della nuova gestione, probabilmente i format con più successo saranno rinnovati a caro prezzo o a condizioni particolari che garantiscano il guadagno atteso in caso di ritrasmissione in Mediaset a fronte della cessione a un concorrente.
Ma queste sono ipotesi, chiacchiere dette così e senza sapere i dettagli dell'acquisizione nè quale sarà la reazione dei concorrenti Mediaset, che sono normalmente gli acquirenti dei format e, avendo presumibilmente avuto la notizia in anticipo rispetto al grande pubblico, avranno già pensato a formulare qualche strategia difensiva.
Il format infatti è molto difficile da proteggere, non è definito dalla legge, se si vuole è possibile modificare le caratteristiche di un format e crearne un altro che appaia differente ma sostanzialmente non lo sia. La prova del 'plagio' è poi roba che va affrontata in tribunale. Anche l'assunzione del rischio di una causa fa parte di strategie di mercato.
E' anche possibile che in Italia la questione rimanga statica, perlomeno nel breve periodo, mentre si insisterà di più con acquirenti esteri.
Insomma, gli sviluppi sono interessanti, non ci rimane che attendere:)
Un dubbio che non mi ha fatto dormire questa notte: "che tempo che fa?" è un format? Voglio dire non è semplicemente una trasmissione con le previsioni del tempo e le interviste ai vips? Se uno dice: "mettiamo insieme meteo e vips" lo pagano euro sonanti per la genialata? :P
Igloo, DM (sorellurker) :***
intanto stamattina ho scoperto che in rai riesumano 'Stasera mi butto'... chi se lo ricorda?
Secondo me, più semplicemente, la Rai rimarrà con le pacche nell'acqua.
Ho inventato un format. E' inutile che lo copiate perché l'ho già depositato nelle sedi opportune.
Si prende un tizio qualsiasi dalla strada a sua insaputa.
Lo si carica a forza in un pullman pieno di gente vestita di bianco. Lo si conduce in una sala d'aspetto tutta bianca dove un sacco di gente vestita di bianco, che non gli rivolge la parola, aspetta. Un tizio vestito di bianco si avvicina al malcapitato e gli consegna il numero 326...
il malcapitato aspetta il turno. Viene invitato a fare silenzio. Come tutti.
Tocca a lui. Viene accolto da un tizio vestito di bianco
che gli dice "Dica!".
A questo punto il malcapitato può raccontare con parole sue la sua disavventura.
Allo scadere di tre minuti. Suona un gong!! e il tizio viene mandato fuori e ricondotto al punto di partenza.
Il titolo? "Una giornata di m. per te".
Vi piace? Lo vedreste?
@ cat_79: Stasera mi butto mi piaceva tantissimo, e se tu sei del '79 dovresti ricordartelo anche tu, visto che io sono del '78... e tra l'altro da lì sono usciti dei personaggi che hanno avuto un buon successo, anche se adesso come adesso non me ne ricordo uno.. comunque non sarà sicuramente piacevole come il primo. Di questi tempi non è piacevole più niente!!!
Velante, il tuo format sarebbe un centro di ascolto per alcolisti anonimi o cose simili (mi viene in mente il libro-film Figth Club) trasposto in tv: non sarebbe tanto peggio di molti altri programmi attuali :-).
Io ho un altro format per il quale pagherei di tasca mia per vederlo. Titolo: nella fossa dei leoni.
Tema. Prendi Berlusconi, portalo al Leoncavallo e sottoponilo ad un'ora di domande senza censura da parte dei ragazzi del centro sociale; poi prendi il no global Caruso, portalo in Confindustria a rispondere alle domande degli imprenditori; poi Calderoli in un centro di prima accoglienza per immigrati; Moggi in un Inter Club; un capo ultrà davanti ad una platea di poliziotti; Calisto Tanzi di fronte ai risparmiatori che hanno investito in bond Parmalat, e così via. Le combinazioni potrebbero essere infinite...
@Holly:Stasera mi butto mi piaceva tantissimo, e se tu sei del '79 dovresti ricordartelo anche tu, visto che io sono del '78... e tra l'altro da lì sono usciti dei personaggi che hanno avuto un buon successo, anche se adesso come adesso non me ne ricordo uno.. comunque non sarà sicuramente piacevole come il primo. Di questi tempi non è piacevole più niente!!!
tra tutti panariello e neri marcorè
Non succederà nulla, per il semplice motivo che la RAI i programmi li pagava già prima ad Endemol, e quindi la differenza per lei è pari a zero, visto che prima pagava ed ora pagherà.
A Mediaset invece conviene che Endemol continui a vendere format alla RAI, perché le vendite intragruppo alla fine non vanno ad incidere sul bilancio del gruppo perché vanno stornate; vi pare sensato che Mediaset inizi a vendersi le cose in esclusiva vendendosele e comprandosele? E' un'azienda quotata, quindi pensa agli utili di bilancio, non a qualche punticino in più di Auditel un sabato sera, che interessa molto di più giornali ed internauti piuttosto che le vere logiche aziendali
Un punticino di Auditel in più si traduce in un prezzo più alto degli spazi pubblicitari, quindi maggior fatturato.
In un commento di qualche tempo fa, quello nel quale spiegai come mset abbia abbattuto i costi di produzione dei programmi e come questo ha cambiato la sua strategia riguardo ai flop che da loro, a differenza di quelli sulla rai che decretano la chiusura del programma già alla seconda puntata, non vengono affatto chiusi, omisi questo dettaglio dell'acquisto di Endemol perché ancora non era ufficializzato e non era il caso quindi di farci sopra conti.
