• 30
  • set

Mi basta

Miglior blog televisivo
Dei cinque conosco solo Dave.
Sono convinto che sia il meno ‘tecnico’ dei cinque, più che un blog
televisivo il blog di una persona che è cresciuta con la televisione, e
tra l’altro adesso non riesce neanche a captarla bene. Per cui votarlo
è anche un gesto ironico… Ma so anche che a Riva non verrà, e quindi
forse un’occhiata agli altri quattro potrei darla… data. Voto Dave

(leonardo, uno che si impegna, e per me ogni anno dovrebbe vincere anche miglior grafica e miglior blog musicale).

  • 30
  • set

Vatti a fidare

Ho incautamente usato la storica citazione “Anche un maiale può arrampicarsi su un albero, quando viene adulato” con il mio capo, che non penso sia un cultore di Yattaman e infatti non ha mostrato di gradire nè di coglierne l’humour

  • 30
  • set

La logica ai tempi di Zanforlin

“Tizio, sei stato ritenuto sufficiente da tutta la Commissione. A volerti è stato solo Caio. Se fosse stato per Sempronio, non saresti mai entrato”. Ora, la domanda è: “se Caio e Sempronio fanno parte della Commissione, cosa beve Zanforlin per dire tutte queste scemenze?”. Inoltre: ma non si era detto ai provini che quest’anno dovevano entrare solo talenti indiscutibilie all’unanimità? Cioè, volete dire che in Italia non c’è uno in grado di mettere quattro persone d’accordo? Non si fa prima a cambiare le quattro persone?

  • 29
  • set

E a proposito di emo

L’espressione delle due figlie di Zapatero in questa foto è una roba che non si dimentica facilmente

  • 29
  • set

La musica si guarda

Così parlò Charlie Rapino, nuovo nemico pubblico di Amici, per giustificare l’ingresso di David Suicide (sic), al secolo Davide Flauto, primo concorrente emo della trasmissione. L’occasione diventa così propizia per uno straniante aneddoto della conduttrice: “Così ribaltiamo tutto quello che abbiamo detto fino ad oggi. Mi ricordo che dieci anni fa, quando io ero ignorante di musica, stavamo in una sala ad ascoltare un cd. Il cd parte e vedo che tutti chiudono gli occhi. Io dico: Ma siete tutti matti? E loro: No, lo facciamo perchè non vogliamo farci condizionare dall’immagine del cantante”. Ok, ma non era un cd?

Detto questo, la puntata si segnala anche per l’ingresso della prima cantante in mutande. Molto chic, con la sua giacca con le code. Peccato che ci abbiano risparmiato il momento in cui ha indossato la maglia sopra quell’ambaradan.

  • 27
  • set

Si ricomincia

Ad Amici quest’anno sono entrati un po’ di personaggi in controtendenza rispetto al classico piattume:
1) c’è Emma delle Lucky Star, in versione 2.0, più carina e la
stessa voce rauca che è una cifra del programma e onestamente non
sopporto più.
2) C’è un cantautore per cui si sono già sprecati i paragoni sacrileghi con Rino Gaetano, che però ha numeri indiscutibili.
3) C’è una Gianna Nannini che non canta come Gianna Nannini e sembra una spanna sopra tutti.
4) C’è una nuova Anbeta che piace alla Celentano (per cui mi aspetto come minimo variazioni che Carla Fracci se le sogna)
5) C’è la ballerina che ha vinto “Il ballo delle debuttanti”, esperienza giudicata irrilevante dalla commissione (e come dargli torto), che è portatrice sana di un fisico pazzesco, con cui disegna linee mai viste prima in questo programma

  • 27
  • set

New Hits

1) I Muse ai prendono gioco della Ventura (e dell’Italia) a Quelli che il calcio, invertendo le posizioni durante il playback di una canzone che – diciamocelo – è strepitosa
2) Si è capito alla fine, chi è quella che canta “Silly Boy”. Il pezzo, inizialmente giudicato una demo per una improbabile collaborazione tra Rihanna e Lady Gaga, segna invece il debutto dell’ennesima cantante pop baciata dagli estrogeni, Eva Simons
3) Fa un certo effetto vedere canzoni di grosso impatto radiofonico finalmente cantate dai fiuriusciti dai vari talent. “L’amore si odia” è prima, come sospettavo dalla prima volta che l’ho sentita
4) La tipica canzone di Alessandra Amoroso (o di quei due che gliele scrivono): inizio piano, ritornello ruffiano, seconda strofa con più strumenti, finale in crescendo, caciara totale. Ma ha qualcosa, quella ragazza, non l’avrei mai detto. Comunque il target a cui si rivolge questa roba è qualcosa di insopportabile

