• 31
  • ott

Mi aspettavo un tratto da togliere il fiato

Notizia di ieri: Dario Fo figura al settimo posto nella classifica del giornale inglese vattelapesca dedicata ai 100 geni mondiali viventi. Unico italiano. Boh, non entro nel merito. Ieri però Fo commentava divertito e spiegava che almeno un altro italiano avrebbe certamente meritato questo privilegio. Chi? Renzo Piano.

E’ di oggi invece la notizia che il celebre architetto è sceso in campo in prima persona per difendersi dall’accusa di volere involgarire la skyline di Torino col suo progetto di grattacielo per Banca Intesa-Sanpaolo. La ricostruzione digitale diffusa dai detrattori in effetti è un pugno nello stomaco, ma il punto è un altro: un genio, d’accordo, MA COME CASPITA DISEGNA RENZO PIANO?

  • 30
  • ott

Gianna aveva un fiuto eccezionale per il tartufo

Devo confessare la mia abissale ignoranza riguardo alle modalità della morte di Rino Gaetano. Mi è come venuto il sospetto che si sia trattato di qualcosa di tragico per via del promo della fiction Rai con Claudio Santamaria: in Rai una bella morte tragica permette di risparmiare sulle energie mentali degli autori impegnati a dare alla storia un finale appassionante. Puntando sempre e solo su personaggi trapassati si può ricalcare fedelmente il solito e collaudato canovaccio: prima puntata dedicata a infanzia e giovinezza, seconda puntata dedicata agli aneddoti che tutti conoscono. E alla morte tragica, ovviamente. Ma ecco di cosa si parla, da wikipedia, per quei due o tre che non sapessero come si svolsero i fatti (una serie inenarrabile di sfighe)

Purtroppo la carriera di Rino Gaetano si interruppe tragicamente con la sua morte, avvenuta a soli trent’anni, in un incidente stradale avvenuto a Roma il 2 giugno 1981. Pochi giorni prima era rimasto coinvolto in un altro scontro dal quale ne era uscito miracolosamente illeso: la sua auto, una Volvo 343, era rimasta completamente distrutta, ma egli subito ne acquistò un’altra uguale. Il secondo incidente invece si rivelò fatale: la vettura nuova di zecca si schiantò, infatti, contro un camion sulla via Nomentana all’altezza dell’incrocio con viale XXI aprile. Sia pur prontamente soccorso, in fin di vita, il cantante venne rifiutato da ben cinque ospedali, una circostanza sorprendentemente simile a quella narrata in uno dei suoi primi testi, e morì per la gravità delle ferite riportate, per giunta a pochi giorni di distanza dalla data fissata per il suo matrimonio.
  • 30
  • ott

Dammi lo sballo

NOTIZIA ANSIA: Mogol ha scritto il testo italiano di Gimme More. Sono semplicemente stecchito

  • 30
  • ott

Trashreporter dal mondo

Nuova puntata del reportage del nostro inviato dall’Ungheria (clicca qui per la prima puntata). Il tutto è documentato da prove fotografiche, che non pubblico perchè mi scoccio a fare l’upload perchè sto leggendo Sartre

1) milva fa la pura e la scostante in italia, poi all’estero fa baldoria coi ricchi e poveri (se è in botta, magari duetta e balla sul cubo a ritmo di “mamma maria”).
2) bud spencer è una gloria nazionale (o ci gloriamo a giusta ragione di riiuscire a sbolognare la qualsiasi, spencer incluso?)
3) fritto e maiale morto variamente speziato fanno spesso la felicità momentanea nei locali self services ma abbassano la media di vita (mettici pure che dalle 7 di sera son tutti ubriachi) dell’est europa a livello teenager.
4) gelato al toblerone, risulta?
5) una volta ogni due mesi qua buttano tutta la roba buttabile per strada. per due giorni tutti ravanano dappertutto, poi passano i camion dell’immondizia e ravanano quasi tutto.
6) a loro piacciono le pesche orrendamente schiacciate all’origine. orribili a vedersi. inconcepibili.
7) qua i panini, quelli belli delle favole e dei poster del nuovo fast food (ma poi dal vivo, in questo caso, il panino fa tanta tristezza in più), costano 1 euro 2 venti centesimi. (vaglielo a dire al fornaio italiano sotto casa, così artigianale con la commessa che parla dialetto stretto, ma ridi e scherza ti spara delle sassate col registratore di cassa che pagare il mutuo coi tassi variabili impazziti è quasi meno frustrante). c’hanno pure i semini di sesamo e granaglie varie sopra che son tanto pittoreschi.
  • 29
  • ott