Ora che è ufficiale (e ora che chiedi che qualcuno ti dipinga scenari possibili) lo si può aggiungere all'elenco degli elementi che spiegano perché a Mset un flop non è un danno economico insostenibile, che ricordo erano:
-i costi degli spazi dove girano, avendo loro in mano quasi tutti i teatri di posa di Cine Città (avevo anche messo un link allo storico) sono praticamente un terzo di quello che pagano gli altri; gli altri teatri di posa sono di loro proprietà quindi non pagano.
-i protagonisti dei programmi ormai sono quasi tutti opinionisti e concorrenti di reality che con due euro vanno a inaugurare un supermercato, litigano in tv e cantano vestiti da elefanti tutto nello stesso giorno senza lamentarsi di nulla e in ogni caso essendo prodotti dei loro stessi programmi, di fatto sono personaggi di loro proprietà che non possono far contratti con altri.
-Avendo quasi tutte le voci d'uscita finanziaria nella colonna "Roba nostra" i margini che prendono sugli spazi pubblicitari che vendono sono il triplo di quelli che prendono gli altri canali, i quali si devono pagare pure i tramezzini e quindi alla fine il bilancio, a parità di entrate ma con una differenza di uscite abissale, li rende quasi indistruttibili.
Rimaneva l'unica voce (molto rilevante) di uscita dalle casse, i diritti per l'uso dei format.
Ora che si sono comprati la Endemol quella voce non c'è più e quindi l'ultimo elemento che li manteneva ancora un po' a livello di tutti gli altri, se non altro per il fatto che anche loro come tutti pagavano i diritti, scompare.
A questo punto alla voce "uscite" del loro bilancio non c'é praticamente più nulla e i migliori programmi per loro sono a costo zera e tutto il guadagno degli spot gli resta in tasca.
Lo scenario futuro è semplicemente che potranno prendere camion di soldi e comprarsi tutti i migliori presentatori che ci sono in giro, perché il resto delle voci non sono dei costi e quindi possono concentrare tutti gli investimenti sull'unica voce esterna rimasta: i presentatori.
Lo scenario sarà quindi il loro avere in mano le migliori trasmissioni condotte dai migliori presentatori (che ora che le offerte avranno la possibilità di avere uno zero in più certo ci penseranno prima di restare in rai), cosa che farà sì che il 90% del pubblico si sposti da loro e con il pubblico il 90% delle aziende che comprano gli spazi spot.
Triplicano il fatturato nel giro di un anno e diventano inespugnabili da chiunque non possieda qualcosa più di loro.
Ma quel chiunque non esiste e quindi ciccia, hanno completato la macchina per arricchirsi esponenzialmente senza mai più rischio imprenditoriale.
Tutto qua.
qualche sabato sera di pochi punti di auditel in più non si rispecchiano sensibilmente sul fatturato, perché i tariffari sono fatti sulle medie stagionali per fascia oraria, e rimane in ogni caso molto più conveniente vendere contenuti e format alle emittenti televisive
No, certo, ma i margini si.
Se io e te siamo concessionari di auto della stessa marca e le vendiamo allo stesso prezzo (invento: 10.000) è sui margini che ci differenzieremo.
Se tu hai un concessionario a Roma e io uno a Pinerolo, la differenza di affitto locale inciderà nel mio margine per un 3%, nel tuo per un 20, visto che gli affitti a Roma sono il triplo, quindi io di fatto vendendo la macchina al tuo stesso prezzo, in realtà gadagnerò di più.
Poi alla voce costi avremo due commercialisti che si mangiano il loro pezzo di margine su quella vendiata.
Se tu quel lavoro lo fai fare a uno della tua famiglia, il suo incidere sul margine si abbatterà, aumentando quindi quello che resta in tasca a te.
Poi ti puoi comprare il palazzo nel quale hai la concessionaria, così non paghi più l'affitto.
Ti resta come unico costo l'acquisto dell'auto alla casa madre.
Se ti compri anche la casa madre, non avrai nemmeno più quello e il margine tra il costo dell'auto alla produzione e quello di vendita al pubblica ti resterà tutto in tasca a differenza di me che continuo a pagarmi l'affitto, la commercialista, i dipendenti...
Di fatto, senza bisogno di nessun tipo di intervento sul prezzo, vendendola entrambi allo stesso identico prezzo di prima e senza nessun altro intervento, tu vai a guadagnarci il triplo di quanto ci guadagno io senza modificare di una virgola il prodotto.
Nel giro di un anno avrai accumulato soldi sufficienti per comprarti tutti palazzi delle concessionarie che ci sono in zona, così oltre che non aver più spese, ti pigli pure i soldi dell'affitto delle altre concessionarie.
Sei proprietario della Fiat ma ti pigli pure i soldi da chi vende Bmw, che quindi a differenza tua non potrà (matematicamente) mai diventare più ricco di te e superarti in fatturato.
Non c'entrano i due punti di share.
E' economia, non gradimento.
Anche con lo stesso identico share ora guadagnano il triplo.
No scusa Broono, questo modo di spiegar l'economia di mediaset come se fossi dal lattaio è impressionante.
Le uscite ridotte a zero, zero costi...
continua a fare il regista, ti prego :-)
sì caro broono, solo un particolare: i soldi x comprarmi il palazzo da qualche parte devono arrivare, e se invece di essere un palazzo è un'azienda, c'è ovviamente incluso il rischio imprenditoriale nel comprare qualcosa che ora va bene ma, se non gestita correttamente, può funzionare peggio.