  • 27
  • set

Alcatraz

Prendi la nave che pare Gennaio, fai lo sportivo e sali sul ponte per buscarti la brezza sul viso, ti buschi la polmonite e riscendi in coperta. Poi la vedi, l’isola. Cioè no, non vedi un cavolo perchè la nebbia si taglia col coltello dello chef Tony. L’atmosfera è alla Jurassic Park, una guida ti accoglie sul dock per spiegarti le regole della visita. L’occhio cade su una scritta: “Se violi le regole, vai in prigione. Se violi le regole della prigione, vai ad Alcatraz“. Paura. Il resto lo fa l’audioguida. Fanno audioguide pazzesche, questi americani qua. Urla, manette, schiamazzi, sparatorie. E poi la vocina pedante che ti dice “vai lì, gira a destra, attento allo scheletro, supera la porta, su da bravo, ancora un passo”, e tu sei sempre là dove dovresti essere. Le celle sono singole, molto, molto piccole. Quelle di isolamento sono più grandi, ma più umide. Non faccio foto perchè per qualche ragione mi pare macabro. La biblioteca mette molto tristezza. Il cortile che dà sull’oceano è angoscioso. L’audioguida racconta la storia dei tentativi di evasione, e tu ti trovi davanti alla cella col buco scavato in un anno col cucchiaio. La vocina toppa una sola volta, quando ci dice di andare fuori per appurare quanto siamo vicini a San Francisco, e invece ti ritrovi davanti la nebbia di cui sopra, che copre tutto nel raggio di chilometri. La cucina, con le sagome dei coltelli disegnate per assicurarsi che ogni assenza sospetta venga subito identificata. Ci tenevano al cibo di qualità ad Alcatraz, dice la vocina. “Se ti comporterai bene, non avrai nessun problema”. Sul muro c’è una foto col ghigno pauroso di Al Capone. C’è un detenuto che aveva insegnato a un po’ di compagni l’arte dell’uncinetto. “I privilegi bisogna guadagnarseli”. La conclusione della gita è uno schiaffo che mi riporta alla trash-realtà: un detenuto autentico dei primi anni sessanta firma le copie della sua autobiografia in vendita nel negozietto vicino all’uscita. La gente si ferma, gli stringe la mano come si fa con un eroe, e si fa scattare una foto.

  • 18
  • set

E’ ora di dire basta

La RAI ha veramente rotto l’anima con questa storia che i canali YouTube non possono mettere on line le puntate di X Factor. Capisco che possono esserci ragioni di mercato ma consideriamo anche che
1) chi si trova all’estero, come il sottoscritto, non può vedere nulla del programma. Dice: c’è lo streaming sul sito della RAI. Manco per niente, l’ultima volta che ci sono andato compariva un messaggio molto intelligente che spiegava che lo streaming non si può fruire dall’estero. E allora a che cavolo serve?
2) Se X Factor arriva a mettere assieme 3 milioni di italiani in croce, molto lo deve ai siti internet che generano attesa, aspettativa e affezione nei confronti del cast e dei cantanti. Ovviamente non includo il Daveblog, che recita una parte trascurabilissima, ma ci sono parecchi siti e canali internet che fanno un ottimo lavoro che va tutto a vantaggio della fidelizzazione di una certa proporzione di utenti nei confronti del programma. Se anche esistessero ragioni legali, in questo caso specifico dovrebbe prevalere il buon senso.

Detto questo, lancio una campagna: basta parole, pagelle e commenti su X Factor da parte dei blog italiani. Lasciamoli soli nel silenzio, disinteressiamoci e speriamo che perdano ascolti. Mi hanno veramente stufato, nonna salice di ‘sto @%&&#! (cit.)

  • 17
  • set

Sì, ma ora, seriamente

La Maionchi si è infervorata per difendere le Yavanna, che purtroppo stanno già sulle cosiddette a tantissimi italiani (ma soprattutto italiane, scommettiamo?). Sono sofisticate, un po’ gatte morte, si ostinano a rimanere nel personaggio ma cantano bene. Ora, tra le Yavanna e gli Horrible Porno Stuntman io dico Yavanna tutta la vita, e la presa di posizione della Maionchi, che ha evidentemente influenzato il televoto, ci voleva come il pane. Perchè in musica non è davvero possibile che appena uno si macchi del reato di snobberia debba essere per forza escluso e massacrato, di fronte comunque a dei meriti artistici piuttosto evidenti. Grazie Mara:  soffro a vederti così coinvolta, ma quando ci vuole ci vuole, e io ti voglio così

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