Dopo centoventi edizioni di Amici, tornano le lettere strappalacrime. Un momento in cui i genitori ti dicono “ti voglio bene” per la prima volta, perchè senza le telecamere non ne erano capaci. Un momento in cui il messaggio è filtrato dalla voce metallica della conduttrice, che legge certe frasi da carta dei cioccolattini come farebbe con l’orario dei treni. Ma quest’anno c’è una novità : Bloody Mary, mentre legge, ti accarezza la testa.
A quelli che il calcio Claudio Lippi si è appena fatto beffe della Brigliadori per aver fatto un’associazione a suo dire impropria tra Platone e Atlantide. Per la prima volta in vita mia invoco un tapiro d’oro.
Sarah, panico in casa Scazzi: Corona entra da una finestra
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Con la consueta classe che si addice a tutti i programmi di Nostra Signora del Trash, la puntata di Uomini e Donne con “la scelta di Samuele” si è appena conclusa con i due neofidanzati che prenotano una camera d’albergo per andare a copulare
Che Belen avesse i tempi televisivi l’ho capito in questo esatto momento. Notate come rimbrotta Luca (Sanremo in crescendo il suo), prende quei tre secondi che servono all’orchestra per prepararsi e lancia la canzone, con un’unica intenzione e grande femminilità . Non l’avessero vestita da sacerdotessa guerriera magari il lancio veniva meglio, ma certi dettagli vanno sottolineati. Anche perchè il post serve a chiarire quale canzone avrei fatto vincere, e quale duetto (o trio) ho gradito di più.
Non ho seguito bene la faccenda, quindi c’è il rischio forte che dica qualcosa di superficiale (e vabbè), ma la pantomima che si sta consumando al Grande Fratello dovrebbe essere strappalacrime e invece ha qualcosa di esilarante. Andrea dubita della fidanzata Silvia, per cui la Marcuzzi lo chiama in confessionale dove c’è un telefono pronto – forse – a squillare. Alessia chiede però uno sforzo supremo ai due innamorati, che è quello di parlare italiano per fare capire bene a noi guardoni da casa. Ne desumo che lei è straniera, malgrado il nome. Il telefono squilla (ma va?) e Andrea si mette a piangere con grande dignità . Il motivo per cui non riesco a commuovermi è che dall’altro lato della cornetta c’è una con la voce di Man-Lo, che attacca “Amole… amole…”.
Finalmente sono riuscito a scappare. Adesso mi trovo parecchio più in là nel gioco, ma ho fatto una scoperta raccapricciante. Il Dahaka può morire solo se trafitto con la spada ad acqua, e la spada ad acqua si rende disponibile solo se vengono attivati gli 8 bonus energia dislocati per tutto il gioco. Io ne ho trovati solo 6! Piuttosto che ricominciare da capo lascio tutto come sta e mi accontento del finale alternativo (quello col Dahaka buono che alla fine della fiera “faceva solo il suo mestiere”)
Ieri sera Robert De Niro si è sottoposto alla controintervista da Fabio Fazio, e lì di fronte a quella faccia sorniona e a quelle risposte scocciate ho d’un tratto riabilitato la povera Canalis, che alla fine della fiera ha fatto il suo compitino parlando un inglese che è comunque migliore di quello della media nazionale. Il problema non era l’inglese, ma l’assoluta mancanza di argomenti (e qui la colpa é anche degli autori e del conduttore). A giudicare dalla modalità festosa con cui De Niro è venuto a fare la sua marchetta italiana per il film di Veronesi, sarebbe stato comunque difficile estorcergli qualcosa di più di un grugnito (vabbè, Fiorello e Dustin Hoffman a Stasera pago io fecero mirabilie, ma erano Fiorello e Dustin Hoffman). E anche la parola dello scandalo, “gentrify”, io sinceramente non l’avevo mai sentita
Io uno così negato non l’ho visto mai. Incapace di fare una domanda senza leggere il gobbo o il copione, e fin qui va bene (se non avessero messo il gobbo sul K2). Stai davanti alla Bellucci (stasera in versione giunonica) e ogni domanda segue lo schema “Bla bla bla e bla bla bla. E’ VERO?”. Ma è vero cosa, l’hai appena detto! Arriva De Niro, che non lo calcola di pezza, e ricomincia: “Bla bla bla, e bla, e bla, e bla. E’ VERO?”. E non parliamo dei contenuti dell’intervista, dei doppi sensi che manco Mike buonanima, degli applausi a membro di segugio, dei fotografi che urlano come dei burini, dell’intervista interrotta a metà e rimandata a dopo dieci minuti (!)