Se poi mi dici che Mediaset ha fatto l'operazione x averne dei benefici, beh, grazie, mi pare piuttosto ovvio che nessuno faccia niente x nulla
Magari grazie alla vendita nell’aprile 2005 del 16,68 % di Mediaset (per 2,08 miliardi di euro), con i debiti Fininvest (864 milioni di euro) azzerati e l'entrata in cassa di 1.256 miliardi di euro, parcheggiati per lo più indovinate dove?
Ma in titoli di Stato ovviamente.
Questo per incoraggiare il rischio d’impresa...
Ah, anche qualche "piccolo" sgravio fiscale (quando "tutto" andava bene... e agli "altri" si elargivano una sessantina di euro), non credo che abbia fatto poi così male...
@Emanuela: A MSet le regole sono 5 e sono riassumibili come fossi dal lattaio, il resto è colore per magazine.
Alcune di quelle 5 te le ho spiegate.
Non ci credi?
Pace.
Mi suggerisci di continuare a fare il regista?
Grazie.
Seguirò il suggerimento.
L'iniziativa di continuare a lavorare per MSet la prendo autonomamente, spero non ti generi ulteriori sorrisi di circostanza.
Nel caso, saprò farmene una ragione.
@Italian84: Ah già, hai ragione, non sono stato completo, nella mia spiegazione manca il reperimento dei fondi.
Che stolto, infatti mi hai subito colto in castagna.
Mi ero in effetti dimenticato di mettere in elenco che sei proprietario della più grande libreria del paesello, amico dei più grandi banchieri e per puro caso proprietario di una delle tre prime assicurazioni del paese.
Hai ragione, nel mio ragionamento su MSet ho commesso l'errore di non spiegare da dove prenda i soldi.
E' che pensavo scioccamente che non esistessero più in Italia persone alle quali glie lo devi spiegare, che "quello" ha caverne di soldi sparse per l'italia pronti a esser spesi.
Non ho detto che ha fatto quest'operazione per avere dei benefici (il festival dell'arguzia, stasera, vedo), ho risposto alla domanda di Davide "Quali benefici?"
@Broono, che ti prende? non ti inacidire proprio con me!
Il tuo lavoro di regista per chiunque non potrebbe generarmi sorrisi, perchè io non so nemmeno cosa significhi essere registi.
Però sono economista e imprenditrice.
@Emanuela: l'economia è normalmente quella del lattaio, il resto sono paroloni che quelle come me infilano nei discorsi per far sembrare le cose complicate e far credere al prossimo che siamo "indispensabili", "intelligentissimi" ed "acuti". Balle. Tornando a Mediaset, la teoria di Broono, ha un filo logico e pertanto regge perfettamente. Reggerebbe anche qualunque altra teoria, purchè dotata di filo logico. La mia impressione, comunque, è che si stia andando sempre più verso la monotematicità (i programmi satellitari ne sono un esempio). Verso questo tipo di canali (monotematici) sta andando in forma sempre più massiccia il mercato pubblicitario, dal momento che è molto più semplice stabilire il target di Fox che non quello di Raiuno o Canale5. Da questo si può supporre che i margini di guadagno pubblicitario si siano assottigliati, pertanto qualunque azienda cercherebbe nuovi sbocchi e prospettive, possibilmente integrando i business già esistenti. Mi limito a notare che Mediaset non sarà fornitore della sola RAI ma di molte emittenti europee e non. Il che consentirà di immettersi in un business assai più redditizio di quello attuale.
Scusa Dave, non ho avuto tempo di leggere i commenti.
Detto questo, credo che la situazione riamanga invariata; solo che la Rai comprerà i format da Mediaset...
PS: non sono un'analista
ehm...ero appena tornato a casa dopo una notte spagnola passata a festeggiare (e a pagare loro una serie di giri visto il mio incarico) con i colleghi e qualche kebab sullo stomaco per colazione...sono stato veramente di un acidume raro (per me poi, che mi viene così bene) e nemmeno avevo capito fossi tu.
pedddono! :)
Dammi il mignolino , che facciamo pace
;-)
@Pollon scrive:
Mi limito a notare che Mediaset non sarà fornitore della sola RAI ma di molte emittenti europee e non. Il che consentirà di immettersi in un business assai più redditizio di quello attuale.
Ok, questo è inequivocabile.
La domanda di Dave credo però che mirasse a conoscere le conseguenze di questa operazione sui palinsesti.
Di solito quando ci sono queste operazioni le conseguenze sono che i clienti migrano per altri lidi qualora non vogliano diventare clienti di un loro concorrente.
In tal caso si potrebbe avere un disinteresse da parte di rai dei prodotti endemol e magari un passaggio di questi format sulle reti mediaset.
Oppure si potrebbe trovare un accordo e questo sarebbe un ulteriore successo per Mediaset.
@broono: forse non ti è esattamente chiaro chi abbia comprato cosa. Mediaset, in cui Fininvest ha circa un terzo delle azioni, ha comprato Endemol. Mondadori, Mediolanum e compagnia bella non c'entrano una beneamata mazza nell'affare; e se pensi che un'azienda quotata in borsa con 6000 dipendenti funzioni come la latteria di famiglia, in cui la zia mette i soldi se il nipote non ne ha, forse ti manca qualche base di economia.
