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- mag
Briatore e Gregoraci a Matrix
Non c’è che dire, questa storia della retata della Guardia di Finanza sullo yacht, con annessi dissesti psicologici, l’hanno presa davvero con sportività .
Tornando sul processo mediatico che Matrix ha intentato contro Briatore e compagna, secondo per virulenza e domande imbarazzanti solo a quello intentato contro Alberto Stasi (una passeggiata di salute, quindi), devo ammettere che l’interesse nei confronti della faccenda, unito ad una certa insonnia, mi ha portato per la prima volta a guardare Matrix fino alla fine, e ad accorgermi che Alessio Vinci chiude la puntata in inglese (See you soon, bye, check it out! No, magari quest’ultima frase no). Ditemi comunque che l’ha fatto solo ieri e che sono stato solo trash-fortunato, vi prego. Stupenda la parte in cui prendono le distanze dalla magnifica calunnia riportata dal giornale Chi: “Nathan Falco è disorientato, fuori dallo yacht”, con lei che continuava furiosa ad elencare i motivi per cui una cosa del genere non poteva averla detta numerandoli sempre come “uno” (Uno: sarei una cretina a dire una cosa del genere! Uno: io conosco la povertà !). Bello anche il momento in cui Briatore dichiara di vergognarsi di essere italiano (perchè la moglie del finanziere era salita in visita turistica sullo yacht pure lei) e poi dopo mezz’ora glielo fanno notare e lui non solo se l’era scordato, ma pure si scusa. Per il resto riporto la sintesi della incredibile serata a cura di Partyb
2. Se anche evadessi, diciamo 30 milioni di euro l’anno, ogni anno
muovo un carrozzone di 200 milioni di euro di stipendi ed indotto; sono
più che giustificato ad evadere ANZI alla fine dei conti dovreste
ringraziarmi.
3. Se anche evadessi, mia moglie ha perso il latte nel trambusto del
sequestro, facciamo che è pari e patta così e finisce tutto con una
stretta di mano.
4. Se anche evadessi, quello yacht è capitanato dal miglior capitano
in circolazione secondo BEN 2 riviste di settore, quindi che cosa
volete.
5. Pago uno studio associato di commercialisti ed avvocati con i
cosiddetti, pensate veramente che sia così stupido da farmi beccare
da finanzieri italiani con la terza media? Se ho evaso, ho evaso a norma
di legge.
6. Se anche evadessi, il padre di Elisabetta Gregoraci quadagna 1500
euro al mese, quindi è uno di voi, quindi anche io in senso lato sono
uno di voi, dunque volete che uno di voi sia processato? Volete vivere
in un paese dove potreste svegliarvi domattina e non trovarvi più la
barca da 200 milioni di euro in giardino?
7. Il processo e tutto il baraccone è già nullo ed inficiato poichè
un finanziere ha fatto salire sul mio yacht la moglie dopo il sequestro,
prendendosi gioco di me. Bando gioco, voglio la mamma.
Non c’è che dire, questa storia della retata della Guardia di Finanza sullo yacht, con annessi dissesti psicologici, l’hanno presa davvero con sportività .
Spezzato l’incantesimo, mi sto accorgendo che Mourinho è veramente antipatico. Premesso che la libertà è un diritto inalienabile, pur nel rispetto delle regole e delle clausole contrattuali, le modalità della dipartita sono perlomeno deludenti: conto in banca aperto in Spagna da due mesi, macchina del Real ad attenderlo fuori dal Santiago Bernabeu la sera della finale, proclami perlomeno intempestivi. Di qui a diventare l’avversario numero uno poco ci manca. Soprattutto se, come temo, Moratti gli condonerà la clausola rescissoria. Clausola che secondo me, in barba a qualsiasi tributo di amicizia, dovrebbe essere corrisposta interamente. Moratti, per piacere, resisti
Con il consueto rispetto per gli appassionati, Tgcom oggi svela e banalizza il finale di Lost a partire dall’homepage
Ullalla ullalla ullalla là à à . L’apparizione di Elisa Triani alla conduzione di Studio Aperto, un po’ ingessata a dire il vero, è l’evento catodico della settimana. Questo sì che si chiama “reinventarsi una carriera”. Condurre un rotocalco rosa è pur sempre un’ambizione onorevole. Certo che quella generazione di letterine (Blasi, Toffanin, Triani) aveva le idee chiare e una determinazione di ferro
