• 9
  • Gen

Caro Alessio Vinci

Alessio Vinci è stato nominato Capo della Comunicazione di Alitalia. Premesso che io la parabola di Alessio Vinci da New York a Matrix a Tirana ad Alitalia non l’ho proprio capita, in particolare che cavolo c’entra questo con ciò che faceva prima, vorrei invitarlo a riconsiderare una strategia di comunicazione messa in atto da poche settimane che a me suona controproducente, e cioè eliminare da tutti i messaggi audio la parola “passeggeri” per sostituirla con la parola “ospiti”.

Gli ospiti in transito verso altre destinazioni sono pregati di consultare l’uscita di imbarco nei monitor all’interno dell’aerostazone

Si avvisano i gentili ospiti che da qualche giorno è disponibile un volo da Roma a Santiago del Cile.

A me suona malissimo, qualcosa all’estremo opposto del concetto di “sentiti pure come a casa tua”. No, sentiti come un ospite, paga e poi togliti dalle scatole. Anzi, prima paga e poi sentiti come un ospite e poi togliti dalle scatole.

Altra strategia di comunicazione da migliorare: che dire agli ospiti in caso di sospetta avaria? Io volo spesso, e non amo farlo. Però non mi agito, sto buono e la mia strategia zen consiste nel sedere lato finestrino, così ad ogni turbolenza guardo fuori e mi tranquillizzo. “Siamo entrati in una nuvola, torna a dormire”. E poi ci sono tutti i vantaggi (e i pochi svantaggi) del lato finestrino che meriterebbero un post a parte, ma questa è un’altra storia. Dicevo: viaggio spesso, per cui conosco a memoria qualsiasi (QUALSIASI) messaggio ai passeggeri (recentemente hanno eliminato l’anacronistico “Tenete spenti i cellulari” all’atterraggio, che ci rideva dietro il mondo intero), tutte le azioni del personale di cabina, e le varie fasi di rullaggio, decollo e atterraggio. Da minimi segnali anticipatori capisco quando sale il carrello, capisco quando scende il carrello, quando si può accendere il computer e quando si preparano ad avvelenarci con quei salatini tipo mini-fette biscottate che trasudano burro. Anche sugli snack di Alitalia servirebbe un post a parte. Ciò detto, siccome so tutto quello che deve succedere e in qualsiasi momento, e lo so da anni, grande stupore ha generato in me l’altro giorno, a pochi secondi dal decollo, sentire una cosa tipo

SBATABAAAAAM! BAM! BAM!

provenire dal lato sinistro della fusoliera, in direzione dell’ala. Il tutto accompagnato da una minima discesa in quota. E’ stato breve ma credo mi sia passata la vita davanti, per poi decidere che stavamo ancora volando e che si era trattato di qualche trolley spostatosi nelle cappelliere. Poi vedo i passeggeri davanti che interrogano uno steward, il quale li rassicura con mestiere.  E lì mi rassicuro anche io perchè una prima regola che mi sono dato è che se il personale di cabina è tranquillo non c’è motivo di agitarsi (immagino che sia la prima cosa che gli insegnano – non agitarsi di fronte alla morte imminente – ma non lo voglio sapere).

A questo punto vi starete chiedendo che c’entra Alessio Vinci in tutto ciò. Ebbene, Alessio Vinci, nel tuo nuovo ruolo di Capo della Comunicazione fai qualcosa per evitare che nella vita mai più un comandante mi rassicuri con un messaggio come quello che abbiamo sentito in diffusione 15 minuti dopo.

Signore e signori, è il comandante che vi parla. Sono stato informato che alcuni di voi hanno chiesto chiarimenti in merito ad un rumore avvertito in fase di decollo. Con questo messaggio intendo rassicurarvi in merito al fatto che lo abbiamo avvertito pure noi.

Intendo rassicurarvi in merito al fatto che ATTUALMENTE le strumentazioni di bordo non segnalano anomalie e che tutti i parametri sono nella norma, e che ATTUALMENTE i due motori funzionano regolarmente. Dunque stiamo continuando a volare verso la nostra destinazione.

Caro Alessio Vinci, io apprezzo molto la possibilità di accendere il cellulare all’atterraggio, e penso che i pasti delle vostre salette di Fiumicino siano migliorati notevolmente rispetto al passato. Per contro, i vostri salatini mi fanno letteralmente schifo e non trovo giusto che non serviate più il succo all’albicocca. La programmazione Entertainment sui voli a lungo raggio oscilla pericolosamente tra il pessimo ed il penoso, e non credo che mettere 6 film con Ambra su 10 equivalga ad un decente assortimento di  “Cinema Italiano”. Però vi do atto che ultimamente i voli sono più puntuali, e che l’annunciato restyling degli aeromobili vi potrebbe consentire di passare dall’ultimo al penultimo o terzultimo posto della classifica degli aerei con gli interni più brutti.