@Emanuela: credo, molto sinceramente, che non ci sarà cambiamento alcuno rispetto ai palinsesti. Se Rai non è in grado di prodursi internamente i format, dovrà comprare i format da qualcun altro, ed in questo momento il leader di mercato (ma non sono un'esperta) è Endemol. A Fininvest interessa ottenere profitti, pertanto ha ogni interesse a vendere a Rai i prodotti Endemol. Chiaramente, potrebbe favorire Mediaset in alcune occasioni, ma occorrono tre considerazioni di massima:
1. Questi format sono, grosso modo, tutti uguali
2. L'80% del successo del format lo fa il conduttore (infatti i pacchi andavano alla grande con Bonolis, sono stati un mezzo disastro con Pupo e un disastro completo con la Clerici, sono tornati ad essere un successo con Insinna).
3. Mediaset ha tre reti, e di conseguenza tre palinsesti, perciò considerando che non può trasmettere a rullo esclusivamente dei format, dovrà trovare qualcuno a cui distribuirli, e quel qualcuno, in Italia, può essere solo Rai (occasionalmente La7)
Infine, va tenuto conto del fatto che in questo momento gli ascolti non li fanno i format, ma la fiction, specie made in USA, perciò l'acquisto di endemol assume una rilevanza strategica solo in chiave internazionale, dal momento che a livello nazionale dal punto di vista economico rappresenta ben poca cosa.
@italian84: Mondadori, Mediolanum, Edilnord, Medusa e via dicendo c'entrano con l'affare. Eccome.
1. Sotto il profilo economico un "impero" di quelle dimensioni accede a finanziamenti bancari di ben altro profilo rispetto a quelli cui accederebbe Mediaset in senso stretto. Le banche concedono spessissimo prestiti che esulano dalle garanzie bancarie fornite, secondo una discrezionalità che valuta anche altri aspetti.
2. Mondadori, Mediolanum, Edilnord (e non voglio nemmeno approfondire l'aspetto politico della vicenda, se no diventa un casino) possono fare un'azione di lobby sui gruppi bancari che le fanno rientrare a pieno titolo nell'affare.
Ribadisco, la latteria di famiglia e una multinazionale operano sicuramente su scenari diversi, ma non necessariamente sono necessari ragionamenti più evoluti per leggere tali scenari
@Italian84: No ma hai ragione, eh.
Esssenti...tu che hai le basi di economia e sai la differenza tra latterie e multinazionali, mi spieghi dall'alto della tua sapienza la presenza della figlia nel consiglio d'amministrazione?
Quella che vorrebbe fare l'attrice, dico.
Al capitolo "Consigli d'amministrazione" del tuo libro di testo cosa dicono in merito?
Che è una gestione di una società quotata in borsa da 6000 dipendenti paragonabile a quella di una latteria a conduzione familiare o spiegano che la competenza si tramanda geneticamente e quindi è giusto che nel CdA della famosa azienda da migliaia di dipendenti ci sia la figlia ventenne del lattaio?
Perché è un dato, eh, non è una confidenza che ti sto offrendo in via eccezionale e immagino tu conosca il potere di chi siede in un CdA.
L'altro figlio poi ieri su Repubblica comunicava la gioia per il fatto che quest'operazione è il risultato di un lavoro suo e di altri giovani imprenditori.
Oh incredibile il cavaliere.
Ha fatto tutti figli che a vent'anni gestiscono migliaia di dipendenti e decidono acquisizioni dalle dimensioni talmente grandi che ne avviene una ogni dieci anni.
Cacchio che famiglia di geni.
Avessero avuto davvero una latteria, in un baleno avrebbero potuto farla diventare un'altra parmalat.
No così, un esempio a caso.
Caro Italian84, a volte le cose gigantesche le capisci di più conoscendo chi muove i fili, che leggendo tutti i libri di economia del mondo.
E te ne potrei raccontare non poche, non fossimo su un blog, che ti farebbero rivedere un tantinello la convinzione che per capire quell'impero serva aprire libri di economia.
Non serve, fidati.
Non è economia, quella, è il gioco degli scacchi.
MSet la regina, Mondadori la Torre, Mediolanum l'alfiere, ora ha Endemol che è il Re.
Proprio scacchi, eh.
Strategie sulla distanza...tempi lunghissimi...calcoli degli scenari...e mangiare pezzi dell'avversario fino a rendere scoperta la Regina.
Se sai giocare a scacchi capisci cosa sta facendo da vent'anni, se speri di leggerlo su un libro di economia ci troverai niente di più che la spiegazione di come funziona l'orologino che trovi a bordo scacchiera.
Il gruppo Mediaset ha avuto nel 2006 un risultato operativo di circa un miliardo di euro, ed un netto di 550 milioni di euro, ed il 64,5% dell'azionariato è in mano a fondi di investimento (per lo più internazionali) e ad investitori individuali, francamente mi sembrano cifre consistenti, e non mi pare sia necessaria la pressione di chicchessia sui gruppi bancari.
In secondo luogo l'operazione è più che altro spagnola, in quanto il gruppo mediaset è entrato attraverso telecinco cartera, controllata al 75% da telecinco e 25% da mediaset, e l'acquisto di endemol investment holding è stato fatto assieme a Cyrte Fund II B.V. e GS Capital Partners VI, con l'assistenza di Mediobanca e di Goldman Sachs.
Mi sembra un'operazione finanziaria piuttosto complessa, per ridurla provincialmente a logiche di bottega artigiana
@ Guarda, Italian, che tutto quello che oggi leggi su mediaset parte da una logica applicata a dimensioni da bottega artigiana.
@Pollon, il mio messaggio inviato a Broono è una battuta rivolta a un "amico", perchè mi andava di prenderlo un pò in giro su temi che in questo momento preferisco affrontare con lui in altra sede.
Non c'è supponenza, per questo ho scherzato con lui e non con altri che non "conosco".
saluti
Italian, vedo che continui a sciorinare dati come se qui si stesse dicendo che la cosa è stata fatta a tavolino di fronte a una bottiglia di barbera.
