Ho rivisto per l’ennesima volta il meraviglioso “Le ali della vita 2“. Appartengo al partito di quelli che pensano che il primo film sia inimitabile (quando la signorina Ranzi tenta di strozzare sorella Alberta vado regolarmente in estasi), ma devo ammettere che anche questo secondo film conferma quanto di buono si era già visto nel precedente: personaggi come LA SIGNORA VILLORESI passeranno alla storia del trash. E che dire dello psichiatra, e dei magnifici dialoghi scritti per far capire che si tratta di un dottore vecchio stampo (“Dottore, dottore, il 12 sta dando problemi”. “Portatelo in sala per l’elettro-shock”. “Ma, dottore, è già il quarto, questa settimana, non si potrebbe tentare con le medic…”. “Piantala, è un ordine!”.). E Fabrizio, lo schizofrenico a cui Sabrinona insegna a usare la forchetta, che pare appena uscito da “Greystoke la leggenda di Tarzan”, ma lei lo civilizza con la storia dell’usignolo e lui si laurea in letteratura con 110 e lode. Ma soprattutto l’inimitabile sorella Alberta, che per tutte e due le puntate si comporta da santa, e per poco non ci casco pure io con tutta la Ferilli, per poi capitolare in tutta la sua spaventosa malvagità a un quarto d’ora dalla fine, con la Ferilli che sbraita, riasumando l’antico diverbio: “Troppo poche gliene ho date!”. Capolavoro
Rieccole dunque le Spice girls. Finalmente insieme, finalmente cinque. Ma qui ci sono seri problemi di look: se non fanno qualcosa finisce che le lascio al loro destino: le uniche che si sono date da fare per dare una parvenza di tradizionalità alla reunion sono Emma Bunton (che però sfodera una pancia che all’epoca non c’era: spicciati e sforna il corpo estraneo) e Geri Hallywell (per l’occasione rossa e boccolosa). Mel C ha optato per la soluzione ibrida: capelli lunghi ma frangetta alla Benedetta Parodi. Le due sciagurate sono Mel B e Victoria, tanto per cambiare. La prima si è presentata liscia con la permanente: si spicciasse a rifarsi i riccioli perchè Scary Spice a casa mia si chiama Mel B, non JENNY B. La seconda di questo passo sarà ribattezzata Dominatrix Spice, che di “posh” non è rimasto niente. E poi, insomma: che è quell’aria timida?
So già che per questa cosa soffrirò moltissimo: ho appena ricevuto una e-mail dal titolo “Google concorso: ai vinto una lava lamp” (sic).
Caro cliente GMail ,
Siamo felice per annunciare che siete il vincitore della Google Lava Lamp prodotto . Per più informazioni la preghiamo di andare a :
Google Lava Lamp Concorso
Riguardi migliori,
Google Team
Riguardi migliori? Si può sapere chi è il traduttore, Sbirulino? I link portano a vattelapesca.
