• 30
  • dic

Scalo76

Non dormo mai il pomeriggio: mi scoccia e mi pare di perdere tempo. Per recuperare da una nottata in bianco trovo molto meglio domire di più la mattina, potendo. Quando però fai notte e parte della mattina in ospedale e arrivi a casa con due occhiaie che non finiscono più, arriva il momento in cui scendi a patti coi tuoi principi e decidi che si tratta di mera sopravvivenza. Pigiama e a letto, ore 13.30, nuovo record mondiale. Su Raidue inizia Scalo76, il nuovo contenitore di musica giovane condotto da triceratopi e popolato da stegosauri rigorosamente italiani. Tremendo, spengo e dormo. Mi sveglio alle 15.00, più stanco di prima: non ho l’orologio, per cui mi sintonizzo su Televideo. Su Raidue c’è ancora Scalo76. Mi riaddormento e mi risveglio: c’è Scalo76. Ore 17: ancora Scalo76 (ma quanto cavolo dura?), l’unico programma che non ti fa addormentare quando lo guardi, ma ti sveglia mentre non lo guardi

  • 30
  • dic

Radical choc / 2

Una volta mi hanno chiesto di scrivere una top 10 delle canzoni che più hanno segnato la mia vita. Ho declinato cordialmente perchè sono proprio negato per queste cose: potrei stare ore senza decidermi, e non certo per la difficoltà di ridurre le canzoni a 10, ma proprio per la difficoltà di metterne 10 assieme, ricordando i titoli e cose così. Sorvolando sul fatto che queste cose, se proprio si devono fare, vanno lasciate a chi ne sa: a quelli che ti mettono sul piatto 10 titoli appartenenti autori che tu non sapevi nemmeno che esistessero. Altrimenti fai la figura del peracottaro. Ecco, però: Luca Sofri è un musicologo prestato ad altro. La sua identità giornalistica è chiaramente una copertura, perchè è chiaro ai sassi che lui vorrebbe stare sul palco a sfasciare chitarre sugli amplificatori vestito da Kiss. Quindi se pubblica una classifica di brani che ha apprezzato quest’anno, io la guardo con un certo non so che. In termini estetici, dico. Però, se mi è consentito, le classifiche stilose (dicesi classifica stilosa una classifica di cui il 90% degli ominidi normali non conosce un titolo che sia uno) diventano perfette solo quando accanto a titoli come “Untouchable Face, Ani DiFranco” (che pare pure una roba equivoca) spunta fuori “L’ITALIANO, DI TOTO CUTUGNO”, oppure “TOXIC, DI BRITNI SPIRS”. Giusto? Cioè, ci vuole per forza un lapillo di insostenibile e trasherrima tristezza per avvalorare il tutto.

  • 29
  • dic

L’avvocato delle cause perse

Sempre per aumentare il grado generale di confusione, da qualche giorno su RaiUno vanno in onda i promo delle nuove serie di Don Matteo e “Un caso di coscienza“. Lo script si basa su una finta sequenza recitata che pare l’anticipazione di uno degli episodi, ma all’improvviso si trasforma in un dialogo meta-pubblicitario tra l’attore e lo spettatore che si esaurisce nel più tradizionale dei “prossimamente”. Solo che mentre Don Matteo, dopo un breve siparietto del carabiniere Frassica (a proposito, a me i suoi spot per la Wind fanno ridere più di quelli di Aldo, Giovanni e Giacomo) si limita ad abbozzare un complicissimo “Ci vediamo presto”, la scenetta di Sebastiano Somma e Loredana Cannata per quella sottospecie di legal-thriller all’amatriciana giunto alla sua terza edizione, è qualcosa di un trash che rasenta la perfezione. Ci sono questi due che escono dal tribunale e discettano cordialmente degli ultimi sviluppi del caso. Lei gli suggerisce di lasciar perdere, visto che per come si è messa la causa non porterà da nessuna parte, e fin qui come dicevo sembra di assistere ad una qualsiasi sequenza dello scemeggiato, ma ad un certo punto lui si illumina di immenso, mentre la telecamera lo riprende da vicino come se fosse l’ecce homo, e inanella una serie di battute così vanagloriose da stropicciarsi le orecchie. Cito liberamente, affidandomi alla mia (scarsa) memoria: “Non ce la faccio, è più forte di me, io non riesco a concepire l’ingiustizia”. “Affronterò la causa anche se le possibilità di vincere sono minime”, “credo nell’innocenza di quell’uomo, e farò di tutto per dimostrarla”. Tutto con un pathos che pare un patè, recitando con una spontaneità devastante. La Cannata, degna spalla di questo siparietto tutto intriso di modestia: “Ha parlato il mio Robin Hood”. E lui, sempre più umile, simpatico come uscire dalla doccia nella stagione invernale: “Eh, Robin Hood. Sono solo un povero avvocato”.

  • 29
  • dic

Un posto da assessore?

Lionel Messi, che per chi non lo sapesse è un giovanissimo ma già maturo campione tappetto argentino del Barcellona, interessa al Napoli. Chiaro il progetto: elevarlo a nuovo idolo delle folle orfane di Maradona. Meno chiaro il sotto-progetto, come riportato da Tgcom. L’argentino dovrebbe accettare di passare dal Barcellona al Napoli (detto col massimo rispetto, etc etc) perchè

Al di là dell’aspetto economico, [gli] verrebbe offerta la possibilità di essere il simbolo di un progetto urbanistico per la rinascita della città partenopea.

