• 31
  • lug

Il restyling di tgcom

Peggiorare non era possibile, questo è assodato. La barra delle notizie rotanti in javascript però gareggia in tristezza con l’antico menù a destra, oggi soppiantato da un più funzionale subheader orizzontale. Panico e sgomento per la scomparsa del boxino morboso (quello che rimanda ad articoli dove le parole più usate sono “bollente”, “hot” e “piccante”), fortunatamente rintracciato dopo un’abbondante scrollata di mouse, inconfondibile come sempre: “A luglio tutte le vip vento in poppa: votatele.”

  • 30
  • lug

Spigolature

1) Altre foto dal set del nuovo video di Britney Spears. Da cui si evince che la nostra non è così rotonda come volevano farci credere, ma veste peggio di come volevano farci credere

2) Dopo la versione multilingue di “Girlfriend” – imperdibile quella in cinese mandarino – Avril Lavigne da qualche tempo propone l’ennesima versione, stavolta remix, in compagnia di una rapper INTITOLATA “Lil’ Mama”. Il video è una roba che se l’originale vi pareva adolescenziale, questo si attesta più o meno alla primina

3) Il programma di riferimento dei giornalisti di Lucignolo si chiama “Le Iene”, questo è fuori di dubbio. I risultati di questo “vorrei ma non so manco da dove cominciare” sono qualcosa di talmente fuori da qualsiasi contesto da lasciare senza fiato. No, dico, il servizio con Diavolita è… è… oltre. (Lucignolo è la mia gavetta, disse la Tognolo proponendosi per non mi ricordo quale altro programma)

4) Un’altra superbamente ambiziosa è la Gregoraci, che si sente pronta per uno show tutto suo, ovviamente musicale (quando non sanno fare niente vogliono sempre condurre un programma musicale). La sua sicurezza, si apprende, deriva dalla gavetta fatta a Buona Domenica sotto la guida di Paola Perego, che le ha insegnato a non guardare in telecamera per sembrare più spontanea. Andiamo bene. Ricordiamo al gentile pubblico che la Gregoraci pareva scarsa anche quando apriva le cassaforti per Alda d’Eusanio

5) I giornalisti inglesi credono di fare gli spiritosi, quando titolano a tutta pagina che Buffon è un buffone, scivolando sul più ovvio dei giochi di parole. Ma noi abbiamo Lapo, per il quale lo sport dopato non è sport, è sporc.

6) I vip col blog ormai sono tantissimi. Ci si chiede sempre quali siano i blog autentici e quelli tarocchi, ma per il resto c’è un sottobosco inquietante, dove nuovi volti celebri spuntano quando non te li aspetti (Lino Banfi in questi giorni disquisisce coi lettori sulla sceneggiatura de “L’allenatore nel pallone 2″). A questo proposito, siccome anche Paola Barale adesso ha un blog, e siccome ormai sento di avere un legame fortissimo con quella coppia, mi piacerebbe ricevere quanto prima un bel commento della serie “il vip all’improvviso”, tanto più che lei come blogger ci sa fare, per cui magari legge anche le statistiche

  • 30
  • lug

Calcio d’Agosto

Stai a vedere che quest’anno l’Inter la Coppa dei Campioni la vince su Second Life. A furia di dilettarsi con queste scemenze, nel mondo reale c’è una squadra infarcita di primavera che sta seminando figuracce internazionali a destra e a sinistra. E guai a loro se comprano Cassano

  • 29
  • lug

Fare la figura del cioccolataio

N3uro giustamente si pone una domanda che è sempre stata anche la mia: ma che caspita di figura è, la figura da cioccolataio? Il simpatico aneddoto

Sembra che il veloce successo della diffusione dei cioccolatini, faccia risalire al secondo decennio dell’800 il detto: “fare la figura del cioccolataioâ€, usato per indicare comportamenti fuori luogo. Protagonista della storiella, raccontata in due versioni, sarebbe Carlo Felice di Savoia. Nella prima, il re avrebbe vietato ad un arricchito cioccolataio di girare per Torino con la carrozza trainata da quattro cavalli (i borghesi utilizzavano il tiro a due), perché “il sovrano di Sardegna uscendo con la sua quadriglia, non poteva essere scambiato per il cioccolataioâ€.
Secondo l’altra versione, il re avrebbe sollevato il disappunto del popolo in occasione dell’inaugurazione del teatro di Genova a lui intestato (1828), a causa dell’arrivo all’evento di un ricco cioccolataio su una carrozza pìù lussuosa di quella reale.