Meno male

Studio Aperto sta faticosamente tentando di rifarsi una reputazione, ma basta un attimo e si torna ai vecchi vizi. E’ di ieri la notizia che Loredana Bertè si è barricata nella sua camera d’albergo rifiutando le cure mediche che ella stassa si era affrettata ad allertare per via di una lombo-sciatalgia. Col passare delle ore la sua presa di posizione ha assunto i contorni preoccupanti della crisi depressiva per cui, come è logico attendersi in questi casi, poliziotti e carabinieri si sono dati da fare per convincere la cantante ad aprire la porta. La copertura dell’evento da parte del nostro telegiornale di riferimento, tanto per cambiare, è stata quantomeno morbosa. Sei collegamenti “in diretta” durante il telegiornale con l’inviato Stefano La Marca, che spiegava senza mezzi termini che esistevano ottime ragioni per ritenere che dall’altra parte della porta qualcuno stesse tentando il suicidio. A nessuno, chissà perchè, è venuto in mente di usare un passepartout. Al terzo collegamento veniva svelato l’arrivo sulla scena di Renato Zero. Al quinto collegamento si spiegava che sì, c’era la polizia e c’erano i medici, “ma soprattutto c’era Renato Zero, l’unico amico di Loredana”. Del resto Ron, nel frattempo, era ospite di Pippo Baudo su RaiUno. Al sesto collegamento la porta finalmente si apriva, ma dopo tutta questa documentatissima suspance, La Marca non sapeva dirci nè chi l’avesse aperta nè chi o cosa fosse stato trovato dentro la stanza.

  • 28
  • ott

Addio Cumenda

E’ morto Guido Nicheli, il celebre caratterista milanese già Zampetti ne “I ragazzi della terza C”. A un minuto dalla notizia la sua pagina su Wikipedia, dove uno va per ripercorrerne la filmografia, era già aggiornata: inquietante

  • 28
  • ott

Guardatevi le spalle

A Buona Domenica Marina Ripa di Meana sta tenendo un comizio contro Daria Bignardi, colpevole di un’intervista impertinente a Lucrezia Lante della Rovere in cui, tra il serio ed il faceto, le dava della matta. E lei, che matta non è, in questo momento sta agitando una spada come un piumino per annunciare al mondo che intende aspettare Daria sotto casa per sfidarla a colpi di “a) pesci in faccia, b) frustate, c) calci in c…” (sic). Ora sono entrate anche due sedicenti madrine, che stanno dicendo che la Ripa di Meana dopo l’intervista (rivolta ad una Lante della Rovere sorridente e divertita, peraltro) è rimasta letteralmente sotto shock. I toni stanno tracimando da qualche minuto: la Perego ha invitato la Bignardi a Buona Domenica per un chiarimento rusticano, a sua volta accompagnata da due padrini (io! io!). Le madrine stanno rilanciando in maniera grezza: una pretende le scuse ufficiali, l’altra opta per un duello fisico “alla maniera dei maschi”. Entrambe aspetteranno Daria sotto casa per comunicarle la sede e l’ora del duello