Senza dilungarsi in ironie cretine sull’associazione tra i buoni propositi e la tragedia batteriologica che si consuma per le strade di Napoli in queste ore, messa così la proposta è veramente OSCENA, ai limiti dell’offensivo, per il giocatore e per la cittadinanza. Come quelli che “scrivici un libro e noi in cambio te lo pubblichiamo un euro a pagina”

  • 28
  • dic

Luis Thomas Buffon

Ottima scelta, così a scuola non lo prenderanno in giro solo per il cognome.

  • 27
  • dic

Poi la tournée

Si dice che Gianluca Neri stia lavorando ad un nuovo post.

  • 27
  • dic

La mia Luana

autografoLuana.jpgTanto tuonò, che un bel giorno grazie alla valorosa Lotlorien arrivo l’autografo della Garrison-ballerina più brava di tutte le edizioni di Amici (con un unico trascurabile difetto: il fidanzato Raffaele Tizzano, se l’incredibile rumour dice il vero).

  • 23
  • dic

Spigolature

1) Anna Tatangelo è ormai entrata prepotentemente nel club esclusivo di quelle che “son troppo bona e faccio fatica anche solo a rivolgerti la parola”, già popolato di personalità del calibro di Monica Bellucci, Manuela Arcuri e due o tre compagnucce delle elementari.

2) Eccola la copertina del settimo e ultimo Harry Potter: io l’ho letto diversi mesi fa e non mi ricordo un tubo, tantomeno che cosa viene rappresentato in quell’immagine.

3) L’attore Henry Winkler ha espresso il suo rammarico per aver rifiutato il ruolo che fu di John Travolta in “La febbre del sabato sera”, ma lo fece perchè riteneva troppo rischioso legare la propria carriera ad un solo personaggio. Tant’è che oggi noi lo ricordiamo come il Fonzie di Happy Days, ma anche come il Fonzie di Happy Days

4) A Hollywood stanno girando un film dalla trama rivoluzionaria col Matthew Perry di Friends e l’idolo delle carampane Zac Efron: un uomo di 36 anni si risveglia con le fattezze di un ragazzo di 17 anni e vive un sacco di disavventure con un corpo che non è il suo. Ecco, senza scomodare Tom Hanks, vorrei sottolineare – semmai ce ne fosse bisogno – che questa bestialità ce l’ha già propinata persino Pozzetto

5) I comici di Guida al Campionato sono il male assoluto

6) “Piano piano buono buono” si aggiudica senza tema di smentite la palma di ritornello più odioso del Natale pubblicitario

7) la Coca Cola invece, nel nome dell’operazione nostalgia, mi ha fatto venire i lucciconi recuperando il sempiterno “Vorrei cantare insieme a voi in magica armonia”

8) lo spot “Heart Tango” per Intimissimi, per la regia di Gabriele Muccino, ci mostra una Bellucci dalla bellezza ancora sfacciata e seducente. Ma a proposito di tango e di tangheri, se quel tamarro di Miguel Angel Zotto, Zotico, o come caspita si chiama, viene chiamato a ballare in un’altra trasmissione italiana, me la prendo fisicamente col televisore

9) Siccome oggi non c’era Buona Domenica, Michelle Hunziker è andata a pubblicizzare Natale in Crociera prima nella Domenica In di Massimo Giletti e poi, come se niente fosse, in quella di Pippo Baudo

10) Il teatrino dell’Italietta come “Gabbia di Matti”, coi comici vestiti da picchiatelli, il Bagaglino l’avrà già messo in scena almeno sei volte: se le idee latitano, è vero che esistono sempre dei terreni da dissodare e coltivare a patate

11) Dove sta scritto che a Natale, siccome non ci sono notizie, i telegiornali debbano per forza mandare quindici servizi, uno più beota dell’altro, con Babbo Natale intento nelle pratiche più disparate? Fate durare il telegiornale venti minuti meno e mandate Benny Hill se siete Mediaset o il monoscopio se siete la Rai, no?

12) Non c’era bisogno di una conferma per capire che paesi come la Spagna sono avanti all’Italia, nè di quei simpaticoni del New York Times per sancire che con questa classe dirigente il Belpaese si avvia a diventare vecchio e malinconico. Prendete la Francia. Che la Francia sia avanti lo capisci dai dettagli: Air France s’è presa Alitalia e Sarkozy s’è preso la Bruni. D’accordo, osservazione futile, ma noi c’abbiamo Clio Napolitano, per dire

  • 23
  • dic

Chuck Norris facts

Chuck Norris non dorme. Aspetta. E il senso dell’umorismo non sa manco dove stia di casa.

  • 22
  • dic

Il commento tecnico

Non riesco ad odiare Alessandra Celentano. Perchè sotto sotto, dai, ha ragione. Esistono dei requisiti fisici, non pigliamoci in giro: il passo a due di Steve, ballato da Anbeta, è stato qualcosa di sovrannaturale. Dove vuole andare, Susy, con quei polpacci? Sì, d’accordo, però:
1) Mica devono ballare tutte alla Scala. Un posto in quella ciofeca di musical intitolato “A un passo dal sogno” non si nega a nessuno.
2) Susy dalla vita in su è una delle ballerine più belle e conturbanti mai apparse ad Amici, nata apposta per sfornare assoli di Garrison a ripetizione (evitasse quelle robe penose coreografate da Maura, grazie)
3) Giulia, la nuova entrata, mi è sembrata di una bravura esemplare, ma sarebbe bastato quel sorriso umile ed entusiasta a conquistarmi. Disdicevole il viscido tentativo di convincerla a rinunciare alla maglia, la ragazza al serale ci arriva eccome
4) La classe di danza del quinto anno era un’altra cosa
Ad ogni modo, questa cosa delle ballerine messe alla sbarra come quarti di bue dalla Celentano, con la de Filippi che se la ride, in un colpo ha azzerato secoli di lotte femministe

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