Amici è alla stretta finale. Si chiude nella tristezza più buia, con 4 cantanti candidati alla finale, più un ballerino montato che già sa di prossimo eliminato. Questa ingerenze delle case discografiche nel programma rappresenta davvero il colpo di grazia: già faticavo ad accettare che certi presunti talenti cantassero solo i loro cavalli di battaglia e non accennassero mai ad un passo di danza o ad una prova di recitazione (alla faccia della polivalenza), ma tra inediti, dischi di platino e marchette assortite ormai lo show sembra un Castrocaro bolso e niente più. Ci ha tolto tutto, l’aspide lampadato: Morticia decolorata, la prova Ezralow, la sigla ballata dagli allievi, le prese. Ci ha tolto anche la voglia di tifare, visto che i primi 5 in classifica sono quanto di più odioso un programma possa partorire
Di guardare il concerto di Dalla e De Gregori su Raidue ovviamente non se ne parla (ma apprezzo chi lo fa), ma avvertitemi quando arriva il punto in cui Dalla sbrocca e comincia a fare i vocalizzi (DUDABADABUMPADADIBIDIDA!), che mi piace tanto.
Non mi ero ancora fatto un’idea, ma dopo il servizio appena mandato a Striscia la Notizia direi che ce n’è abbastanza per applaudire Mourinho e cominciare la trattativa col Milan.
Che bello, erano mesi che non provavo l’ebbrezza di sei post di fila, senza pensarci troppo. Il punto è che dopo le vaccate grasse sarà l’ora delle vaccate magre, perchè domani riparto e torno a fine settimana (lo dico così, per educazione, anche se so che anche i feed non funzionano per cui c’è gente sui vari Feed Reader che mi da di nuovo per disperso). Di Neri nessuna traccia, mentre il layout procede.
Il comizio dell’altro giorno ha toccato vertici esilaranti quando il fondatore della religione della libertà ha annunciato di aver messo in programma la sconfitta del cancro.
La versione di Fiorella Mannoia è una roba sepolcrale. C’è una domanda che mi tormenta, mentre l’ascolto (perchè la trasmettono in radio, pure), e questa domanda è: “Perchè?” (con dodici “e”)
Poi fu la volta di CSI Miami e di CSI New York. Poi vennero i RIS (quelli che trovano i cadaveri sul luogo del delitto con lievi ritardi superiori ai dieci anni), che già l’idea sapeva di tarocco e faceva ridere. Infine arrivò RIS Roma, e le risate si trasformarono in momenti di panico: aiuto, questi ci credono sul serio.
Premesso che ne ho visto una puntata (quella di ieri), per cui mi sento assolutamente legittimato a dire ciò che penso: che scemenza. Davvero, ho provato a farmelo piacere, ma a parte il fatto che per tre quarti di fiction di canzoni non se n’è vista nemmeno l’ombra, la trama è primordiale. Taccio ovviamente di quella cosa indefinibile trasmessa dalla concorrenza
Protesta ufficiale contro l’intervista a Stefano d’Orazio ieri a Domenica 5: i patti erano che avrebbe lasciato i Pooh e si sarebbe tolto dai piedi.