  • 28
  • ott

Per la pagina della cultura a buon mercato

Ieri mi trovavo a Roma, con un’ora di tempo da spendere prima del treno per Fiumicino. Volevo spenderla in cerca di cibo, ma purtroppo per il mio stomaco mi sono imbattuto nel neo-restaurato palazzo delle Esposizioni, che sventolava alto il vessillo della mostra antologica dedicata a Stanley Kubrick. Richiamo irresistibile per uno che come forse sapete ha molto in simpatia le opere del Maestro, pur non essendo un massimo conoscitore di filmografia, aneddoti e retroscena kubrickiani. Per cui a conti fatti rappresentavo il pubblico ideale di una mostra di questo genere, che magari agli esperti non avrà detto niente, ma a me ha svelato tante curios… ahò, MA CHE STRAZIO QUESTA RECENSIONE, sembro Vincenzo Mollica!

Ricominciamo: se vi va andateci, è divertente. Ci sono un milione di feticci di Kubrick originali, dai vestitini delle gemelline di Shining alle accette di Jack Torrance, dalle maschere dell’orgia di Eyes Wide Shut all’arredamento del Korova Milk Bar, dai costumi originali di Spartacus alle lettere dei puritani scandalizzati da Lolita. E poi c’è un set di 2001 Odissea nello spazio, con la possibilità di vedersi proiettato con lo sfondo di un paesaggio lunare (e indovinate chi ha fatto lo scemo un quarto d’ora davanti a tutti?). C’è un Oscar, un leone d’Oro, un sacco di foto dal set, materiale di regia. E io avevo solo un’ora, che desolazione. Tra l’altro, non solo mi sono scapicollato, ma ho pure perso il treno (ormai non si può più nemmeno contare sui ritardi di Trenitalia, dovre andremo a finire?). Ah, col biglietto unico (10 euro) si possono visitare altre due mostre; io ne ho vista correndo solo una, quella che mi ha fatto perdere il treno: le macchie di Rothko, di cui ammirate un esempio in alto a sinistra. Quadri che da soli non dicono niente, e anzi si presterebbero a qualche facile ironia sull’arte contemporanea, ma l’assieme – devo ammettere – è caldo e appagante

  • 25
  • ott

Mastella ed er mutanda

Questo governo pare uno di quei reality che si trascinano stancamente alla fine. Quando, cioè, in mancanza dei personaggi di punta eliminati dal televoto, comprimari che in altre occasioni non avrebbero avuto alcuna chance di farsi notare approfittano del vuoto di visibilità altrui e si candidano all’ambito ruolo di “vincitore morale”, senza alcuna ragione che non sia quella di stare nel posto giusto al momento giusto, nè ambizione che non sia quella di spostare un po’ più in là la linea di confine che li separa dall’abisso dell’anonimato. Solo che i vincitori morali, nei reality, si conoscono prima ancora che il reality cominci: sono i Malgioglio, le Ricciarelli, i Mastelloni, i Carrisi. Quelli che hanno un minimo di curriculum e che per ragioni di agenzia non possono uscire del tutto sconfitti dal massacro catodico. Gli altri sono Er Mutanda, Carmen di Pietro, Luca Dorigo: gente che arriva a cose fatte, e nel vuoto pneumatico che li circonda sanno di aver poco tempo e spiccano per la lora voglia di mettersi in mostra e sacrificare energie, laddove gli altri hanno già mollato da un po’, o si sono messi in salvo, altrove

  • 24
  • ott

Il terzo sesso

Francesco Coco versione gaffeur, sul suo legame con Malgioglio

L’amicizia è un sentimento universale. Può avvenire tra un uomo e una donna e tra un uomo e un gay.

Update: anche il naturalista Cecchi Paone abbandona l’Isola, perchè nel 2007 “è impensabile che uno possa vivere senza il suo palmare”. Quanto a me, detesto avere sempre ragione

attenti alle clausole, uomini Magnolia, il rischio abbandono dopo la prima settimana è altissimo

(Daveblog, 17 agosto 2007)

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