• 20
  • ott

Un cordiale buonasera al gruppo carampano d’ascolto

Dopo due anni passati a parlare di fuffa e difetti fisici, finalmente Amici è tornato all’antico: fuffa e persecuzione concettuale. Un sontuoso caso di psicoreato (specialità della casa non più tardi di quattro anni fa), aggravato da un fuori onda casuale (microfono personalmente installato dal perfido Zanforlin il pomeriggio precedente), ha tenuto banco per due puntate. Di nuovo c’è l’atteggiamento di Cerbero Sfondrini. Un tempo avrebbe convocato il ragazzo nella sala delle torture, gli avrebbe estorto la confessione accarezzandolo con un gatto a nove code e si sarebbe calmato solo alla fine del rogo prontamente allestito in sala relax. Adesso invece l’abile narratore, autore di opere immortali come “A un passo dal sogno” (che è in lizza con Guerra e Pace per il premio di libro del millennio secondo il Daily Mirror) è diventato garantista. Per cui è assolutamente ovvio e giusto che l’insegnante Celentano, affettuosamente etichettata dallo studente Domenico “pu****a, schifosa bas****a” (che se non fosse per il fatto che la seconda parola non è stata inspiegabilmente bippata sarebbe anche potuto essere un più tollerabile “puffetta, schifosa bassotta”) riscopra l’arte del perdonare, perchè Amici ha il compito di educare, di convertire, di – parole degli altri professori – evitare che questo povero ragazzo torni a casa dove non avrebbe nessuna possibilità di pentirsi (?). Giusto quindi che rimanga nella scuola, dove Garrison gli farà da padre (già me lo vedo, severissimo, mentre lo massacra di buffetti sulla guancia, per giunta piangendo). E dire che di soluzioni alternative ce n’erano tantissime: quella prospettata dalla Celentano (un mese e poi riammissione con esame) era sembrata persino magnanima, rispetto ad altre ugualmente dignitose e percorribili quali la LEGIONE STRANIERA. E’ finita in un nulla di fatto: la commissione, nella persona della commissione (cit.), si riunirà per decidere la punizione più adatta, in nome della lotta al bullismo, dell’esempio, dell’insegnamento di vita, della lotta contro l’AIDS e di tante altre allegre menità inopportunamente abbracciate nel generale straparlare. E a chiudere, la grande novità, il televoto metafisico, il sondaggio che non decide: vuoi togliere un banco di danza classica per assegnarlo all’hip pop? Che è un po’ come dire: il calcio lo vuoi sulle gonadi o sul basso ventre? Una Maura determinatissima a passare alla storia della recitazione spiega le sue argomentazioni con un’ovvietà che stordisce. E la danza classica, che quest’anno conta finalmente su due elementi contro 0 e 1 degli anni precedenti, dovrebbe dire addio a gente che comunque almeno i fondamentali li sa fare per accogliere gente che non sa fare nemmeno un un arabesque o un trullalè? No dico, se proprio dobbiamo togliamo l’attore, che tanto non gli farete fare una cippa, oppure un professore, oppure Coratella.

  • 20
  • ott

Braccia rubate

Ovviamente io non guardo quella robaccia, che sia chiaro, ma ho appena isolato un commento sublime della signora Amalia di Uomini e Donne, riferita ad un corteggiatore che avrebbe a suo dire detto un sacco di bugie alla redazione, prontamente smascherate: “Mentre tu sei qua a giocare, qui c’è gente che LAVORA. Capito? L-A-V-O-R-A.”

  • 20
  • ott

Shame on you

A Controcampo, tra le grasse risate generali, Ciccio Valenti ha appena ripetutamente sfottuto un tizio con evidente sindrome di Pickwick perchè si è addormentato più volte nel corso di una partita

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