Non mi pare che in discussione qui ci sia il sistema con cui è stata fatta questa operazione, è ovvio che è stata fatta sul mercato, regolarmente, attraverso operazioni che coinvolgono società, finanziarie, banche e tutto il resto.
Non è questo che si sta discutendo quindi anche postassi qui l'intero bilancio di tutti quelli coinvolti nell'operazione la risposta sarebbe "E quindi?".
Hai inserito pure Mediobanca alla quale hai affidato il ruolo di assistente.
'Sti cazzi, alla faccia dell'assistente, e meno male che non servivano pressioni sui gruppi bancari.
No infatti, dove c'é mediobanca che "assiste" la parola "pressioni" decisamente non ha senso.
Sarebbe come dire che uno raccomandato dal papa ha bisogno di qualche altra spintarella per divetare guardia svizzera.
Mediobanca ha assistito, perfetto, negli scacchi in effetti avevo dimenticato il cavallo (di troia).
Sai chi c'è in Mediobanca, vero?
Fininvest.
Sai chi altro c'è oltre a fininvest, vero?
Mediolanum.
Sai di chi è Mediolanum, vero?
Sai chi è controllata da Mediobanca, vero?
Generali.
Toh, un'assicurazione.
Scommettiamo che la prossima grossa operazione sarà l'incremento di quota Fininvest/Mediolanum in Mediobanca?
Sai qual'é la prossima valanga di soldi che si riverserà nelle casse di chi ha più tasche, vero?
Quelli dei TFR.
Sai chi l'ha inventata questa cosa del rendere i TFR dei fondi assicurativi, vero?
Il padre di quella là, quella che siede nel CdA sulla quale hai evitato di rispondere nonché di quell'altro là, quello al quale dovresti scrivere per avvisarlo che l'operazione endemol è roba spagnola, perché mi sa che né lui né tutti quelli che lo intervistano l'hanno capito bene come l'hai capito tu.
Son tutti lì felici di questa grossa operazione di un'azienda italiana sullo scenario europeo, ma tutti eh, dal presidente del consiglio che ha solo guardato a quello stesso PSilvio che dice di averla portata a casa.
Diglielo, cavolo, che è più che altro spagnola.
Vedi mai che continuino a offrire sciampàgn salvo poi scoprire che non avevano i soldi per pagarlo.
Te la riassumo, perché mi rendo conto che il mio dilungarmi potrebbe confondere più che chiarire.
Quella Fininvest che controlla Mset, ha una quota in quella Mediobanca che ha fatto da garante e quella Mediolanum che pochi commenti prima di quello nel quale hai introdotto Mediobanca tra gli attori hai definito "non c'entra una beata mazza", ne controlla un'altra fettina.
Ora io te la riassumo veloce così vediamo se usando i dati che tu stesso riporti col cappello dell'economista bello evidente contro il mio da lattaio ti servono per chiarirti le idee:
Se Mediobanca, nella cui proprietà c'é Fininvest, fa da assistente in un'operazione nella quale Fininvest ha bisogno di parecchi milioni di euro, e li trova, è come dire che la zia ha dato i soldi al nipote che non ne aveva.
Forse è a te che mancano un po' di basi di economia.
E pure di attualità, se in un commento scrivi che mediolanum non c'entra una mazza e due commenti dopo scrivi che la banca che ha assistito il tutto è una banca nella quale c'é Mediolanum.
Quando ho detto che Mediobanca ha "assistito" Mediaset, intendevo che suo e di Goldman Sachs è stato il ruolo di "advisor" nell'operazione, in pratica Mediaset è stata cliente di Mediobanca e di Goldman Sachs, che hanno gestito la parte finanziaria dell'operazione. Per altro, tanto x motivare la scelta, Mediobanca è la prima banca d'investimento italiana, mentre Goldman è la prima o la seconda al mondo (a seconda delle fonti).
Poi sarebbe il caso che tu andassi sul sito di mediobanca a leggerti l'azionariato, dove scopriresti che dominano, all'interno del patto di sindacato, Capitalia ed Unicredit; poi vengono Fondiaria SAI, Italmobiliare, Generali, e poi più o meno con le stesse quote Pirelli, Telecom, Fiat e Mediolanum, assieme a qualche gruppo straniero.
Quindi, parlando come il lattaio, in Mediobanca c'è un po' di tutto, ed è francamente in malafede dire che Mediaset ha scelto Mediobanca perché c'è dentro Mediolanum con una quota di partecipazione minima. Mediaset ha scelto Mediobanca perché è la banca d'affari numero uno in Italia, e Mediaset è società italiana, quindi per un'operazione da 3 miliardi di euro mi pare piuttosto banale dire che si dovrebbero scegliere gli advisor migliori.
Poi, capitolo CDA e famiglia Berlusconi: PierSilvio comunicava la sua gioia in quanto è Vice Presidente Mediaset, e quindi mi pare ovvio che fosse coinvolto, d'altronde non ho mai sostenuto che Mediaset non fosse controllata dalla famiglia, ho solo sostenuto che in ogni caso più del 60% dell'azionariato è in giro per il mondo.
Nei consigli di amministrazione siede un sacco di gente, ed i CDA non svolgono funzioni di gestione operativa dell'azienda, e sono composti, a seconda delle regole di cui le aziende si dotano nella corporate governance, di personaggi esterni alla gestione aziendale o interni, e questo dimostra per esempio come personaggi come Tardelli siano nel cda della Juventus, per esempio; perché ci sono membri del cda che sono nel comitato esecutivo ed altri che non lo sono, ed è comunque espressione dell'azionariato.