Lo capisco, Mourinho. Anche io ieri sera, al colmo della soddisfazione calcistica, ho pensato che dopo coppa Italia, campionato e Champions non mi rimaneva altro che abbandonare l’Inter e cercarmi un’altra squadra, o addirittura un altro sport. Cosa dovrebbe interessarmi più del calcio, infatti, adesso che ho vinto la Coppa dei Campioni con l’Inter e il Mondiale con la Nazionale? Ovviamente, che il giorno della massima felicità sia offuscato da punte di frustrazione è molto interista. C’è della perversione in tutto questo: prima un Mourinho insolitamente logorroico, che di fronte ai microfoni alterna lampi di speranza (“chissà , magari mi sveglio domani e decido di rimanere”) a rasoiate che sanno di ineluttabile (“voglio vincere la Champions con tre squadre diverse”). Poi Milito, che tutto d’un tratto si trasforma in star capricciosa e desiderosa di adeguamento contrattuale (“Non so se resto”). Per fortuna ci sono Maicon (“Resto, non faccio certe cose”) e Sneijder (“Resto”): ah perchè, c’era dubbio anche su di voi? Andiamo bene. Questa cosa che la squadra campione d’Europa diventi una boutique da cui il Real Madrid attinge i prezzi più pregiati (per farci cosa, poi, visto che da un po’ non ne azzecca una) dà particolarmente sui nervi. Non che i nostri lascino meno perplessi: capisco il sentirsi appagati, ma tutte quelle storie sul gruppo, sulla squadra? Uno stimolo ci sarebbe in tutta questa storia: pensate che bello sarebbe eliminare il Real di Mourinho e Milito, l’anno prossimo. Tristezze assortite a parte, una preghiera: Mihajlovic no (ma come, mandiamo via Mancini e ci ripigliamo il secondo?). Forse Capello potrebbe darci qualche sussulto di interesse. Ma tanto il discorso non mi riguarda: io da ieri sera sono un tifoso di basket.
Ho fatto una scoperta sorprendente: Ernesto Assante di Repubblica tiene il Daveblog tra i preferiti del suo blog. Dall’alto della mia rinomata coerenza, l’evento mi farebbe certamente riconsiderare il giudizio severo rivolto a suo tempo nei confronti del suo liveblogging sanremese con Gino Castaldo, se non fosse che il suddetto mi ha linkato come daveblog.it, non daveblog.net! Sfido io che non è mai arrivato un accesso che fosse uno da quelle parti. Assante, che facciamo?
E già che siamo in tema di rivendicazioni e di piani di rilancio quinquennali:
1) personalità confusa: io sto ancora aspettando, sai cosa devi fare
2) Caro Gianluca, il giorno in cui riuscirai a mandare in pensione Movable Type per tutti i blog che ospiti dipende da te
Un programma di livello così infimo non l’ho visto mai. Carlo Conti che fa da spalla rasenta livelli di falsità che sfiorano la perfezione. Poco fa, un duetto comico col principe Emanuele Filiberto ha mandato il mio antipaticometro in mille pezzi. I comici sono drammatici, con l’unica eccezione della Germani, ma solo quando fa la Setta. In compenso lo studio è bruttissimo ed il pubblico è prezzolato. Ancora una volta soldi ben spesi, quelli del canone
Ai miei tempi (sic), musica dance in televisione significava 20 minuti non stop di “Please don’t go” ballato dalle lolite di Non è la Rai. Ad un certo punto partiva la pubblicità e dopo tre minuti si riprendeva da capo con altri venti minuti. Una roba concettualmente allucinante. Ora, capisco che il tempo passa e la televisione invecchia con noi, ma ci sarà pure una via di mezzo tra Pamela Petrarolo e Villa Arzilla che balla Lady Gaga? Precisando che la più gradevole, là in mezzo, rimane sempre Angela, la favolosa cubita, che si muove da professionista consumata (anche se è più a suo agio con la musica hausi, si vede) e – da brava progressiva – fa sempre molta attenzione all’accessorio
Si parla di salute e benessere. La d’Urso si intrippa con l’avveniristico “apparecchio che misura la pressione automaticamente”, manco fosse una tecnologia della NASA. Il dottore tal dei tali le propone di fare una dimostrazione, e lei “sì, sì, mi misuri la pressione!”. L’incauta si sottopone all’esame e prima di rendersi conto di essere piuttosto ipertesa dichiara trionfante, davanti al dottore imbarazzato che cerca di minimizzare: “104 di minima e 160 di massima, com’è? Eh? Eh?”