Altra teoria, meno suggestiva:

“Figure da cioccolataio”, detto comune, si rifà alle figurine che i cioccolatai, dei secoli passati, facevano in occasione di feste. Sia per forma che per qualità tecnica queste figure risultavano mal fatte e approssimative, da quì il detto.
  • 29
  • lug

Essere alla moda

Dal nostro inviato a Firenze, Rokstar

Leggevo il quotidiano la nazione e nella cronaca di Firenze c’è un articolo che più o meno dice: “Compra una maglia alla figlia di 4 anni, c’è una scritta sconcia. Tornato a casa con la maglietta per la figlia la moglie legge la scritta in inglese e si indigna, il padre non l’aveva notata, ormai le scritte sono ovunque. E’ tornato con la maglia al negozio e ha chiesto spiegazioni alle commesse che non sapevano cosa c’era scritto; l’uomo ha tradotto e le commesse sono rimaste allibite”. C’è la foto della maglia. C’è scritto: It grows up: SUPER BITCH
  • 28
  • lug

Cup stacking

Daniele mi segnala la necessità di importare in Italia questo sport destinato a soppiantare in breve il calcio. Per capire di che si tratta le immagini valgono più di mille parole. Il ragazzo si avvicina ma non batte il record, che appartiene ad Emily Fox, con 7 secondi e 43 centesimi. No, aspettate, dalla regia mi dicono che il record attuale è 6 secondi e 69, appartenente a questo mocciosetto. Per la cronaca, il mio personale in questo momento si attesta attorno ai diciotto minuti e venti secondi, ma sto crescendo

  • 28
  • lug

Il comune senso del pudore

La questione dei due ragazzi romani beccati dalla polizia mentre si scambiavano effusioni ha suscitato il consueto vespaio di polemiche. Per ammissione di uno dei due, però, il bacio era “più focoso” del solito e comunque non si era spinto più sotto “del petto”. Il caso non è di facile soluzione. Da una parte le associazioni di categoria, che hanno messo su il “kiss in” per protestare contro il sopruso e la ghettizzazione. Dall’altra la polizia, che parla di “sesso orale” e protesta che la sanzione sarebbe scattata anche nei confronti di una coppia eterosessuale colta sul fatto durante una situazione analoga. Entrambe le parti cercano di portare la ragione dal loro lato, estremizzando e deformando i fatti. E cioè: la goccia che ha fatto traboccare il vaso non è stata un bacetto nè la ventesima posizione del Kamasutra omoaffettivo, ma un insolito bacio sul petto. Insolito perchè io di coppie che si baciano in questo modo in un luogo così celebre non ne ho mai viste, ma magari mi sbaglio. E allora è lì che bisogna focalizzare l’attenzione per capire chi ha ragione. Se vi capita di passare davanti al Colosseo e di vedere un uomo che bacia il seno della fidanzata, cosa vi suggerisce il vostro senso del pudore? E se si tratta di lei, che presa dalla foga scivola sul torace di lui, è diverso? Dimentichiamo per un attimo i sessi, che fuorviano: se Teletubby1 bacia il petto di Teletubby2, voi intervenite oppure no? La risposta sembra questa: di contatti così in area di rigore ce ne sono a palate, per cui il rigore può starci ma anche non starci. La sensazione, epidermica, è che in questo caso non si possa parlare di persecuzione omofoba, a differenza dei fatti di bullismo a Gela: se esiste un metro di giudizio, questo si applica indiscriminatamente, anche questa è parità. Poi magari si scopre che un bacio sotto la collana, quando la coppia è etero, dagli stessi poliziotti non viene sanzionato, e allora il discorso cambia. Ma ripeto, se la soglia del pudore a Roma davanti al Colosseo è quella, per giusta o sbagliata che sia, bisogna accettarla. Al limite si potrebbe questionare sull’offesa al buongusto offerta da quei due ragazzi a confronto con quella offerta quotidianamente da quei trashissimi centurioni con lo spadone di plastica

  • 27
  • lug

Arte digitale

Da qualche tempo il boxino morboso di Repubblica.it è diventato il boxino fotografico di Repubblica.it. Terabyte di foto e badilate di cultura digitale (le foto di questo, gli scatti di quello, attimi di vita immortalati da quello ancora). Belle, molto belle: ne avete ancora per molto?

  • 26
  • lug

Sport a confronto

Il ciclismo è inguardabile e avvilente, ma c’è una squadra che si permette il lusso di fermare il suo corridore di punta, in maglia gialla, per dare un segnale in controtendenza. La Formula Uno ha recuperato fascino e spettacolo, ma c’è una Federazione che assolve una squadra colpevole perchè pur avendo compiuto il fatto, non ne ha beneficiato.

  • 26
  • lug

Io questo l’ho già visto

Avete presente quegli attori che diventano famosissimi per aver interpretato un certo personaggio in film di un certo livello e poi son costretti a interpretarne uno simile in un film di serie z? Dannazione, son sicuro che esistono centinaia di esempi, ma non me ne sta venendo in mente nemmeno uno. Ci pensavo perchè da qualche giorno Italia 1 anticipa la messa in onda di un film intitolato “Il boss e la matricola” in cui Matthew Broderick fronteggia un Marlon Brando conciato da Vito Corleone. Una roba che ho subito giudicato di una tristezza abbacinante

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