Secondo me mediaset cercherà di mantenere i format lì dove sono. Facciamo l'esempio di AFFARI TUOI: Mediaset vende la pubblicità intorno a Striscia al 25% di share, se fa di più non ci guadagna, se fa di meno deve rimborsare gli insersionisti con altri spazi gratuiti. Quando Bonolis faceva il 35% con AFFARI TUOI Striscia era la 22-23% e Mediaset ci rimetteva montagne di soldi e cosa hanno fatto? Si son presi Bonolis e problema risolto, anche se non gli fanno fare nulla e lo strpagano ci guadagnano lo stesso.
Ora Striscia è poco sotto il 30% quindi molto al sicuro dal punto di vista pubblicitario. Non possono vendere gli spazi a valori superiori che poi rischiano di non rispettare, restano al 25%. E come possono fare ad incrementare i loro incassi relativi alla fascia oraria? Semplice, prendendosi parte della pubblicità di Raiuno. Se Raiuno incassa 100 in quella fascia e paga 50 alla Endemol per il format ecco che Mediaset incassa anche metà della pubblicità di Raiuno. E non c'è nessuna rete in Italia che possa ottenere con Affari Tuoi la metà della pubblicità che ci ottiene Raiuno.
Altro caso Fazio. CHE TEMPO CHE FA nasce come un programma che parla di meteo e così lo ha registrato la Endemol. Poi piano piano il programma è cambiato mantenendo una piccolissima finestra meteo e mantenendo il titolo. Se la RAI decidesse di non pagare più il format sarebbe sufficiente modificare il titolo e togliere la finestra meteo: non si può chiamare format una serie di interviste!!!
Il problema però è un altro. Le strutture interne della RAI sono molto lente a permettere alcune voci di spesa. Supponiamo che uno show voglia un certo ospite che costa parecchio, un conto se lo show è prodotto da Rai: trafile burocratiche, firme su firme, parere del DG, del CDA. Prima che la burocrazia sia esaurita sono andate in onda 2-3 puntate dello show. Se lo stesso show fosse prodotto da una società esterna, come per la totalità degli show, la società contatta l'ospite, ci si mette d'accordo in un paio di giorni e zac, l'ospite sarà presente alla prossima puntata.
Questi sono i tempi che corrono...
Secondo me mediaset cercherà di mantenere i format lì dove sono. Facciamo l'esempio di AFFARI TUOI: Mediaset vende la pubblicità intorno a Striscia al 25% di share, se fa di più non ci guadagna, se fa di meno deve rimborsare gli insersionisti con altri spazi gratuiti. Quando Bonolis faceva il 35% con AFFARI TUOI Striscia era la 22-23% e Mediaset ci rimetteva montagne di soldi e cosa hanno fatto? Si son presi Bonolis e problema risolto, anche se non gli fanno fare nulla e lo strpagano ci guadagnano lo stesso.
Ora Striscia è poco sotto il 30% quindi molto al sicuro dal punto di vista pubblicitario. Non possono vendere gli spazi a valori superiori che poi rischiano di non rispettare, restano al 25%. E come possono fare ad incrementare i loro incassi relativi alla fascia oraria? Semplice, prendendosi parte della pubblicità di Raiuno. Se Raiuno incassa 100 in quella fascia e paga 50 alla Endemol per il format ecco che Mediaset incassa anche metà della pubblicità di Raiuno. E non c'è nessuna rete in Italia che possa ottenere con Affari Tuoi la metà della pubblicità che ci ottiene Raiuno.
Altro caso Fazio. CHE TEMPO CHE FA nasce come un programma che parla di meteo e così lo ha registrato la Endemol. Poi piano piano il programma è cambiato mantenendo una piccolissima finestra meteo e mantenendo il titolo. Se la RAI decidesse di non pagare più il format sarebbe sufficiente modificare il titolo e togliere la finestra meteo: non si può chiamare format una serie di interviste!!!
Il problema però è un altro. Le strutture interne della RAI sono molto lente a permettere alcune voci di spesa. Supponiamo che uno show voglia un certo ospite che costa parecchio, un conto se lo show è prodotto da Rai: trafile burocratiche, firme su firme, parere del DG, del CDA. Prima che la burocrazia sia esaurita sono andate in onda 2-3 puntate dello show. Se lo stesso show fosse prodotto da una società esterna, come per la totalità degli show, la società contatta l'ospite, ci si mette d'accordo in un paio di giorni e zac, l'ospite sarà presente alla prossima puntata.
Questi sono i tempi che corrono...
concordo in pieno, pollucchero
Lo sapevo, non sono stato chiaro.
E vabbé...capita.
Io non ho detto che MSet ha scelto Mediobanca perché c'é Mediolanum, ho detto che l'ha scelta perché tra gi azionisti (di Mediobanca) c'é Fininvest.
Non l'hai vista, tra gli azionisti?
Ma tu, non pago, nell'elenco degli azionisti di MBanca ci aggiungi uno nuovo: Capitalia.
Ma si, giochiamo.
Indovina chi c'é tra gli azionisti di Capitalia...Bravo...Fininvest.
Ora, Fininvest ha quote in quella MedioBanca che ha trovato i soldi, quote in Mediolanum che ha quote in quella MedioBanca che ha trovato i soldi e quote in Capitalia che ha quote in quella MedioBanca che ha trovato i soldi.
Le somme, da economista, le sai fare?
Dai, andiamo avanti.
Sta cominciando a essere divertente.