Ciò detto, Alessio Vinci, io ti chiedo di dire ai tuoi piloti che la parola ATTUALMENTE da oggi è bandita da ogni comunicazione ufficiale o informale di Alitalia, perchè i 7 anni di vita che ho perso mentre questo simpaticone anzichè rassicurarci stava a fare il precisino non me li torna nessuno. Che tanto se cascavamo nessuno di noi lo denunciava per averci illuso che le cose stessero andando bene.

  • 4
  • Ott

Vous parlez français?

Per chi fosse interessato ad un aggiornamento, con Rosetta Stone non è andata benissimo, credo di poterlo dire. Non ho mai formalmente abbandonato, ma la verità è che alla lunga il metodo mi ha stancato. Rosetta Stone ti dà un minimo di base e di listening, ma non impari una frase compiuta che sia una. Per questo sono passato al metodo Assimil, che ho iniziato, abbandonato e ri-iniziato quando ho capito la faccenda delle due ondate (lunga da spiegare, ma mi ha dato speranza). La buona notizia è che tra qualche giorno faccio un mese di studio Assimil (ma oggi devo fare due lezioni per rimanere in media). E poi c’è Duolingo, che è il metodo adatto a me, perchè mi bacchetta quando non mi impegno, e mi dà lo stimolo a fare un tot ogni giorno. Comunque il risultato di tutto ciò è che inizio a balbettare qualche frase ma sono tutto fuorchè fluente.

  • 5
  • Set
  • 31
  • Lug

O generosa

Giovanni Allevi a Radio 105. Notasi:

1) il suo entusiasmo non condiviso dalla conduttrice.

2) la perplessità della Maionchi, con la faccia da “Non capisco”.

3) La voce fuori campo di Paragone, che contesta il brano con motivazioni risibili e da profondo ignorante musicale.

Comunque è vero che su Internet si fa sempre i brillanti e si critica qualsiasi logo o inno per il puro piacere di distruggerlo, ma questo brano per me non è brutto, soprattutto se vi piace Star Wars o robe tipo la scena del Confutatis maledictis con Mozart e Salieri. Semplicemente, l’estratto che gira su Internet è la parte più brutta.

  • 6
  • Lug

Mονοπωλίων

Io non ho studiato economia, e quindi mi guardo bene dall’avventurarmi in un campo che però ultimamente mi affascina. Mi affascina perchè tutti paiono averci capito tutto (o fingono bene), e sostengono che esiste una logica stringente in quello che sta accadendo alla Grecia e in ciò che accadrà da domani (poi però se parli con altri ti dicono il contrario). Ebbene, oggi ascolto questo esempio di D’Alema, e mi viene in mente che se le cose stanno davvero così (i Greci chiedono aiuti dall’Europa per pagare il debito contratto con i Tedeschi), allora esiste un esempio ancora più semplice e calzante. A tutti sarà accaduto, durante una partita di Monopoli, di finire in una situazione di questo genere:

1) Hai costruito abbastanza sui terreni verdi, rossi e/o marroni, spendendo quasi tutto quello che hai perchè case e alberghi costano un botto di soldi. Ma tanto tra poco ci finisce il funghetto dell’avversario, e dunque riprenderai un po’ di soldi.

2) E invece no: è il tuo candelabro che finisce su Viale dei Giardini, e lì sono cavoli amari: devi vendere case e alberghi, ipotecare i Bastioni del Gran Sasso che tanto non te ne frega niente, e così sopravvivere. Tanto dopo c’è il Via, il che vuol dire che sei molto lontano dal prossimo transito nei terreni viola, e comunque prima o poi questo dannato funghetto ci finirà sui terreni verdi, rossi e/o marroni (che però adesso sono svalutati e senza case).

3) In questo stato di cose, in cui ti trovi ad un passo dal baratro, bastano piccole perturbazioni per fare precipitare il tutto. Basta un albergo di quarta categoria in vicolo corto e ti trovi con tutte le scarpe nella spirale perversa: vendi tutto, ipotechi i terreni e chiedi prestiti a strozzo. Tutto ciò per rimanere in gioco, ma intanto gli altri coi tuoi soldi, dentro i loro alberghi, ci hanno costruito la palestra e il casinò.

