A chi dice che il sottoscritto non capisce niente di musica io dico: è abbastanza vero. Non ho mai ascoltato molta musica per mancanza di tempo, per cui mi riconosco senz’altro il limite della cultura musicale. Però so montare una mensola e arricciare la lingua (anche contemporaneamente, se posso contare sul giusto tifo). Comunque, non sono un fine intenditore ma ho pur sempre il mio diploma di solfeggio a ingiallire nel cassetto, con voti che testimoniano la mia porca figura in canto e trasporto, QUINDI l’orecchio c’è e se uno ha stonato vuol dire che ha stonato (questo per sottolineare che la modestia è sempre stato il mio forte). Poi magari parliamo di come andò col dettato musicale, sempre che non l’abbia già fatto, ma quella è un’altra storia. Insomma, tutto questo per dire che il briefing di oggi sulle esibizioni della prima puntata di X Factor ha trovato i vocal coach assolutamente sulle mie posizioni: gli stonati sono stati Giacomo e le Sisters of Soul. Giusti anche i correttivi richiesti in merito al vestito di Daniele Magro e l’autocritica che la Maionchi ha imposto a Tommassini per il vero scempio della serata: il vestito bianco dei Sinacria Symphony. Solo Julie Andrews in Tutti insieme appassionatamente era mai riuscita a fare una cosa più trash, ma lei aveva a disposizione solo le tende, mica le costumiste RAI. Guardandoli individualmente ti accorgi che qualcuno non del tutto fuori luogo in effetti ci poteva pure essere, ma poi – chissà perchè – lo sguardo cadeva sempre su quella torta a tre piani che cantava nell’angolo a sinistra
Mentre il tipo al bancone mi sparava un simpatico “novantaeuro” tutto attaccato, improvvisamente mi sovveniva che l’idea originaria di fare la patente internazionale direttamente alla motorizzazione civile, anzichè tramite la scuola guida, in fondo non era poi così malaccio. Non per altro, ma ieri un’altra scuola guida al telefono mi ha detto “settantaeuro”, sempre attaccato. Il fatto che questo pomeriggio non abbia battuto ciglio di fronte ad un ambiente che tutto pareva meno che una scuola guida, con un tizio che in un’auletta deserta guardava McGyver, un’altro a cui ho suggerito IO che la foto tessera va autenticata al Comune, la mamma che riceve una chiamata da un cellulare con la suoneria di Sergio Leone e almeno tre gabbie di pennuti di ogni genere che si contendevano con McGyver il primato sonoro della stanza, ebbene, questo fatto non autorizzava certo il tizio ad aggiungere 20 euro sulla fiducia. Per cui si passa al piano B, “come fare la patente internazionale con una sola andata alla motorizzazione civile”, ovvero “cosa portarsi dietro per essere certi di non fare flop”. In questi giorni ho studiato: serve la patente, ovviamente, due foto (alla motorizzazione non serve autenticarne una, il vero vantaggio è quello), una domanda (questa sconosciuta) e due bollettini. Ecco, i bollettini postali sono il punto debole di questo piano altrimenti perfetto: dove si reperiscono? Esiste una cifra ed un conto corrente sicuro sul quale fare il versamento prima di andare? Perchè capite bene che se uno va là per farseli dare non ha risolto niente: il lupo mangerà la pecora e la pecora mangerà il cavolo. Qua invece si vuole salvare capra e cavoli, come sempre, ovvero usare l’ingegno per ottenere l’imprescindibile feticcio con il minimo sforzo.