Secondo me prima o poi ci arrivi.
Tra un mese il patto di sindacato scade.
No, così, fossi in te me lo appunterei giusto per ricordarti di guardare, tra un mese, che se ne farà Fininvest di tutte quelle microquote sparse a destra e sinistra.
Lo sai perché si prendono una serie di 1% a destra e sinistra invece che un 20 totale in un periodo di patto di sindacato, vero?
Sì bravo broono, arriviamo fino alla domanda fatidica se è nato prima l'uovo o la gallina, e fin dove arriviamo a scalare gli azionariati.
Fininvest ha l'1.12% in Capitalia che, ed è notizia di oggi caro il mio esperto di economia attualità scienza e filosofia, si sta per fondere con Unicredit, diventando di conseguenza la parte più influente del gruppo A del patto di sindacato di Mediobanca.
Nel tuo delizioso sillogismo hai aggiunto pure un pezzo in cui metti delle quote di mediobanca in mano a fininvest che in realtà non ci sono, ma pazienza. il punto è che semplicemente tu ignori cosa sia un advisor; non è grave, se uno non cerca di ergersi come unico detentore del sapere, ma dato che qualcuno lo fa, forse sarebbe carino ricordare che mediobanca non trova soldi da nessuna parte, non siamo nel klondike e non ci sono fiumi da setacciare. L'advisor è un consulente, punto e basta.
Dopo di ché, puoi anche andare a spulciare tutti i cda che ti pare, e cercare gli zero virgola una sega per cento di partecipazioni fininvest, mediaset, mediolanum e milan dove ti pare, ma tutta questa dietrologia starebbe meglio in qualche film, magari è più il tuo campo.
"Nel tuo delizioso sillogismo hai aggiunto pure un pezzo in cui metti delle quote di mediobanca in mano a fininvest che in realtà non ci sono, ma pazienza"
.
"E’ notizia di questi giorni che la Fininvest di Silvio Berlusconi ha rilevato lo 0,1% di Mediobanca e intende arrivare all’ 1%. Una partecipazione minore, che prende però consistenza se sommata all’ 1,9% di piazzetta Cuccia in mano a Mediolanum, società che vede l’ ex premier Silvio Berlusconi al fianco di Ennio Doris.[...]Al di là dell’importanza strategica di Mediobanca, la posta in gioco finale resta sempre Generali, di cui Mediobanca è il primo azionista con una quota del 14,1%[...] Mediobanca sta da qualche tempo incrementando la sua presenta nel Leone. In quest’ottica, sarebbe ai nastri di partenza Consortium 2, il veicolo candidato ad avere quasi il 3% di Generali[...]. L’azionariato dovrebbe in parte duplicare l’assetto della prima Consortium che vedeva Capitalia, Unicredit, i Ligresti con Fonsai e i Pesenti con Italmobiliare."
http://www.fcfinanza.it/content/view/692/1/
"Quanto poi all'ingresso annunciato della Fininvest, che è già presente in Capitalia, anche nella Mediobanca (mettendo sul piatto un assegno da 150 milioni), si tratta di una operazione che risponde a logiche finanziarie diverse. Ma ha comunque l'effetto di consolidare ulteriormente la «pax geronziana», visto l'eccellente rapporto che c'è (da anni) fra il presidente di Capitalia e Silvio Berlusconi.
Il prevedibile risultato di queste mosse è il seguente. Gli equilibri del patto di sindacato della Mediobanca resteranno immutati. E lo stesso avverrà a Trieste, dove Antoine Bernheim verrà riconfermato alla presidenza. Anche con il voto di Bazoli e del suo alleato Romain Zaleski (che ha il 2 per cento della compagnia). «Per tre mesi non accadrà nulla» ripete in questi giorni Geronzi «e poi...».
Già. Cosa accadrà «poi»? Inevitabilmente i riflettori torneranno su Capitalia. Perché ha due nodi da sciogliere. Il primo è quello del rapporto fra Geronzi e Arpe."
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001040171
(nemmeno una parola sulle quote fininvest in mediobanca "che in realtà non ci sono" e poi ci sono, ma pazienza, era prevedibile)
Oh...Incredibile...Su Panorama non c'é traccia di calcoli diversi da "è tutto buono è tutto bello è tutto tranquillo sono tutti amici"!!!
Anzi, di più...riescono persino a dire che il cavaliere si compra un pezzo di mediobanca ma solo per essere più amico di quello che in due commenti prima sostieni essere lì lì per fondersi con quegli altri che dovrebbero impedirgli di comprarsene di più.
Sembra quasi una partita a...scacchi.
Te l'ho detto, sono i tuoi stessi dati che te la stanno spiegando.
Fininvest le ha o non le ha 'ste quote in mediobanca? Deciditi.
E Capitalia, si fonde con Unicredit per aumentare la solidità del patto A e conseguentemente contrastare l'ascesa di azionisti esterni al patto (o anche sul concetto di Patto di sindacato abbiamo informazioni diverse?) come hai scritto due commenti fa, o l'acquisto di ulteriori (ulteriori) quote in mediobanca da parte di finivest serve a aumentare la solidità dell'amicizia tra Capitalia e il cavaliere come hai scritto in quest'ultimo?
Deciditi.
Io poi non è che voglio star qui a fare l'economista, che io sia il lattaio della situazione l'ho dichiarato fin dall'inizio e quello che si è dichiarato economista sei tu.