Vorrei sbagliarmi, ma puzza di bufala da cento metri, sob
Qui si tratta di stabilire se esiste un diritto di giudicare la vita della gente in base alle loro abitudini, quando queste vengono messe in pubblica piazza. La prudenza mi dice no: in caso contrario è chiaro che bisognerebbe prendere a randellate sulle gengive quel bel tomo che si è piazzato in coda con quattro giorni d’anticipo sulla messa in commercio di quel coso “sexy” (hanno scritto sexy!) che si chiama “iPhone”. Che per quanto mi riguarda potrebbe anche rifarmi il letto la mattina, ma di spendere 500 euro per un telefono che perderei dopo tre giorni non se ne parla. Intervistato dalla televisione locale il tizio ha spiegato che lui una famiglia non ce l’ha, per cui che vuoi che siano 4 giorni di fila? Da cui il loop: se non hai una famiglia, a chi telefoni? Agli amici. Ma se hai degli amici, che caspita stai lì al sole ad aspettare un telefono? E che aspettano i suddetti a prenderlo per le orecchie e portarlo lontano da Alpha Centauri? Va bene, avete vinto, sono fatti suoi
Vorrei contribuire anch’io a scolpire nel granito la dichiarazione con cui Matteo Cascinari, direttore dell’area Multimedia de “Il sole 24 ore”, ha sancito l’ingresso della società per cui lavora all’interno del network “Blogosfere“
L’ingresso in Blogosfere [...] consente di incorporare un know how tipico delle practice più avanzate del web
Ah ecco, ora sì che ho capito
Mentre il mondo si interrogava sui cambiamenti che l’avvento di Gordon Brown alla guida del governo inglese apporterà sugli equilibri internazionali, io non avevo occhi che per quella casa sita in Downing Street e per il camion della ditta traslochi. L’Inghilterra è uno dei paesi più evoluti d’Europa sotto tanti punti di vista, ma quando si tratta di tradizione il trash è sempre in agguato. Cioè: questo è costretto a vivere sotto l’occhio di tutti, dentro una casa che si affaccia sulla strada. Tutti sanno che abita là , tutti sanno a che ora rientra, a che ora esce, se va a comprare il latte e cose del genere. Chissà quanto son girate le ovaie alla moglie in tutti questi anni, se al momento del commiato, dopo l’ultima evitabilissima foto di rito davanti al portone, non si è proprio potuta trattenere dall’esclamare, davanti ai giornalisti: “non ci mancherete (sott. “brutti figli di buona donna”)”. Tu pensa a questa poverina che si trova a vivere uno dei drammi più strazianti della vita moderna: il trasloco. Proprio quando forse si era decisa sul colore delle tende per la cucina. Proprio adesso che le begonie cominciavano a riprendersi. E quei rudi omacci della ditta traslochi, che non avranno nessuna pietà dell’ippocampo in cristallo che troneggia in salotto. E i centrini della nonna, ricamati all’uncinetto. E i sottobicchieri all’aroma di frutti di bosco, argh… Nessuno pensa a quei poveri 5000 figli, anche loro coinvolti in questa drammatica pantomima. C’è però una persona che in queste ore sta soffrendo più di tutti. Ho visto il TERRORE negli occhi della moglie di Brown. Perchè una cosa è mettere tutto negli scatoloni e partire verso nuove e mirabolanti avventure (col servizio di piatti buono che saluta questa valle di lacrime verso il terzo chilometro), ben altra cosa spacchettare e rimettere le cose al loro posto. Questa povera donna ha fatto la sua prima foto davanti al portone due ore dopo l’ultima di Cherie, con la consapevolezza che varcata quella soglia si sarebbe trovata davanti le macchie lasciate dai quadri sulla carta da parati. Mi auguro fortemente che il primo atto da premier di Brown sia stato quello di recarsi all’Ikea per comprare un letto e un armadio
Il blog del giorno è il blog di Domiziana Giordano (via). Lasciando ad altri il compito di fare una rassegna completa del Domiziana pensiero, io su suggerimento di Anna volevo occuparmi del caso Nokia, ma vedo che anche qui sono stato anticipato. In pratica, per quanto epidermicamente possa aver seguito la faccenda, è successo che Domiziana ha scritto un post lamentandosi di un prodotto che per qualche ragione non le funzionava a dovere. A quel punto è stata tacciata di incompetenza da un agguerrito gruppo di blogger geek della vecchia guardia. Solo che se sei Beppe Grillo la cosa finisce lì, perchè figurati se Beppe Grillo legge i commenti: Domiziana Giordano i commenti invece li legge eccome, un po’ come l’Uomo Gatto e Flavia Vento, e vai giù di risposte e polemiche assortite, con l’attrice che spara a zero da par suo, e i geek che si incavolano di brutto (manca loro giusto qualche puntata de “L’isola dei famosi” per ricucire il tutto e capire che Domiziana non mollerà MAI). A me il vip che si sporca le mani sta simpatico, che ci posso fare, anche quando ha torto (io di telefoni cellulari non capisco un tubo, per cui le do il beneficio del dubbio). Domiziana non sta facendo altro che prendere a cornate quelli che le danno contro, siano essi Simone Venture o Andrea Beggi fa lo stesso: chi nelle persone ama soprattutto la coerenza, è bell’e servito.