  • 29
  • Mag

Olga Fernando salva l’onore della Repubblica

Questo filmato è da antologia delle comiche, per varie ragioni:

1) La guardia che annuncia l’ingresso di Mattarella a Her Majesty

2) Mattarella che avanza come un condannato al patibolo

3) La regina che non sa un tubo della persona che ha davanti

4) La regina che tiene la borsa ben stretta per paura che Mattarella gliela rubi

5) L’imbarazzo generale dopo la prima domanda

6) Olga Fernando che sbuca a sorpresa da dietro e salva il Presidente e la Nazione intera

7) Olga Fernando che fa un passetto avanti e un passetto indietro per non oscurare il Presidente.

8) Olga Fernando anche lei con la borsetta ben stretta

9) Olga Fernando che marca l’accento british

10) La tizia in rosso che non si capisce che ruolo abbia, ma ogni tanto si inclina per origliare

 

  • 25
  • Mag

Towel day

Oggi è il giorno dell’asciugamano, e ciò mi ricorda che La mia Guida Galattica per Autostoppisti giace sul tavolo da mesi. Non voglio che diventi uno dei pochi libri iniziati e non finiti della mia vita (categoria di cui fanno parte Il Pendolo di Focault e l’Interpretazione dei Sogni, mappazze indicibili alle quali conto di riavvicinarmi non prima della terza età), ma la verità è che questo libro fa molto ridere ma non ha trama. Io se non c’è trama non mi appassiono. Comunque voglio finirlo, è il mio libro da viaggio (o almeno dovrebbe, il più delle volte gli preferisco Candy Crush Soda).

  • 24
  • Mag

10 motivi per i quali non abbiamo vinto l’Eurovision Song Contest 2015

Stavolta c’è mancato poco che i tre simpaticoni vincessero, ma la verità è che per quanto l’esecuzione sia stata vocalmente notevole le chance di farcela a me sono subito sembrate meno di quelle di Maurizio Costanzo di condurre il prossimo Sanremo, per i seguenti motivi:

1) La scenografia con la Venere di Milo e i capitelli corinzi. Che caspita c’entra la Venere di Milo con l’Italia, vorrei capire.

2) La coreografia inesistente. Unica botta di vita il bridge con un elaboratissimo “vai avanti tu che poi vengo avanti anche io”.

3) L’occhiolino di Ginoble, ormai un marchio di fabbrica, che lo ha reso inviso a qualunque giurato dotato di un minimo di ritegno.

4) Le interviste dei giorni prima, dove i nostri hanno dato davvero il peggio di sè, tra una gara a chi è più sciupafemmine, “you know”, e un inedito ricordo del loro duetto con Barbra Streisand (e basta, c’avete rotto le scatole con ‘sta Barbra Streisand!)

5) L’abito Armani senza cravatta, che se me lo metto la gente mi sputa in un occhio

6) La scaletta. Ma uno cosa dovrebbe ricordarsi della canzone, che è finita e subito deve votare?

7) Il blocco sovietico, con tutti gli stati cuscinetto che puntualmente hanno votato in massa la madre Russia, con l’eccezione dei serbi che hanno votato i montenegrini e i montenegrini che hanno votato i serbi

8) La canzone, obiettivamente penosa. Un testo che pare rubato a una hit neomelodica, una melodia fatta apposta per intortare il pubblico da casa… ma non i giurati

9) I giochi di luce e l’uso artistico del ledwall. Quali giochi di luce e quale ledwall, dite? Appunto. Rivedetevi l’esibizione del vincitore svedese e prendete appunti, voi dello staff italiano. Non ci avete manco provato

10) Il finale. Devo ancora capire chi è, ma uno dei tre strozza l’acuto

  • 28
  • Gen

Che tormento

Quando compilate un modulo, e arrivati al campo indirizzo scrivete via e numero civico, salvo accorgervi poco dopo che c’è un campo apposito per il numero civico.

  • 18
  • Gen

La teoria dell’incipit dei video musicali

Dopo la celebre teoria del Festivalbar è adesso giunto il momento della teoria dell’incipit dei video musicali. Quando un cantante italiano fa un video musicale, c’è la tendenza assai diffusa dei registi (e spesso si tratta di un unico regista: esatto, quello là) a non fare partire subito la traccia audio ma a farla precedere da rumori urbani o naturali (il mare, il vento, la pioggia, dei passi, qualunque cosa), non si sa bene con quale obiettivo. Si notino gli esempi recenti o relativamente recenti di Marco Mengoni, Francesco Renga e Gianna Nannini. Amesso che esista una ragione valida per tutto ciò (ad esempio, rendere più difficile la trasformazione da video a file mp3), il risultato è che i video musicali italiani che cominciano con i rumori di fondo sono invariabilmente delle tavanate galattiche.

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