Ma poi capita che io legga "puoi trovare tutti gli zero virgola una sega percento di partecipazioni finivest" e lo legga scritto da uno che si dichiara economista e mi viene da chiedergli se davvero sa cosa sia e come funzioni un patto di sindacato, visto che quegli zero virgola una sega sono esattamente il modo che da sempre si usa per aggirarlo, quel patto, da quando esiste la finanza dai tempi del klondike di Paperone, il quale, non a caso, per ricordarsi come si faccia a diventare i più ricchi di paperopoli si è sempre tenuto da parte il primo decino.
(cartoni animati van bene lo stesso?)
"riescono persino a dire che il cavaliere si compra un pezzo di mediobanca ma solo per essere più amico di quello che in due commenti prima sostieni essere lì lì per fondersi con quegli altri che dovrebbero impedirgli di comprarsene di più."
Mai detto che Unicredit e Capitalia si fondano per impedire scalate Fininvest.
"E capitalia, si fonde con Unicredit per aumentare la solidità del patto A e conseguentemente contrastare l'ascesa di azionisti esterni al patto (o anche sul concetto di Patto di sindacato abbiamo informazioni diverse?) come hai scritto due commenti fa"
Mai detto né scritto questo, non mi sogno nemmeno se mangio estremamente pesante di dire che un'operazione da 100 miliardi di euro sia fatta per la stabilità di Mediobanca, semplicemente perché in questo momento in tutta europa la tendenza è all'aggregazione delle banche. Hai sentito parlare di BNP Paribas con BNL? E di Intesa Sanpaolo? e di ABN AMRO e Antonveneta?
Per la definizione di patto di sindacato, puoi andare qui:
http://www.centoeuro.com/news/spiegazioni/796_Che_sose_un_patto_di_sindacato.php
In secondo luogo, visto che Fininvest è in Mediobanca, che è dentro al patto di sindacato, sarebbe fininvest stessa il soggetto "esterno" al patto da bloccare? ma non hai sempre sostenuto che fosse tutto un minestrone unico da fininvest a mediaset a mediolanum al milan (mettendoci dentro pure capitalia)?
allora o è esterno o interno al patto.
"In secondo luogo, visto che Fininvest è in Mediobanca,"
Uau, l'abbiamo capito finalmente.
Ti sei (finalmente) informato e quindi possiamo darlo per certo o lo dici perché ti sono sembrato convincente e quindi alla prossima volta che parlerò come un lattaio tornerai a dire che non esistono quote fininvest in mediobanca?
"ma non hai sempre sostenuto che fosse tutto un minestrone unico"
No, ho detto che è una partita a scacchi.
Che è parecchio diverso.
"sarebbe fininvest stessa il soggetto "esterno" al patto da bloccare?"
Sarebbe chiunque non faccia parte del patto, come succede in qualsiasi patto.
Se Fininvest è interessata, allora è lei.
"allora o è esterno o interno al patto."
Nel patto c'è Capitalia, non Fininvest.
Fininvest è in Capitalia, non nel patto.
Le quote Fininvest sono esterne al patto perché interne puoi averle solo dopo che viene "ridiscusso", non finché è attivo.
Finché è in corso, puoi averle solo prendendoti pezzi di chi ci è dentro, riuscendo così a essere influente senza per questo figurare come interno ed essere conseguentemente bloccato.
E' zia e nipote, appunto.
Non potendo entrare nel patto, ma avendo bisogno di esserci perché hai in programma mosse future contro le quali il patto potrebbe mettersi, ti compri pezzi di chi ci è dentro in modo che chi prima si sarebbe opposto ora ci pensa perché agevolandoti finiscono col guadagnarci.
Roba da lattai, concordo, ma mezza storia finanziaria d'Italia (e certamente non solo del cavaliere) è basata su questo.
O hai informazioni diverse?
da come la racconti sembra che Fininvest stia scalando capitalia, caro, mentre le notizie riportate prima erano di un aumento della quota fininvest in mediobanca.
Quindi, fino a prova contraria, fininvest le quote in capitalia le aveva prima, e le quote in mediolanum pure, o no?
poi non puoi stare a sostenere una sorta di tela di ragno creata da fininvest un po' ovunque per avere partecipazioni nel patto di sindacato di mediobanca e poi stare a dire che fininvest è il soggetto esterno da bloccare. Penso che anche i bimbi lo sappiano che Mediolanum è fininvest e gruppo doris, mediolanum è ufficialmente nel patto, o no?
Il patto mediobanca, in ogni caso, scade il 1 luglio, ma si rinnova in automatico per tre anni in caso non sia data disdetta almeno 3 mesi prima, quindi... ciccia!
scusa la domanda, seppur banale, so what?
cioé, esattamente il patto di sindacato di mediobanca che c'entrerebbe con endemol? al di là del fatto che continui a concentrarti su mediobanca, visto che evidentemente non ti andava bene la spiegazione sul ruolo dell'advisor, ma hai chissà quale idea su come si svolgono le operazioni finanziarie.
qualche problema anche con goldman sachs oppure fa parte anche lei della grande famiglia?
Broono 16-5-07:
'Scommettiamo che la prossima grossa operazione sarà l'incremento di quota Fininvest/Mediolanum in Mediobanca?'
Repubblica 18-9.08:
'L'istituto avrà un nuovo cda composto da 22 componenti. Con una new-entry a sorpresa: Marina Berlusconi. La figlia del presidente del Consiglio è presidente della Fininvest che è socia del patto con l'1% del capitale e detiene un altro 1,2% non vincolato all'accordo parasociale.'
.
No, niente.
Nel caso Italian84 (quello al quale Repubblica si rivolge quando scrive 'a sorpresa') dopo un anno, come me venisse a rileggersi 'sta brillante chiacchierata.